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Auto elettriche, spunta un nuovo problema: colpa delle ricariche al mattino

Le auto elettriche hanno tante criticità, ma una in particolare rischia di cambiare gli scenari dei dipendenti che arrivano al lavoro con il bisogno di attaccare la spina alle colonnine

Auto elettriche, spunta un nuovo problema: colpa delle ricariche al mattino
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 18 ago 2026

In alcuni Paesi europei c’è una crescente quantità di veicoli elettrici aziendali da ricaricare sui posti di lavoro. Nei Paesi Bassi, le misurazioni sulla rete elettrica hanno palesato picchi significativi in ​​momenti chiave della giornata, in particolar modo la mattina. Il problema? Un sovraccarico temporaneo dovuto al fatto che tutti si collegano alla rete quasi contemporaneamente. Si inizia a palesare l’esigenza di un sistema di stazioni di ricarica a rotazione nelle sedi.

Un altro picco si verificherebbe a fine giornata, quando i pendolari affrontano il percorso inverso. Rientrando a casa in modo sincronizzato, si verificherebbe un picco di domanda serale. Il fornitore di soluzioni di mobilità Shuttle nei Paesi Bassi ha lanciato un allarme: il “picco mattutino”. I proprietari di veicoli elettrici, una volta giunti sul posto di lavoro, prendono d’assalto le prese di corrente, sempre nelle stesse fasce orarie.

Crisi climatica

Una delle cause dell’aumento delle temperature è dettato dall’uso intenso dell’aria condizionata. Un picco di domanda energetica per la ricarica delle EV, sommato all’accensione negli uffici dell’aria condizionata, dell’illuminazione e dei sistemi IT, creerebbe un effetto devastante che sta già mettendo a dura prova l’infrastruttura elettrica locale. La simultanea abitudine su quattro ruote nasce dalla necessità di avere la batteria carica per il tragitto di andata e ritorno.

“Il comportamento relativo alla ricarica è dettato principalmente dalla routine quotidiana e dal bisogno di certezze", ha annunciato Corinne Vonk, specialista di Ayvens. Questione di comodità, ma anche il bisogno di trovare soluzioni drastiche che vanno dalla limitazione della potenza al blocco totale delle nuove connessioni. Bart Horstman, esperto di mobilità presso Shuttel, ha spiegato che le aziende avranno un ruolo essenziale in tal senso: “Adottando contratti energetici dinamici, i datori di lavoro possono incentivare la ricarica nei momenti in cui la rete ha capacità in eccesso, anziché durante le ore di punta".

La ricarica dinamica

Modulare la potenza di ricarica in base alla tensione di rete potrebbe essere una soluzione. Piuttosto che andare a sovraccaricare il trasformatore locale alle 9:00 del mattino, una stazione di ricarica intelligente potrebbe distribuire la domanda durante tutto l’arco della mattinata in modo uniforme.

Una strada alternativa rimane sempre la soluzione manuale, ovvero chiedere ai lavoratori di ricaricare solo a turni, in orari specifici, le auto elettriche aziendali. Una ricarica ottimizzata richiederebbe la collaborazione di tutti, ma era prevedibile che in Europa si verificasse un problema di sovraccarico con la diffusione massiccia di EV.

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