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Ricerca Uber e Lyft rivela: ride sharing sta aumentando il traffico invece che ridurlo

L'avvento di servizi di Ride Sharing come Uber e Lyft sta avendo l'effetto opposto a quanto sperato: il traffico nelle grandi città aumenta per via dell'elevato numero di questi veicoli

Ricerca Uber e Lyft rivela: ride sharing sta aumentando il traffico invece che ridurlo
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Simone Facchetti
Simone Facchetti
Pubblicato il 7 ago 2019

L'espansione di servizi di ride sharing come Uber e Lyft sta avendo l'effetto opposto a quanto sperato: il traffico nelle grandi città sta aumentando per via dell'elevato numero di questi veicoli, nati con l'obiettivo di ridurre l'utilizzo delle auto private e alleggerire il traffico grazie alla condivisione delle corse. 

A confermarlo è una ricerca commissionata congiuntamente da Uber e Lyft (trovate il report completo in FONTE), le società statunitensi che più di tutte puntano sul concetto di corse condivise per espandere il proprio business nel settore della mobilità. Condotta dalla società di consulenza Fehr & Peers, la ricerca ha esaminato le miglia percorse dai veicoli (VMT – vehicle miles traveled) di entrambe le flotte nel mese di settembre 2018, confrontandole con quelle percorse in totale da tutti i veicoli nello stesso mese nella stessa area. 

Sei le città coinvolte: Boston, Chicago, Los Angeles, San Francisco, Seattle e Washington D.C. I risultati mostrano come Uber e Lyft abbiano una bassa incidenza sul traffico nella vasta area metropolitana di ogni città (1-3% delle VMT), ma la percentuale sale rapidamente nei centri urbani. A San Francisco, per esempio, Uber e Lyft contano per il 13,4% del traffico (intorno al 7-8% le altre città). Si noti che è un bene che la percentuale di miglia percorse da veicoli Uber e Lyft sia cresciuta, tuttavia questo andrebbe accompagnato da una riduzione del traffico degli altri veicoli passeggeri non in percentuale ma a livello assoluto. Cosa che non sta accadendo. 

Lo studio ha inoltre analizzato le diverse condizioni di utilizzo di un servizio di ride sharing, dall'auto vuota alla ricerca di passeggeri all'auto al completo, esaminandone l'impatto sul traffico. Lo studio evidenzia che, in media, solamente una percentuale che va dal 54 al 62% delle VMT è stata percorsa con un passeggero seduto sul divanetto posteriore.

La soluzione più drastica ma efficace, secondo le due società, sarebbe disincentivare fortemente l'utilizzo di veicoli privati, la cui incidenza sul traffico nei centri urbani viaggia tra l'87 e il 99%. Semplificando al massimo – quella del traffico è una questione decisamente complessa e non esiste una sola soluzione – una sorta di "Congestion Charge" in stile Londra (una tassa per l'accesso al centro città) potrebbe ridurre la componente di auto private in modo assoluto, aumentando al contempo la componente di trasporti pubblici e alternativi. 

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Commenti Regolamento
n
ninuzzo 01 Jan 1970 @ 00:00

La dashcam devi comprarla tu, è ovvio, mica te la danno loro...
L'altra assicurazione si oppone con quale motivazione?

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu me lo potrai pure confermare ma a me non risulta che nessuna assicurazione, a differenza delle scatole nere, proponga delle dash cam nella polizza e quindi sia così automatico il rimborso, tanto più che non essendo riconosciute nel nostro ordinamento, l'altra assicurazione può benissimo opporsi.

Detto questo, stai descrivendo un'eccezione, quella in cui il ciclista sia responsabile di un incidente, purtroppo la regola vuole che nella stragrande maggioranza dei casi i responsabili siano gli automobilisti/camionisti.

Dubito che potrei mai darti ragione accettando un'idea talmente reazionaria e ripeto, la sicurezza stradale di tutti, è garantita da quante più bici sono in circolazione, non dalla targa. Se ci sono arrivati gli svizzerotti ci puoi arrivare anche tu.

n
ninuzzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti confermo che la dashcam viene accettata dall'assicurazione, che, dopo aver visionato il video, procede automaticamente al rimborso del sinistro. Per quanto riguarda il giudice, non lo so, ma dubito che un giudice si rifiuti di accettare una prova video di un incidente.

Ripeto: io non sono contro i ciclisti; vado anche io spesso in bici. Ciò che dico è che, per la sicurezza di tutti, dovrebbero essere identificabili. Augurati di non subire mai un danno fisico o materiale causato da un ciclista che poi scappa, perché poi mi darai ragione...

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

La dashcam in Italia PUÒ essere presentata come prova MA il suo accoglimento NON è automatico, è a discrezione del giudice.

Evidentemente la targa (quindi maggiore burocrazia) così come un eventuale caschetto obbligatorio, riduce il numero dei ciclisti non li aumenta (come si evince dalle statistiche) e siccome più bici in circolazione vuol dire più sicurezza per tutti, ecco perchè anche la Svizzera ha deciso che la targa fosse anacronistica.

Poi non si capisce in base a cosa i ciclisti italiani dovrebbero essere meno civili di tutti quelli nel resto del mondo. Hai una ricerca, dei dati, qualcosa che lo confermi, per caso me li potresti allegare?

