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Pochi sanno che la Bugatti Veyron è nata da una Lamborghini Diablo

Il W16 che ha definito la Bugatti Veyron nacque come prototipo su una Diablo SV, ma prima è transitato su una Passat

Pochi sanno che la Bugatti Veyron è nata da una Lamborghini Diablo
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 3 mar 2026

Quando Bugatti ha consegnato l’ultima Mistral, il W16 è andato ufficialmente in pensione. Vent’anni di produzione, due modelli iconici come la Veyron e la Chiron, per una storia lunga e densa, che però ha avuto un inizio meno noto e per molti sorprendente. Per trovarlo bisogna andare al museo Autostadt di Wolfsburg, dove una Lamborghini Diablo gialla racconta come tutto è cominciato.

L’uomo che infilava motori sbagliati nelle macchine giuste

Questa storia curiosa ha un nome e un cognome. Quello di Ferdinand Piëch. Ingegnere di formazione e nipote di Ferdinand Porsche, aveva guidato lo sviluppo della Porsche 917 e dell’Audi Quattro prima di arrivare al vertice del Gruppo Volkswagen, dove rimase come presidente del consiglio di amministrazione dal 1993 al 2002.

Ferdinand Piëch aveva una tendenza precisa. Non accettava l’idea che certi motori fossero riservati a determinati segmenti, e la sua carriera al vertice del Gruppo Volkswagen è costellata di esperimenti che seguono questa logica. La Passat W8 era una berlina familiare con un propulsore da supercar. Persino un’Audi R8 fu equipaggiata con un V12 diesel, un progetto che non raggiunse mai la produzione ma che testimonia quanto Piëch spingesse i propri ingegneri oltre i confini del ragionevole.

Quando il Gruppo Volkswagen acquisì Lamborghini nel 1998 e iniziò a lavorare al progetto Bugatti, la logica fu esattamente la stessa. Serviva un banco di prova per il nuovo motore. La scelta cadde su una Diablo SV.

Un motore, tre vite

La storia del W16 è anche la storia di un motore che si è trasformato tre volte prima di diventare quello che tutti conoscono. La prima vita è quella più curiosa. Il propulsore nasce unendo due motori W8 derivati dalla Volkswagen Passat. Una berlina di serie. Il risultato è un W16 da 8,0 litri che nella versione aspirata installata sulla Diablo eroga una potenza di 555 CV. Notevole, ma ancora lontano dalla configurazione definitiva.

La seconda vita arriva con i quattro turbocompressori, che portano la potenza fino a 1.001 CV e trasformano il motore nel cuore della Bugatti Veyron. La terza vita è quella più recente, con il W16 impiegato in creazioni sempre più esclusive fino alla Mistral, ultimo modello a montarlo in serie prima del ritiro. Tre declinazioni dello stesso progetto, nate da una berlina tedesca e arrivate a definire il concetto moderno di hypercar.

Il prototipo che nessuno doveva vedere

Le modifiche effettuate sulla Diablo che ospitò il W16 furono piuttosto invasive. Per installare il sedici cilindri al posto del V12 originale fu necessario intervenire sulla carrozzeria posteriore, praticando aperture aggiuntive per garantire il raffreddamento richiesto dal nuovo motore. Il fanale posteriore sinistro fu rimosso perché il propulsore occupava semplicemente troppo spazio. Il risultato è un oggetto grezzo, quasi brutale, che non somiglia a nessuna Lamborghini di serie.

Prima del debutto in produzione sulla Veyron, il W16 fu installato anche su altri due concept del gruppo, la Bentley Hunaudières del 1999 e l’Audi Rosemeyer del 2000. La Hunaudières montava ancora la versione aspirata del motore e presentava già molti degli elementi stilistici che sarebbero poi comparsi sulla Veyron, dalla linea a C laterale alle prese d’aria fino al profilo del tetto.

La Diablo gialla è oggi esposta al museo Autostadt di Wolfsburg, a pochi passi dalla fabbrica Volkswagen. Un prototipo unico al mondo che documenta il momento in cui un’idea ancora incompiuta ha iniziato a prendere forma.

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