Veyron Super Sport: l'esemplare che non doveva esistere è stato venduto
Un prototipo Bugatti Veyron legato allo sviluppo del record di velocità torna protagonista dopo un restauro completo: oggi è nelle mani di un collezionista privato.
Anche a più di dieci anni dalla fine della produzione, la Bugatti Veyron continua a generare storie, curiosità e nuove avventure di mercato. Non è esattamente una novità. Ma quando un’auto diventa un’icona, la sua storia tende ad allungarsi ben oltre il ciclo produttivo.
Ed è proprio quello che sta accadendo con questa Veyron Super Sport World Record Car Edition, che in realtà nasconde una particolarità non da poco. Non è una delle cinque vetture vendute ai clienti quando Bugatti celebrò il record mondiale di velocità. In pratica, si tratta di una sorta di sesta unità, un esemplare con un passato piuttosto insolito.
Un prototipo con una lunga storia alle spalle
La vettura, infatti, nasce inizialmente come prototipo di pre-produzione. Uno di quei modelli che normalmente restano dietro le quinte, usati per test, sviluppo e verifiche tecniche. Col tempo, però, questo esemplare ha avuto una vita decisamente più movimentata del previsto. Dopo aver svolto il suo ruolo nei test, è finito in mani private. Prima di cambiare proprietario ancora una volta, Bugatti ha deciso di riportarlo in fabbrica per un restauro completo durato circa sei mesi. Il risultato è una trasformazione che lo avvicina in tutto e per tutto alla versione celebrativa del record: livrea nero-arancio, fibra di carbonio a vista e tutti quei dettagli che hanno reso la Super Sport una delle Veyron più riconoscibili di sempre.
Oltre 70 mila chilometri: un record nel record
C’è poi un dato che colpisce immediatamente. Questo prototipo ha percorso più di 70.800 chilometri. Per una Veyron è una cifra quasi sorprendente. Non tanto perché l’auto non sia capace di macinare chilometri. Tutt’altro. Ma perché la maggior parte degli esemplari vive spesso una vita molto più tranquilla, tra garage climatizzati e collezioni private. In un certo senso, questo esemplare ha fatto davvero il suo lavoro. E parecchio.
Il legame con il record di velocità
Va precisato. Non è questa la Veyron che nel 2010 stabilì il record mondiale di velocità per un’auto di produzione. Quella impresa, i famosi 431 km/h, venne firmata dal pilota Pierre-Henri Raphanel su un altro esemplare. Eppure Bugatti sostiene che proprio questo prototipo abbia avuto un ruolo importante nello sviluppo che portò a quel risultato. Insomma, una sorta di anello di congiunzione tra il laboratorio e la storia. Curiosamente, le cinque Veyron prodotte per celebrare il record vennero limitate elettronicamente a 415 km/h per proteggere gli pneumatici. Un dettaglio tecnico che spesso passa in secondo piano, ma che racconta bene quanto fosse estrema quella vettura.
Non solo sviluppo: anche marketing
Questo prototipo, tra l’altro, non è rimasto confinato nei reparti tecnici. Bugatti lo ha utilizzato anche come vettura dimostrativa per stampa e clienti. Ha partecipato a un vero e proprio tour internazionale, tra servizi fotografici, eventi e presentazioni. Era, in sostanza, uno degli strumenti con cui il marchio raccontava al mondo cosa fosse la Veyron Super Sport. Un ruolo un po’ da ambasciatrice del marchio, se vogliamo.
Un pezzo di storia nelle mani di un collezionista
Oggi la vettura, dopo il restauro, è stata venduta a un collezionista privato. Il prezzo non è stato comunicato ufficialmente, ma è facile immaginare che si tratti di una cifra decisamente importante. Tecnicamente parlando, questo esemplare non rientra nelle 450 Veyron prodotte per i clienti, il che rende la serie complessiva appena meno esclusiva. Però è difficile pensare che questo possa davvero cambiare qualcosa nel mercato dei collezionisti. Anzi, per molti potrebbe essere l’esatto contrario.
Un esemplare ancora più speciale
In qualche modo, questa Veyron è persino più interessante delle cinque versioni celebrative. Non solo per la sua storia, ma anche per il lavoro fatto durante il restauro. Bugatti ha sostituito alcune componenti tipiche della pre-serie con parti definitive di produzione, rendendo l’auto ancora più vicina agli standard finali del modello. Resta invece originale il cuore della macchina: il W16 quad-turbo da 8 litri, abbinato a un cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. Numeri che ancora oggi fanno impressione: 1.183 cavalli e 1.500 Nm di coppia, distribuiti su tutte e quattro le ruote. Non male per un’auto che, almeno sulla carta, appartiene già alla storia dell’automobile.
-
Fonte:
- Fonte