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Ford, investimento nelle rinnovabili nel Michigan per produrre a emissioni zero

Importante investimento nelle rinnovabili per produrre le vetture solo con energia pulita

Ford, investimento nelle rinnovabili nel Michigan per produrre a emissioni zero
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 11 ago 2022

Ford ha deciso di fare un nuovo importante investimento nelle rinnovabili. Come sappiamo, la casa automobilistica punta a diventare carbon neutral entro il 2050. Come parte di questo ambizioso progetto, la casa dell'ovale blu ha annunciato un importante accordo con DTE Energy. Dunque, grazie a questo nuovo progetto, nei prossimi tre anni saranno aggiunti nel Michigan ben 650 MW di energia prodotta da impianti solari.

Dal 2025 Ford potrà utilizzare solamente energia pulita per produrre le sue auto nel Michigan (incluso il pickup F-150 Lightning), andando a ridurre di circa 600 mila tonnellate le emissioni annue di CO2. Inoltre, questa iniziativa permetterà di aumentare del 70% la capacità installata di energia solare in questo Stato.

DTE Energy stima che questo investimento sarà importante pure per l'economia locale visto che la costruzione degli impianti solari darà lavoro temporaneamente a 250 persone e  andrà a creare 10 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre, le comunità locali che andranno ad ospitare gli impianti potranno godere di alcuni vantaggi economici che potranno utilizzare per i loro progetti.

Ford acquisterà l'energia elettrica green attraverso il programma MIGreenPower di DTE, che è tra i più grandi programmi volontari di energia rinnovabile nel Paese. Vi hanno aderito più di 600 aziende e più di 62 mila clienti residenziali. Grazie a questo programma è stato possibile evitare un'emissione annua di 2,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

DTE è dunque il più grande fornitore di energia rinnovabile del Michigan e prevede di espandere ulteriormente nel corso dei prossimi anni le sue iniziative di energia pulita attraverso il suo programma MIGreenPower. Si tratta di un progetto molto interessante che dimostra come Ford sia attivamente impegnato ad investire nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili.

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D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Eppure ho chiaramente scritto di continuare a puntare pure sulle rinnovabili, ma quando uno non vuole leggere, my fault

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me sei tu che vivi nel paese degli unicorni: l'installazione del nucleare in Italia è l'unico argomento che porti sempre, mentre di tutto il resto pare non interessarti molto.
Le rinnovabili sono una realtà, l'Italia è già stata in grado di installare a ritmi molto più veloci di quelli attuali e se non lo facciamo è per la poca lungimiranza che abbiamo.
Notare che nonostante la crisi Ucraina, non abbiamo riavviato le centrali a carbone in Italia.
I fatti sono che gli impianti stanno in crisi con la siccità e la sicurezza è sempre relativa, dato che basta 1 solo incidente per fare danni enormi.
In più rimangono da gestire le scorie, senza nemmeno uno straccio di deposito e infine rimane da vedere se gli italiani son d'accordo con la ripresa del programma nucleare.
Il primo passo da fare è semplice : accelerare le rinnovabili verso il 60-70%. Sono quote alla nostra portata, gradualmente, in 1 decade. Queste considerazioni stanno nel Pnrr, che è peraltro stato approvato da Next Generation EU. Piani simili sono stati presentati dalle varie nazioni europee e si basano tutti in larga parte su un rapido sviluppo delle rinnovabili. Questo solo per dire che non sono mie convinzioni soltanto, ma anche di tutte le commissioni scientifiche che hanno aiutato a stilare questi piani.
So much for unicorn farts

