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Aznom L’Epoque, la limousine italiana ispirata alle berline del passato

Un esercizio di stile tra passato e innovazione tecnica.

Aznom L’Epoque, la limousine italiana ispirata alle berline del passato
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 22 gen 2026

Anche una Rolls Royce può sembrare sobria. Succede quando accanto si parcheggia una concept car lunga più di otto metri, alta quasi due e vestita come una scultura in movimento. Si chiama L’Epoque, è un concept italiano frutto della collaborazione tra Aznom e Camal Studio.

Il progetto

Aznom è un’azienda italiana. E anche il nome lo fa capire. Aznom è infatti Monza al contrario, città simbolo dell’automobile italiano. Qui vengono sviluppati progetti di auto di lusso su misura e concept visionari. L’ispirazione de L’Epoque arriva dalle berline con autista degli anni Venti. Non un’operazione nostalgia fine a sé stessa, ma una reinterpretazione di quell’epoca con gli strumenti dell’elettrico contemporaneo. Le proporzioni sono esasperate. La lunghezza sfiora gli 8 metri. Tanto per rendere l’idea la distanza rispetto a una Cadillac Escalade è di oltre due metri e mezzo. Il confronto con una citycar non regge essendo L’Epoque lunga letteralmente il doppio.

Caratteristiche esagerate

Esteticamente si presenta con proporzioni volutamente esagerate. Il cofano si sviluppa in lunghezza, i passaruota sono marcati, la coda si restringe in modo netto. La calandra verticale richiama le berline di rappresentanza, mentre l’insieme rimanda più a un concept da salone che a un modello pensato per la produzione.

Le portiere si aprono sollevando parte del tetto con un sistema che permette di accedere a un abitacolo posteriore che elimina il concetto stesso di seduta. Non ci sono file di sedili e nessuna disposizione tradizionale. Al posto dei sedili trova posto un divano monumentale. Intorno compaiono poltrone a scomparsa e un mobile centrale che può contenere un umidificatore per sigari, un orologio meccanico o un bar. Le soluzioni digitali (pur presenti) restano nascoste fino a che non vengono attivate per un’idea di lusso più discreta.

I materiali seguono la stessa logica. Tessuti, pelle e legno dominano la scena. Le superfici sono trattate con cura artigianale. Interessante il sistema di insonorizzazione che trasforma l’abitacolo in uno spazio isolato e separato rispetto al traffico circostante.

La modernità

Sotto la carrozzeria l’auto resta moderna. La trazione è integrale, affidata a quattro motori elettrici indipendenti. La potenza complessiva supera i 1.000 CV. Una batteria da 100 kWh è alimentata da un motore V6 termico, che funge da generatore. L’assetto a controllo elettronico mantiene l’auto stabile anche su superfici irregolari. C’è anche l’intelligenza artificiale. L’AI controlla temperatura, profumo dell’abitacolo, illuminazione e rigidità delle sospensioni.

L’Epoque non è un progetto destinato alla produzione di serie. Aznom la definisce una visione. Ma lo stesso valeva per la Palladium. Poi è arrivata davvero. E se qualcuno deciderà di commissionarne una, l’azienda non esclude di costruirla. Di certo resta un modello fuori da ogni categoria. Troppo lunga per essere una berlina. Troppo bassa per essere un SUV. Di certo c’è che nel settore auto c’è ancora possibilità di sorprese.

 

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