Fiat 500 Abarth da 350 CV e trazione integrale: un "mostro" con DNA Alfa
Nata dall'officina di Alessandro Bonetto, la Bonetto B1-4WD unisce l'estetica Abarth al motore Alfa Romeo 1750 TBi da 350 CV e alla trazione integrale
Lo scorcio visivo su Instagram inganna soltanto per un istante. Perché le forme ricordano sì quelle di una Fiat 500 in veste Abarth, ma le proporzioni raccontano un’altra realtà. Quella che compare nei video di Lorenzo Cioni non è una semplice elaborazione estetica. Bensì un mostro meccanico a trazione integrale da 350 cavalli. Soprattutto, è il biglietto da visita di una storia artigianale italiana che merita di essere scoperta.
Dal 1750 TBi alla trazione integrale
Per capire cosa sia davvero questa vettura bisogna guardarla nella sua “anima". Innanzitutto la carrozzeria in fibra di carbonio è stata allargata di 15 centimetri per lato. Un incremento totale di 30 centimetri sulla carreggiata che ha imposto parafanghi smisurati, enormi sfoghi d’aria e un diffusore posteriore da gara.
Sotto il cofano? Non c’è più traccia del 1.4 T-Jet d’ordinanza. Al suo posto trova spazio il quattro cilindri 1750 TBi di derivazione Alfa Romeo. Lo stesso propulsore che spingeva la Giulietta Quadrifoglio Verde e la 4C. Accoppiato a un cambio manuale a sei marce e portato a erogare 350 CV.
Visualizza questo post su Instagram
La vera prodezza ingegneristica sta però nella trasmissione. Questa supercar tascabile scarica a terra la potenza attraverso un sistema a quattro ruote motrici con ripartizione della coppia variabile, capace di passare da un bilanciamento equilibrato 50/50 fino a un aggressivo 20/80 a favore del retrotreno.
La dinamica di guida si affida a due differenziali autobloccanti e a un assetto firmato Öhlins con ammortizzatori TTX regolabili su quattro vie. L’impianto frenante è affidato a Brembo e impiega dischi da 355 mm davanti e 330 mm dietro, morsi rispettivamente da pinze a sei e quattro pistoncini. Completa il quadro un abitacolo con roll-bar integrato e cerchi forgiati dedicati. Il dettaglio più incredibile resta l’omologazione stradale. Ebbene, la vettura può circolare regolarmente su strada.
La firma di Alessandro Bonetto
In realtà, l’auto ha perso anche il badge originale. Il suo nome ufficiale è Bonetto B1-4WD e nasce nell’officina di Alessandro Bonetto. Classe 1986, cresciuto ad Avigliana nei pressi di Torino, Bonetto respira aria di motori fin da bambino. Il padre Marco era pilota da rally e preparatore legato allo storico motorista Virgilio Conrero.
Il curriculum di Alessandro? Sei anni trascorsi nel reparto corse Abarth a partire dal 2004, poi la collaborazione nel 2010 con Beppe Volta su progetti leggendari come la Lancia ECV1, la fondazione di BDL Motorsport nel 2011 e infine, nel 2016, la nascita della Bonetto CV con l’obiettivo di realizzare fuoriserie e pezzi unici.
Le connessioni con il progetto Kimera
Spulciando tra le attività dell’atelier torinese emerge anche un altro dettaglio non da poco. Tra le realizzazioni accreditate compare la Kimera EVO37, la celebre reinterpretazione da 505 cavalli della Lancia 037. Il sito dell’artigiano dedica una scheda tecnica completa al modello, confermando legami ufficiali con Kimera Automobili e Italtecnica.
Con diverse EVO37 che gravitano regolarmente nella sua struttura, resta da definire con precisione quale sia stato il contributo esatto di Bonetto nello sviluppo della vettura e se l’intesa stia proseguendo sui progetti EVO38 ed EVO39. Ciò che appare evidente è come la B1-4WD rappresenti probabilmente solo la punta dell’iceberg di un’eccellenza artigianale torinese che va ben oltre il tuning tradizionale.