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Ibride plug-in: l'UE vuole limitare i serbatoi per incentivare l’uso della batteria

Bruxelles valuta di limitare la capacità del serbatoio di carburante per incentivare gli automobilisti a utilizzare maggiormente la parte elettrica e a ricaricare la batteria.

Ibride plug-in: l'UE vuole limitare i serbatoi per incentivare l’uso della batteria
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Andrea Tomelleri
Andrea Tomelleri
Pubblicato il 29 ott 2026

L’Unione Europea starebbe valutando un’inedita misura regolatoria destinata ad incidere profondamente sulla progettazione delle auto di nuova produzione, indirizzando la propria attenzione sulla capacità dei serbatoi di carburante. Secondo quanto emerso dal dibattito comunitario e dalle indiscrezioni diffuse dalla stampa internazionale, Bruxelles starebbe studiando la possibilità di limitare la quantità di carburante trasportabile dalle vetture, con un focus mirato sui modelli ibridi plug-in (PHEV). L’obiettivo fondamentale di questo provvedimento consiste nell’incentivare gli automobilisti ad utilizzare con maggiore frequenza la propulsione elettrica ricaricabile, evitando che questi veicoli vengano guidati prevalentemente mediante il motore a combustione interna.

Incentivare l’utilizzo della parte EV

Le auto ibride plug-in combinano un motore termico tradizionale con un accumulatore ricaricabile, offrendo la possibilità di compiere degli spostamenti brevi (solitamente entro i 100 km) a zero emissioni. Tuttavia, il reale beneficio ambientale garantito da questa tecnologia rimane strettamente legato alle concrete abitudini d’uso degli automobilisti. Quando la batteria viene caricata con regolare frequenza, una quota consistente dei tragitti quotidiani avviene in modalità elettrica. Al contrario, qualora il veicolo non viene ricaricato, finisce per funzionare quasi esclusivamente a benzina, portando con sé il peso supplementare della batteria e dei componenti elettrici e causando anche un costo di gestione maggiore per il proprietario. Ridurre la capienza fisica del serbatoio renderebbe meno agevole e conveniente percorrere lunghi itinerari facendo affidamento sul solo carburante, spingendo i guidatori a ricaricare con maggiore frequenza la batteria per mantenere l’autonomia.

Serbatoi grandi aumentano la massa

La questione tocca direttamente anche il delicato bilanciamento tra l’autonomia complessiva e la massa totale dell’automobile. Negli ultimi anni, diversi costruttori automobilistici hanno dotato le proprie vetture ibride ricaricabili di serbatoi particolarmente capienti (come i 75 litri del SUV Yangwang U8 o i 60 litri della BYD Seal U) per assicurare percorrenze complessive superiori ai 1.000 chilometri senza soste. Un serbatoio di grandi dimensioni comporta tuttavia un incremento rilevante della massa complessiva del veicolo: 80 litri di benzina corrispondono infatti a circa 60 chilogrammi di carico aggiuntivo. Questo peso extra costringe il motore ad un maggiore sforzo energetico, aumentando inevitabilmente i consumi reali di carburante. Ridurre la dimensione del serbatoio permetterebbe dunque di alleggerire il veicolo, pur riducendo l’autonomia disponibile con il solo carburante.

Ad oggi è solo una proposta

Nonostante le discussioni avviate a livello comunitario, le istituzioni europee hanno precisato che al momento non esiste alcun obbligo normativo o divieto vincolante approvato. Non sono stati ancora stabiliti parametri tecnici ufficiali, date di applicazione o testi normativi definitivi per i costruttori di automobili. L’ipotesi di limitare la capienza dei serbatoi si inserisce nel più ampio percorso di revisione dei criteri di calcolo delle emissioni e dei consumi effettivi delle auto plug-in, intrapreso dalle autorità europee per avvicinare i valori ufficiali di omologazione ai reali utilizzi su strada. Qualora questa proposta dovesse trasformarsi in un regolamento ufficiale, rappresenterebbe un significativo cambiamento per l’intera industria automobilistica e per gli automobilisti europei.

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