ANIASA: 84% degli italiani ha rinunciato o posticipato l’acquisto di un'auto

25 Giugno 2020 2

Lo scoppio dell'emergenza sanitaria ha modificato pesantemente le abitudini di mobilità degli italiani. Con l'allentamento del lockdown le persone stanno ancora limitando i loro spostamenti per lavoro e per motivi personali. 2 persone su 3 non intendono utilizzare i mezzi pubblici e l'auto diventa sempre più centrale. Lo smart working e la crisi economica hanno frenato la domanda di car sharing ma il ritorno alla normalità dovrebbe restituire all’auto condivisa un ruolo importante per le città.

A tutto questo si aggiunge il fatto che oltre 8 su 10 persone hanno rinunciato o rinviato l’acquisto dell’auto in attesa di incentivi o di ricorrere a nuove formule come il noleggio a lungo termine. Tutti questi dati arrivano dalla ricerca “Auto protagonista della mobilità post COVID – Gli spostamenti degli italiani nella fase di ripartenza” condotta da ANIASA e dalla società di consulenza strategica Bain & Company.

LA RICERCA

Per interpretare come l’emergenza sanitaria abbia cambiato le abitudini di mobilità degli italiani è stata realizzata un’indagine su un campione rappresentativo di 1.000 residenti nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino), intervistati a fine maggio, a poche settimane dalla fine del lockdown e quindi ancora con la paura del virus ben presente.

Da quanto emerso, più della metà degli intervistati ritiene di poter tornare ai precedenti standard di spostamenti pre pandemia solo tra più di 6 mesi, ed un quarto addirittura non prima di un anno. La maggiore cautela riguarda il Trasporto Pubblico Locale, che quasi il 70% del campione dichiara di volere utilizzare meno di prima, il 47% intende servirsi meno anche dei taxi.

Gli italiani, dunque, si muoveranno di meno, rinunciando agli spostamenti meno necessari, soprattutto a quelli legati al lavoro e al piacere. La metà ritiene di non aver più bisogno di spostarsi per il tragitto casa-lavoro nel medio termine, segno di come lo smart working stia cambiando le abitudini delle persone.

La pandemia ha penalizzato fortemente il car sharing. Secondo la ricerca, il 46% degli italiani intende utilizzarlo come o più di prima, la restante parte intende utilizzarlo meno: di questi il 64% è spinto da preoccupazioni di carattere sanitario, il 30% ritiene di non averne più bisogno per motivi lavorativi. Il 44% dei dubbiosi è però pronto a utilizzarlo, in presenza di chiari protocolli di sanificazione delle auto. Per lo studio, superata questa fase di preoccupazione sanitaria, il car sharing potrà recuperare rapidamente fette di mercato perse negli ultimi mesi e ampliare la propria clientela a quanti eviteranno di servirsi dei mezzi pubblici.

Un discorso a parte merita il noleggio a breve termine. Il 50% degli intervistati dichiara di volerlo utilizzare come o più di prima, la restante metà intende servirsene di meno. Per questo business i timori legati al minor utilizzo sono solo per un terzo legati a ragioni igienico-sanitarie. Il 72% degli italiani conferma che andrà in vacanza (in 7 casi su 10 in Italia) e il 20% si dice comunque pronto a farlo con una vettura in noleggio.

Per quanto riguarda l'acquisto di nuove auto, lo studio evidenzia che Il 24% del campione intervistato ammette di aver rinunciato, al momento, all’acquisto; un ulteriore 60% dichiara di averlo posticipato. Chi ha rinunciato o posticipato lo ha fatto per motivi economici (47%) o in attesa di un imminente calo dei prezzi (23%). Per gli intervistati il ritorno all’acquisto è infatti legato a incentivi/promozioni (70%) e allo sviluppo di strumenti flessibili.

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Commenti

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Vae Victis

Il vero problema è che molti hanno perso il lavoro e altri sanno che lo perderanno in autunno. Per questo nessuno compra.
C'è troppa incertezza economica causata dal malgoverno.

Alex

La foto col cane appare spesso. Carina.

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