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Auto usate, novembre 2025 chiude in calo (-1,7%)

Dopo mesi di crescita, il mercato segna una battuta d’arresto.

Auto usate, novembre 2025 chiude in calo (-1,7%)
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 22 gen 2026

Il mercato dell’auto usata ha registrato un rallentamento. E già questa è una notizia visto l’andamento complessivo del 2025. Dopo cinque mesi in territorio positivo novembre chiude con 463.897 trasferimenti di proprietà. Un calo lieve rispetto allo stesso mese del 2024. La flessione è pari all’1,7%, mentre i trasferimenti netti segnano una variazione negativa del 3%. Sostanzialmente stabile il dato sulle minivolture. In questo caso siamo a livelli molto simili a quelli dell’anno precedente. Questi gli ultimi dati di UNRAE (l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) relativo al mercato delle autovetture usate di novembre 2025.

I numeri

Come detto nel bilancio complessivo, i primi undici mesi dell’anno si confermano comunque in crescita. Il cumulato sfiora i 5,12 milioni di passaggi, con un incremento del 2,9% rispetto al 2024. Il confronto con il 2019 restituisce una situazione quasi allineata, con una variazione contenuta allo 0,3%.

Il segmento diesel torna in testa. Dopo aver ceduto il passo alla benzina a settembre, il motore a gasolio riconquista la prima posizione nelle preferenze di chi acquista un’auto usata. In novembre la sua quota raggiunge il 39,5%, mentre quella dei veicoli a benzina si attesta poco sotto, al 38,8%. Le motorizzazioni ibride continuano a guadagnare terreno, portandosi all’11,4% nel mese e al 10,2% nel cumulato. Restano marginali le alimentazioni elettriche e plug-in, ferme rispettivamente all’1,3% e all’1,5%.

La composizione dei contraenti conferma la centralità degli scambi tra privati e aziende, che nel mese guadagnano mezzo punto percentuale salendo al 56,9%. In parallelo arretrano i trasferimenti da parte degli operatori professionali, che rappresentano il 37,9% del totale. Piccolo rialzo per le auto provenienti da autoimmatricolazioni (4,3%), mentre restano stabili quelle provenienti dal noleggio (1%).

A livello territoriale, la Lombardia consolida la propria posizione. Con una quota pari al 16,3%, si conferma la prima regione per volume di passaggi. Seguono Lazio (9,9%) e Campania (8,9%). Subito sotto si posizionano Sicilia (8,3%) e Veneto (8,1%).

Costante anche la situazione dell’anzianità del parco auto circolante. Le auto con oltre dieci anni di anzianità continuano a essere le più diffuse. A novembre la loro quota risale al 48,5%, con un incremento di otto decimi di punto. La fascia tra sei e dieci anni resta stabile al 17,3%, mentre quella compresa tra quattro e sei anni perde terreno, scendendo al 10,3%. In leggera flessione anche le auto tra due e quattro anni, ferme al 12,1%. Le vetture più giovani, fino a due anni, raggiungono complessivamente l’11,8%, spinte soprattutto da un aumento della fascia fino a dodici mesi. L’usato recente cresce e a novembre copre il 23,9% del mercato, quasi un punto in più rispetto allo stesso mese del 2024.

Sul fronte delle minivolture, i numeri restano sostanzialmente gli stessi. Cambia però la composizione. Gli operatori aumentano il peso dei ritiri (27,3%), mentre scendono al 51% quelli provenienti da permute di privati o aziende. Si amplia la quota di veicoli rientrati da contratti di noleggio a lungo termine (12,2%), mentre calano quelli provenienti dal breve termine. Risalgono leggermente anche le auto di provenienza diretta (autoimmatricolazioni) che toccano il 2%.

Sul piano delle alimentazioni, il diesel mantiene la vetta anche nelle minivolture, pur cedendo 4,9 punti percentuali rispetto al 2024. Sale la benzina al 33,3%. Crescono in modo deciso le ibride, che raggiungono una quota del 16,6%. Leggeri rialzi anche per elettriche pure e ibride plug-in, che si attestano rispettivamente all’1,6% e al 2,1%. In lieve aumento anche il Gpl, mentre il metano perde qualche decimale.

Interessante anche l’andamento per età. Le vetture con oltre dieci anni di vita rappresentano il 33,3% del totale. Arretrano tutte le fasce intermedie, comprese tra due e dieci anni, mentre cresce in modo deciso il segmento più giovane. Le auto con meno di un anno salgono al 16%, recuperando quasi tre punti rispetto al 2024. L’intero comparto dell’usato recente, fino a quattro anni, copre il 37%, un punto e mezzo in più su base annua.

Cosa dicono questi numeri? Sostanzialmente che il mercato dell’usato è molto dinamico e riflette la trasformazione della mobilità del nostro Paese. Tanti gli elementi positivi, al netto dello sporadico calo, ma restano problemi strutturali importanti, come il peso dell’anzianità delle vetture.

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