F1, annuncio assurdo: perché il Circus ha scelto il Ruanda per il ritorno in Africa
Liberty Media ha preferito il Ruanda al Sudafrica o ad altri Stati del Continente Nero. Vi spieghiamo tutti i motivi
Con un accordo decennale la F1 ha ufficializzato una futura tappa in Ruanda. Dopo più di 3 decenni la massima categoria del Motorsport rilancerà un inedito Gran Premio d’Africa che entrerà a far parte del calendario all’inizio degli anni 2030. L’ultima corsa nel continente africano è infatti datata 1993, quando sul circuito di Kyalami si aggiudicò il successo Alain Prost sulla Williams.
Liberty Media aveva l’intenzione di espandere la F1 in tutti i continenti e l’obiettivo è stato raggiunto per offrire un Gran Premio di successo, sostenibile per le future generazioni. Straordinari interpreti come Lewis Hamilton e Fernando Alonso molto probabilmente non avranno l’occasione di girarci, anche perché potrebbe essere pronto tra tanti anni. La tappa si svolgerà una volta completato il nuovo circuito appositamente costruito a Bugesera, in Ruanda, il cui termine è previsto per l’inizio del prossimo decennio.
I motivi della scelta
La Formula 1 ha difeso la scelta del Ruanda, richiamando il proprio impegno sul rispetto dei diritti umani e indicando nel turismo, negli investimenti e nella formazione professionale i benefici attesi per una operazione di rilancio. Il Circus sta applicando una politica di attrazione, coinvolgendo partner importanti e favorendo nuove attività economiche.
L’autodromo, una volta ultimato, diventerà un polo turistico che dovrà essere utilizzato durante tutto l’anno con importanti gare, congressi e spettacoli. I vertici hanno presentato il progetto come un investimento destinato a produrre occupazione allo scopo di attirare tantissimi tifosi. In base a una analisi condotta sulla fan base, sono oltre 100 milioni gli appassionati africani. Nei principali mercati dell’Africa subsahariana, quasi il 60% degli appassionati ha meno di 35 anni.
Il nuovo tracciato sarà realizzato secondo gli standard FIA di Grado 1, a Bugesera, a circa 40 chilometri a sud della capitale Kigali. Con i dislivelli della zona si punterà a creare un’esperienza di guida diversa da quelle già presenti in calendario, contribuendo allo sviluppo imprenditoriale a lungo termine in tutta la regione.
Un’eredità duratura
Il Presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha annunciato: “Il ritorno del campionato del mondo di Formula 1 FIA in Africa è un momento storico per il nostro sport e un passo importante nella continua crescita globale del Motorsport. Il Ruanda ha dimostrato un forte impegno nell’organizzazione di un evento di livello mondiale e la FIA collaborerà a stretto contatto con la FOM e i nostri partner per lo sviluppo di questo nuovo circuito secondo i più elevati standard internazionali”.
Amnesty International non la pensa allo stesso modo e ha contestato l’accordo accusando il Ruanda di usare lo sport per ripulire la propria immagine internazionale: “Questo è un premio di sportswashing per le autorità ruandesi”, ha annunciato Felix Jakens, responsabile delle campagne di Amnesty International UK, come riportato su Reuters. L’annuncio del GP D’Africa a Bugesera non esclude un ritorno di una sfida sudafricana a Kyalami.
Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, ha aggiunto: “Oggi è un momento storico per la Formula 1. Con l’ingresso del Ruanda nel calendario a partire dal prossimo decennio, il nostro sport correrà in ogni continente abitato, avvicinando più che mai il campionato del mondo ai tifosi di tutto il globo. L’Africa è sempre stata parte del futuro della Formula 1 e, fin dall’inizio, eravamo determinati a tornarvi nel modo giusto, con il partner ideale, un impegno a lungo termine e una visione chiara per generare un impatto significativo”.