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HiPhi, istanza di fallimento per la società madre Human Horizons

L'azienda è entrata in una fase di amministrazione straordinaria e si tenterà di salvarla. Le possibilità, però, sono molte poche

HiPhi, istanza di fallimento per la società madre Human Horizons
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 12 ago 2024

L'avvento dell'elettrificazione ha visto nascere molte aziende che puntavano a lanciare sul mercato nuovi modelli a batteria con l'obiettivo di ritagliarsi uno spazio in questo segmento. In Cina questo fenomeno è stato ancora più evidente, anche grazie al sostegno delle autorità pubbliche. Lo spazio non c'è per tutti e adesso, si sta assistendo ad una naturale "selezione" con diversi nuovi marchi che non ce la fanno e cessano le loro attività.

Sorte che sembra dover toccare a Human Horizons, la società madre che è dietro ai veicoli elettrici di lusso HiPhi. Dopo aver fatto istanza di fallimento, è entrata nella fase di pre-riorganizzazione. L'azienda, in difficoltà finanziarie, aveva interrotto la produzione circa sei mesi fa .

DAVVERO LA FINE?

Il Tribunale del Popolo della Zona di Sviluppo Economico e Tecnologico di Yancheng ha accettato la domanda di pre-riorganizzazione l'8 agosto 2024. La decisione della corte, che ha citato l'incapacità di Human Horizons di coprire i propri debiti, ha riconosciuto l'insolvenza della società ma ha pure sottolineato la possibile ristrutturazione.

Durante il periodo di pre-riorganizzazione di sei mesi, che può essere esteso di tre mesi se necessario, Human Horizons deve collaborare con gli amministratori per salvaguardare i beni, gestire le operazioni e attrarre investitori strategici.

Questo periodo è visto come un ultimo disperato tentativo per evitare la bancarotta attraverso un meccanismo di salvataggio supervisionato dal Tribunale che punta a rilanciare le aziende in difficoltà. Il futuro di questa casa automobilistica è comunque fortemente a rischio vista la situazione in cui si trova. Tuttavia, negli ultimi tempi sono circolate voci di una possibile acquisizione ma, al momento, non c'è ancora nulla di certo. Non rimane che attendere per capire se HiPhi continuerà ad esistere o se sparirà.

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Commenti Regolamento
D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi guardiamo solo alla benzina?
Cioè nella realtà si consumano più idrocarburi e più derivati del petrolio, si emettono sempre più tonnellate di CO2 anno dopo anno, ma se si consuma meno benzina dovremmo esserne soddisfatti?

E per quale motivo poi? L'articolo "linkato", che trovo molto di parte, non porta alcuna riflessione sui numeri che vengono snocciolati in un modo che a me pare scelto perchè "fanno bello l'elettrico".
In USA ad esempio si dice che il picco è stato raggunto nel 2019. Vero come sia vero che ovviamente la pandemia ha successivamente abbassato tutti i consumi.
E' altrettanto vero anche il contributo delle BEV, che però non sono a ca. il 25% sul nuovo, come in Cina, ma ad un molto più modesto 8,4% e ad una penetrazione nel parco circolante che da sola non puo spiegare tutto quel risparmio di benzina (considerando pure che i KM percorsi mediamente sono aumentati).

Infatti sono anche altri i fattori che contribuiscono: non solo una difusione lenta ma inesorabile di BEV e ibride, ma anche l'evoluzione delle stesse ICE e le normative più stringenti. Dal 1975 al 2023 l'efficienza dei motori termici è più che raddoppiata, passando da 14,6 miglia per gallone (mpg) a quasi 30 mpg.

https://www.exportusa.us/auto-elettriche-stati-uniti.php

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Non picco del petrolio.
Picco della benzina che è diverso.

""La domanda di benzina in Cina raggiungerà il picco nel 2024"

Cercati l'articolo su insideev i link non passano.

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ad inventarsi le cose è facile.
L'accusa mossa alla Cina è di elargire finanziamenti alle aziende di BEV, a certe condizioni, e con il fine di poter vendere sottocosto. Ovvero fare dumping.
Non ho mai letto nessuno qui dire che lo stato cinese "sostiene i costruttori" o, come sotto dice la Ledy de fero, "copriva le perdite".
Giusto delle persone che non sono in grado di capire un discorso o che parlano in malafede possono tirare fuori simili perle da peerla...

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Ad inventarsi le cose è facile.
Lo stato dava finanziamenti alle aziende di BEV, a certe condizioni, e con il fine di poter vendere sottocosto.
Non ho mai letto nessuno qui dire che lo stato cinese "copriva le perdite", giusto delle persone che non sono in grado di capire un discorso o che parlano in malafede possono tirare fuori simili perle da peerla...