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

No non lo sono, hai appena dimostrato che ho ragione, solo il prezzo è cambiato e non è il principale problema. Possiamo...possiamo...possiamo...ma non facciamo e anche aumentando da quei 40 GW di aleatorie a oltre 100 non ce ne facciamo nulla esattamente come chi ne ha installate oltre 120 e ora sta affrontando una crisi energetica. Che pensi che da domani invece di installare 0,8-1GW di rinnovabili ne installiamo 20 l'anno ? Che entro un paio d'anni succede qualche miracolo ? Possiamo continuare ad aspettare, ma nella realtà i peti di unicorni non esistono e non sono affatto significativi, nel frattempo c'è che brucia carbone a ritmi pre 1990 e noi cerchiamo l'elemosina del gas in Africa, prima di tornare strisciando dal sanguinario russo o chi lo sostituirà. Nel frattempo regaliamo soldi per le brum brum elettriche, che fra poco data la crisi dei materiali (di stamattina la notizia sul litio e il polisilicio) non possiamo ne costruire e manco caricare con i pannelli e tutto questo nella speranza di qualcosa di incredibilmente difficile e soprattutto poco efficiente. Poi me lo spiegate perchè preferite miliardi di tonnellate di ceneri, inquinanti e ossidi, Co2 e aria irrespirabile a qualche Cask di materiale radiattivo ben protetto e soprattutto. Te la dico io una cosa REALE, potevamo e possiamo ancora cercare di produrre energia dal nucleare e nel frattempo che aspettiamo non abbiamo nè crisi ne inquinamento o emissioni di Co2, energia a basso costo e sopratutto un supporto pulito alle rinnovabili già installate. Risparmiamo un sacco di soldi e miglioriamo condizione di vita e stabilità della rete, creiamo indotto e posti di lavoro e visto che ancora oggi il Know-How lo abbiamo possiamo persino esportare un'eccellenza tecnologica. Poi io penso che faremo prima a vedere la fusione funzionante a fine secolo che trovare la soluzione con sole e vento, ma possiamo e dobbiamo puntare su tutto.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Continua pure a guardare quel poco che c'è di installato, ma magari fatti qualche domanda: per esempio quanto costavano 5 anni fa e quanto oggi. Vedi subito il motivo per cui c'è ancora poco in giro.
Tutte le tecnologie citate possono supportare bene la transizione e possiamo aumentare anche di molto il parco installato di rinnovabili, come da piano UE.
Forse, ma forse, i peti di unicorno sono più significativi di quello che pensi...

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Che ti devo dire, io non vedo nessun impianto che supporta realmente la rete, anche se parliamo solo di stabilizzare i picchi oltre la cittadina, non vedo nessun paese che produce abbastanza con le FER da accumulare e men che meno vedo la possibilità di basare una grid nazionale sui peti degli unicorni. Gli unici impianti relativamente significativi vanno a batteria a litio e questo è un problema, ci lavorano in parallelo da oltre 20 anni e l'unica cosa reale è stato l'abbattimento dei costi. Ti ripeto, magari dai un'occhiata a questi impianti e poi li rimetti in scala.

Aria e Co2 parliamo di sperimentazioni di 30 MWh ( quando ne servono decine di milioni) e non è che puoi ridurne le dimensioni, c'è della fisica dietro.

Quella termica è esclusiva di pochi paesi e noi siamo tra quelli che ne sfruttano più al mondo, 1,1 GW...

I pompaggi idrici uguale, serve un orografia del terreno adatta e soprattutto Acqua, che è sempre meno in quota.

I blocchi manco li commento, sono la cosa più inutile al mondo, si basano su peso e dimensioni.

Capisco la speranza, ma non si vive di speranza e qua è da decenni che mentiamo a noi stessi e invece di fare ricerca per delle alternative reali a solare ed eolico buttiamo migliaia di miliardi in Installazioni che hanno fallito anche secondo che al mondo ci ha creduto di più come il governo tedesco.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Non si parla di disponibilità puntuale, ma di stabilizzare la frequenza della rete. Quindi, quanto più ci affidiamo alle rinnovabili, tanto più ci serve assicurare l'inerzia della rete.
Questi sistemi, siano essi di accumulo chimico, termico o di energia potenziale sono già installati in alcune parti del mondo e il trend è in forte aumento.
Se guardiamo, giusto per un esempio o 2, a stoccare energia come aria o CO2 compressa, tutti i componenti esistono già da decadi e se ne fa larghissimo uso nell'industria chimica e petrolifera.
Lo stesso vale per lo stoccaggio di energia termica o per i pompaggio idrici, o per il sollevamento di blocchi per accumulare energia potenziale.
Sono tutte soluzioni che esistono commercialmente, benché possano avere efficienze migliorabili e/o costi alti.
È naturale che pianificare potenze nell'ordine dei TW richieda tempo, sforzi anche burocratiche e

