Lotus Elise, l'ultimo esemplare finisce nel garage di Elisa Artioli: una storia d'amore

25 Febbraio 2022 16

La storia della Lotus Elise è iniziata nel 1995. La piccola sportiva che tutti ben conoscono nel 2021 ha chiuso la sua lunga storia di successi. Un po' come una "favola", l'ultimo modello, una Lotus Elise 240 final edition, è stata acquistata da Elisa Artioli che ha un legame molto speciale con questa sportiva inglese. Elisa, infatti, è la nipote di Romano Artioli, un imprenditore italiano che comprò la Lotus dalla General Motors nel 1993 con l'obiettivo di rilanciarla. Parliamo dello stesso imprenditore che in quello stesso periodo provò a rilanciare anche la Bugatti.

E fu proprio Romano Artioli a dare via alla Elise, una vettura che poi sarebbe diventata un vero e proprio simbolo per la Lotus. E per la scelta del nome, "nonno Artioli" si ispirò alla nipote che all'epoca aveva appena due anni. Elisa, dunque, divenne Elise. Con l'acquisto dell'ultimo modello destinato ai clienti privati da parte di Elisa Artioli si è chiuso il cerchio della storia della piccola sportiva Lotus.

In realtà, la giovane già possiede una Lotus Elise, regalo di suo nonno. Come raccontato in passato all'interno di un'intervista con Auto Class Magazine, nel 1997 Romano Artioli regalò alla nipote che all'epoca aveva 4 anni una Elise S1 che poi Elisa ha conservato nel garage di casa fino alla maggiore età prima di poterla guida. Modello a cui, adesso, si affiancherà l'ultimo esemplare della Elise.

Per raccontare il suo particolare rapporto con la Lotus Elise, la giovane ha scritto una lettera in cui ripercorre le tappe che hanno portato alla nascita della piccola sportiva e di cui è stata protagonista, anche se all'epoca era ancora una bambina.

Dopo l'addio della Elise, l'ultima endotermica di Lotus, come sappiamo, è la nuova Emira che va a raccogliere l'eredità della piccola sportiva. Il futuro del marchio inglese, però, è legato all'elettrificazione. Già nel corso del 2022 debutterà un SUV elettrico.

LA LETTERA

Cara Elise, nel 1993, quando sono nata, esistevi solo su un foglio di carta. Ancora nessuno sapeva che eravamo destinate a passare la vita insieme. Mio nonno ha avuto il suo bel da fare per salvare la Lotus. Per un attimo hai corso il rischio di non nascere mai e mi domando sempre come sarebbe stata la mia vita oggi senza di te. Per rimettere in piedi la Lotus bisognava rimboccarsi le maniche seguendo una ricetta semplice ma accattivante: mettere su strada una macchina bella e divertente da guidare che potesse riportare il marchio a splendere. Non so se sia stato il caso o se fosse scritto nel mio destino, perché non solo ero nata allo stesso momento in cui nascevi tu, ma avevo anche il nome che iniziava con la lettera E, come da tradizione di Colin Chapman per i modelli di Lotus. Siccome anche la fortuna ha il suo ruolo, il nonno ha pensato bene di dare il nome della sua prima nipotina a te.

Da quel momento, mi sono trasferita in Inghilterra e venivo spesso in Fabbrica a vedere come stavi crescendo fino a quando è arrivato il momento tanto atteso della presentazione di Francoforte. Era il 12 Settembre 1995 e attendavamo di essere svelate al mondo perché, fino a quel momento, nessuno ci aveva mai viste, soprattutto, nessuno sapeva che sotto il telo non ci sarebbe stata una persona qualsiasi, ma l'elisa di 2 anni. Ero attaccata al tuo volante mostrando orgogliosa la mia maglietta con la scritta "I am Elise" e da li non volevo più scendere. Mi sentivo nel mio mondo come mi sento oggi, quando sono con te, mi siedo e mi trovo a casa. Ci sono voluti un po' di anni per capire che non mi chiamavo veramente Lotus Elise, ma il nostro legame continua a crescere. Avevo solo 4 anni e già ti ammiravo in garage aspettando di poterti guidare. La prima volta che siamo uscite da quel garage assieme mi tremavano le mani dall'agitazione, erano ormai passati 15 anni durante i quali mi sono immaginata tantissime volte quel momento.

Da quel giorno guidare è diventata la mia passione, guidare con te, lo sottolineo perché nessun' altra macchina mi regala le stesse emozioni. Quanti passi di montagna abbiamo percorso assieme, quanti posti abbiamo visto e quante persone abbiamo conosciuto. Sei unica nel tuo genere e, per non farti più sentire sola quando mi aspetti nel garage, avrai presto una sorellina. Ho lavorato duramente per realizzare il mio sogno nel cassetto: comprare l'ultima Elise. Ho imparato dal nonno che dobbiamo riconcorrere i nostri sogni, e questo lo devo a lui. Cara Elise ti ho accompagnata dall'inizio alla fine, così come farai tu con la mia vita.


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Commenti

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Mattia Alesi

Cambia qualcosa?

Alessandro De Filippo

Eri presente all acquisto? Ne dubito

Chicco Bentivoglio

Ma scusa te l'hanno ridata la patente?

Cawero

Condivido appieno tutto quello che hai detto, anche se ho una preferenza per le piccole, stile Lotus/Alfa 8C/4C. Effettivamente sono un po' scomode, magari ti farai un po' "male sangue" solo per entrare ed uscire:)

Meandmyself

Ovviamente pagata con finanziamento…

Danny "Wolf" Godhouse

Ah si. Me la ricordo.

Dario Lampa

Questa storia mi ha sempre affascinato.

Il connubio Lotus-Suv stride ancora di più di quello Ferrari-Suv.

Bestmark 3.0

Lascio un link per chi volesse vedere qualche foto e il video della tenerissima presentazione https://www.driveexperience.it/elisa-artioli-la-bambina-che-diede-il-nome-alla-lotus-elise/

Andrea bortolin

Per chi non lo sapesse è stata anche la base per la prima Tesla in commercio. La roadster del 2008.
... Adesso mi arriva una valanga di insulti... :D

Saibermen

Anvedi Elisa.

sailand

Sul troppo volume non sono d’accordo, certe auto sopra il metro e ottanta sono proibite. Poi apprezzo sia la filosofia Lotus della leggerezza e motori piccoli che auto con un bel V12.

sailand

La lotta più bella, peccato fosse proibita a piloti oltre una certa altezza.
Come d’altronde molte sportive di gran razza adatte solo a piloti fantini.

Cawero

Auto bellissima, con una storia e una filosofia stupenda. Un esempio perfetto del connubio tra VERA sportività e VERO divertimento, la dimostrazione che molte delle cosiddette "sportive" hanno troppo, troppa tecnologia, troppo peso, troppo volume(inteso come dimensioni)....dovrebbero smetterla con questo spreco di tecnologia senza senso

italba

Meglio "racing green"

Johnny

Ah guarda a me andrebbe bene di qualsiasi colore.
Anche se in effetti gialla ha il suo perché.

Danny "Wolf" Godhouse

Ero innamorato di questa auto.
Gialla e non oro.

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