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Si

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ipotesi del picco di petrolio oggi?
Fonte?

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

L'ipotesi non l'ho fatta IO l'ha fatta l'associazione dei produttori di idrocarburi cinese e a quanto pare ci ha preso vista la vistosa frenata dell'aumento di consumi benzina.

In un paese che cresce del 5% non dello 0,5%.
Bravi, invece di chiacchiere stanno mostrando cosa vuoldire "transizione energetica".

D
Disqutente 01 Jan 1970 @ 00:00

Se la vendita di BEV resta sostanzialmente uguale no.

Che poi qui scrivano il 45% di EV non capisco bene il senso... Articolo di HDBlog dice che a luglio in Cina il 50% del venduto era NEV, le BEV rappresentano circa il 55% di quel 50%.
Considerando la quota di BEV all'incirca stabile, se aumentano solo le ibride, non è detto che tutto ciò contribuisca a rallentare l'aumento dell'uso del petrolio.

Perchè la richiesta di petrolio sta ancora aumentando di anno in anno, solo che aumenta di meno rispetto a prima.

Oltretutto queste percentuali sono sul nuovo, prima che si leggano le stesse percentuali sul parco circolante manca ancora del tempo.

Ipotizzare che il picco sia oggi a mio avviso è un ragionamento scollegato dalla realta. Magari fosse così ma l'utilizzo del petrolio aumenterà ancora per qualche anno.

Peggio ancora lato CO2 poichè mi pare che la Cina stessa avesse indicato il 2030 o 2035 come data di picco delle emissioni di CO2 dovute all'utilizzo di combustibili fossili (quindi credo il riferimento fosse pure a carbone e gas).

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

Pikkolo ancielo

i
ilariovs 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi il picco di domanda, in Cina, verrà raggiunto nel 2024.
Per il 2025 assisteremo alla diminuzione di consumo di benzina.

Stanno facendo un percorso veramente incredibile di decarbonizzazione, in tutti i settori.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Si tutte fake news...che fine ha fatto la fiat 600e ?

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

pensa che per quanto sono enormi certe balle, diversa gente se le beve come nulla fosse...

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

bisogna vedere chi li inventa questi marchi.... della Cina nessuno conosce nulla, e questi che scrivono certi articoli, dove le trovano certe informazioni???

L
Loris Lorenzi 01 Jan 1970 @ 00:00

un altro che crede alle fake news....

p
papau 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, ma se non vendi fallisci.

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa quanto sono enormi le perdite se neanche la Cina riesce a tenerle tutte a galla

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

Pikkolo ancielo

S
Sistox v2 01 Jan 1970 @ 00:00

La ricetta di una torta alle mele sarebbe stata ugualmente fuori tema

P
Petri97 01 Jan 1970 @ 00:00

La concorrenza è spietata, solo i più forti andranno avanti

Nel frattempo:

La crescita della domanda globale di benzina nel 2024 è prevista rallentare, in gran parte a causa dell'aumento delle vendite di veicoli elettrici (EV) in Cina e negli Stati Uniti. Secondo la consulenza Wood Mackenzie, la domanda di benzina dovrebbe aumentare di soli 340.000 barili al giorno (bpd), rispetto ai 700.000 bpd del 2023, segnando la crescita più bassa dal 2020. Anche Rystad Energy prevede una crescita moderata di 300.000 bpd nel 2024.

In Cina, la domanda di benzina crescerà solo marginalmente, con un aumento di circa 10.000 bpd, a causa dell'aumento delle vendite di EV, che potrebbero rappresentare il 45% delle vendite di auto nel 2024.
Anche negli Stati Uniti, la domanda di benzina è in calo, con consumi previsti piatti nel 2024, mettendo sotto pressione i margini di raffinazione.

In Europa, la domanda di benzina crescerà modestamente, ma la concorrenza della nuova raffineria Dangote in Nigeria potrebbe ulteriormente comprimere i margini europei. Nonostante le difficoltà, i margini di raffinazione negli Stati Uniti e in Asia sono aumentati quest'anno grazie a una forte domanda estiva e a interruzioni di raffinerie. Tuttavia, con la crescente adozione di EV, il settore della benzina si trova ad affrontare una crescente pressione.
A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Un'altra che ci credeva fino alla morte...
amen 🙏

S
Sbrillo 01 Jan 1970 @ 00:00

peccato perché proprio loro hanno dei modelli veramente originali

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

visto che son tutte creature del PCC, forse i vertici cinesi dovrebbero capire che creare 20mila marchi di auto sconosciuti non è una buona tattica per penetrare nel mercato occidentale. Meglio pochi ma buoni

M
Margaret Thatcher 01 Jan 1970 @ 00:00

Com'era la storia che lo stato gli dava tutto e gli copriva le perdite? 😂