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Se pensi che sia solo una questione di prezzo allora non hai idea di cosa stai parlando, ti basta guardare gli impianti di accumulo più grandi e rapportarli a esigenze maggiori con carichi attualmente insostenibili, risorse non disponibili (un impianto per l'italia richiederebbe milioni di tonnellate di materie), spazio necessario e resa se messo in scala, senza manco andare a finire sul discorso "sti accumuli come li carichi ?". PErchè oggi nessuna nazione al mondo ha anche solo lontanamente un surplus di FER aleatorio del 30%, la germania con oltre 100GW è peantemente in debito di contro.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando si parla di scala di grid, si intende che i pezzi sono disponibili, non che sono stati installati. Altrimenti non si chiamerebbe transizione.
Esempi: le strutture per l'accumulo CO2 esistono e sono già scalati. Idem i megapack, o l'accumulo con batterie di flusso.
Lato elettrico, gli inverter necessari, così come i software di gestione esistono già e sono anche in uso.
Per essere chiari: gli elementi necessari sono tutti disponibili e a questo punto diventa solo una questione di prezzo, non di tecnologia.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

"I materiali esistono già a livello industriale e grid scale, non siamo certo noi I primi ad adottarli."

Dove? Grid scale significa il 30% del fabbisogno nazionale, l'ipianto più grande non supera di molto il GWh ed è ancora in costruzione...

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

I materiali esistono già a livello industriale e grid scale, non siamo certo noi I primi ad adottarli. Siamo, come sempre in ritardo. Concordo, di accumuli ne servono tanti e presto. Si può partire con l'idroelettrico, c'è ne sono naturalmente altri. L'impianto a CO2 è una buona notizia, anche perché l'azienda è italiana.
Tornando alle rinnovabili, abbiamo piani (in teoria) importanti per installazione. Speriamo che l'individuazione delle aree idonee arrivi in tempi molto rapidi.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Qualche impianto dimostrativo di pochi MW con la Co2, siamo in alto mare per gli accumuli Grid Scale, esiste qualcosa a livello metropolitano per la stabilizzazione, ma hanno costi enormi e richiedono materiali che attualmente non ci sono e rimaniamo comunque con poco più di 1 GW, quando per un paese industrializzato come il nostro servirebbero quasi 80 TWh per coprire le notti e le stagioni con un minimo margine di tolleranza.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Dipende sempre se la stabilizzazione avviene con metodi tradizionali o con gli accumuli. Pare che qualcosa si muove anche in Italia.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è che il "prezzo calmierato" è in realtà una mera illusione per le FER aleatorie, quest tipi di impianti hanno dei costi che vanno oltre quello di produzione che è a carico del sistema. Ogni KW di FV ha in aguato un KW di fonte programmabile (GAS nella maggior parte dei casi, ma anche carbone o nucleare) che deve essere pagato lo stesso per intervenire in caso di mancanza di corrente, le centrali a carbone addirittura devono rimanere attive e inquinano nel frattempo. C'è pure il costo di stabilizzazione della rete, più penetrano queste fonti più incide (citofonare in polonia per info su scenari reali), alla fine conviene a chi le installa perchè i costi occulti sono a carico del sistema e divisi nelle bollette di tutti.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Hanno corretto, erano addirittura le tonnellate di Co2 evitate...

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti sarebbe cosa buona sentire parlare molto di più di queste tematiche anche sui canali mainstream, per esempio in tv o sui giornali.
Si può costituirsi ormai come associazione anche condominiale e fare contratti simili, ma non c'è quasi nessuno che lo faccia

T
The Fiddler's Elbow 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto. La fisica è una materia obbligatoria e perfino i giornalisti dovrebbero averla studiata. Solo che poi confondo la potenza con l'energia. Secondo me non si tratta di un errore di scrittura, secondo me non conoscono proprio la differenza tra energia e potenza.

T
The Fiddler's Elbow 01 Jan 1970 @ 00:00

Sarebbe la norma, anzi la norma esiste. Viene sfruttata poco. Il problema spesso è che chi ha lo spazio non conosce chi consuma.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma pensa, quindi si può alleggerire l'impronta di inquinanti legata alla produzione, grazie alle rinnovabili. E con un contratto PPA, qualcuno può costruire impianti apposta, così da calmierare i prezzi per anni.
Non sarebbe il caso che anche in Italia questa soluzione diventasse più o meno la norma?

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00
Insieme, hanno installato oltre 2,8 milioni di MWh di energia pulita

Questa frase non ha proprio senso, o hanno prodotto 2,8 milioni di MWh, o hanno installato 2,8 milioni di MW. Ovviamente sarà la prima, visto che altrimenti parliamo di una potenza installata di 2,8 TW di solare il che è impossibile.