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In Cina la colonnina di ricarica si muove e raggiunge l'auto da sola

Due tecnologie diverse per portare la ricarica elettrica direttamente all'auto, senza infrastrutture fisse

In Cina la colonnina di ricarica si muove e raggiunge l'auto da sola
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 19 mar 2026

Trovare una colonnina di ricarica per l’auto elettrica è uno dei problemi lamentati da molti possessori di auto elettriche. Per rispondere a questa sfida in Cina stanno nascendo soluzioni particolarmente innovative. Di cosa si tratta? Non è più l’automobilista che cerca la colonnina, ma la colonnina che raggiunge l’auto. È un progetto realizzato da Eraergy che sta ridisegnando il concetto stesso di infrastruttura di ricarica.

I robot mobili di Eraergy

Nel complesso residenziale Linliqiao Jiayuan di Nanning, nel sud della Cina, oltre 400 veicoli elettrici convivono con una rete elettrica costruita decenni prima che l’auto elettrica esistesse. Installare colonnine tradizionali richiederebbe interventi costosi sulla rete. La soluzione adottata è l’Energy Tank, un robot di ricarica mobile sviluppato da Eraergy.

L’azienda descrive l’Energy Tank come un sistema che ripensa da zero l’intera catena della ricarica, combinando celle di accumulo, un telaio semovente e un sistema di controllo intelligente in un’unica unità disponibile su richiesta.

Il robot viene chiamato tramite app, raggiunge autonomamente il veicolo parcheggiato e avvia la ricarica in pochi minuti. Sono disponibili tre versioni, con capacità di 30, 100 e 200 kWh, con una potenza di scarica massima fino a 120 kW, paragonabile a quella delle colonnine fast. Una sessione porta l’auto da un livello minimo a una carica utilizzabile in 40-60 minuti.

Eraergy sta spingendo il modello anche negli hotel, con un pilota che permette agli ospiti di verificare la disponibilità della ricarica mobile già in fase di prenotazione, eliminando la necessità di costosi interventi sulla rete elettrica. Il sistema viene testato anche nelle aree di servizio autostradali e nella logistica, per ricaricare i veicoli durante le soste operative.

Parallelamente c’è la tecnologia dei robot su rotaia, già operativa in diversi parcheggi sotterranei cinesi. Un’unità robotica è sospesa a una guida montata al soffitto del parcheggio, che funge sia da binario di scorrimento che da condotto di alimentazione. Quando un proprietario di auto elettrica richiede la ricarica tramite app o QR code, il robot si sposta fino al veicolo, individua la presa usando telecamere e sensori e abbassa il connettore per collegarlo automaticamente. Il vantaggio principale è infrastrutturale. Invece di cablare ogni singolo stallo, un unico binario serve un’intera fila di posti auto da un solo punto di connessione.

Un mercato in rapida crescita

I due sistemi non sono iniziative isolate. Il mercato globale dei robot di ricarica mobile ha raggiunto 81 milioni di dollari nel 2025 e secondo le proiezioni toccherà 300 milioni entro il 2034, con la Cina che detiene circa il 34% della quota globale. Anche CATL, il maggiore produttore mondiale di batterie, ha sviluppato una propria soluzione mobile chiamata CharGo, già utilizzata durante il picco di traffico del Capodanno cinese per alleggerire la pressione sulle colonnine autostradali. Pechino ha annunciato l’intenzione di installare 1.000 robot di ricarica in circa 150 parcheggi urbani.

Prima di poterle vedere in Europa (e in Italia) passerà del tempo, ma è interessante registrare come potrebbe cambiare l’approccio alla ricarica e come la mobilità elettrica abbia ancora molti margini di espansione anche e soprattutto in termini di innovazione tecnologica.

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