Sappi, se non lo sai, che sotto ogni articolo in cui si parla di biciclette sembra che i ciclisti siano i responsabili di ogni nefandezza, come se sulla strada fossero i più indisciplinati e rappresentassero il problema numero uno per la sicurezza stradale. Così si scopre che ogni commentatore/automobilista ha un parente a cui un pedalatore ha investito un "cuggino".

A
Angelo Mantellini 01 Jan 1970 @ 00:00

Vivo a parigi e condividere uber è la cosa più normale.
Non si condivide tutto il tragitto, ma parte di esso.
I costi, con uber pull, sono la metà.
Ma queste cose funzionano solo in grandi città.
Non è che sei tassista?

n
ninuzzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Se usi una dashcam hai una prova video di ciò che è successo, che puoi usare per ottenere il giusto risarcimento.
Ma se il responsabile non ha una targa, come fai dal filmato a capire chi è e a rintracciarlo? Non puoi!

"perchè in NESSUNA parte del MONDO targano le biciclette?"
Evidentemente all'estero c'è più civiltà, e ci si ferma quando si causa un danno a cose e/o persone.

La targa non deve servire a limitare l'uso delle bici, ma a responsabilizzarne l'uso. Chi fa un danno deve pagare.

Se vai all'articolo che parlava dei monopattini su questo sito, c'è un utente che ha raccontato che una donna in bici sul marciapiede gli è andato addosso e gli ha fratturato un piede. La donna è scappata, senza prestare soccorso (ed è un reato), senza fornire le proprie generalità (ed è un altro reato) e senza risarcirgli i danni. Ti sembra una cosa giusta?

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Non so quanto possa costare "una targa di metallo" quel che so è che per immatricolare una moto ci vogliono circa 200 euro.

Ora, a parte tutte queste "persone" (al plurale) che sono state investite, mi chiedo e ti chiedo: se fossero così tante e i danni fossero importanti, perchè in NESSUNA parte del MONDO targano le biciclette, nemmeno a Copenaghen, dove il 40 % delle persone si sposta in bici o ad Amsterdam, dove ci sono più biciclette che abitanti e invece, in entrambi i posti ne vogliono sempre di più?

Se "si sono ritrovati l'auto raschiata" (plurale anche in questo caso) chi ti dice che il danno sia stato causato proprio da una bici? Potrebbe essere stata anche una carrozzina da bimbo o di un invalido. E poi, anche se mi sfugge come una bici possa "raschiare" una carrozzeria (e come sia possibile che tu conosca così tanti casi) credi che una targa risolva il problema? No perchè a mia madre un furgoncino di una ditta fece un danno durante una manovra in un parcheggio e il responsabile negò di essere mai stato lì. Anch'io, sulla mia macchina, ho un piccolo bozzo causato (presumibilmente) dall'apertura di una portiera lato passeggero, eppure nessuno mi ha mai risarcito nulla.

p.s.
Ripeto, la Svizzera, l'unico Paese al mondo che targava le bici, le ha eliminate da qualche anno. Sostituendole con un articolo nella Costituzione che ne incentiva e ne promuove l'uso. Fatti una domanda e datti una risposta ;)

n
ninuzzo 01 Jan 1970 @ 00:00

Suvvia, quanto costa una targa di metallo?
Ci sono persone che sono state investite da una bicicletta, hanno riportato dei danni e non hanno visto un cent perché l'investitore è scappato.
Ci sono altri che si sono ritrovati l'auto raschiata da una bicicletta e hanno dovuto pagare di tasca loro i danni.

Un'auto la rintracci con la targa. Una bici come la rintracci?

b
boosook 01 Jan 1970 @ 00:00

Usato negli Usa senza problemi.

M
Mattia 01 Jan 1970 @ 00:00

No perché girano spesso solo quelli con 3000 recensioni quindi anni di guida

E
Emanuele 01 Jan 1970 @ 00:00

da un certo punto di vista è un'idea interessante ma imho mettere tariffe a tempo incentiverebbe comportamenti scorretti, primo fra tutti l'eccesso di velocità… della serie "dai dai mi devo sbrigare cosi spendo meno"

C
CAPSLOCK 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda che a trovare un altro passeggero che fa il tuo tragitto ci pensa l’app. Costa addirittura la metà della corsa privata solo che si allunga un pochino per prendere gli altri passeggeri o lasciarli.

C
CAPSLOCK 01 Jan 1970 @ 00:00

Guarda ormai i prezzi sono allineati, a volte uno costa meno dell’altro perché ci sono più macchine nei paraggi. Tu tieniti entrambe le app

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Scatola nera? E poi con il 5G alle porte, volendo, potrebbe essere un gioco da ragazzi ;)

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

La targa presuppone un'immatricolazione e quindi un costo.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

- Il "problema sollevato anche in campo europeo" riguarda le e-bike.
- A quanto pare le auto continuano a rubarle, eppure hanno targa, matricola ed alcune anche il GPS

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

senza alcun dubbio fanno meno danni ma il lato negativo di targare una bici quale sarebbe? non parlo di tassarle ma solo di targarle per evitare anche quell'unico caso

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

Una specia di numero di telaio sulle bici esiste già, c'è chi vorrebbe utilizzarlo per riassegnare bici rubate ritrovate però si è dimostrato di difficile attuazione, forse una app ha avuto qualche risultato di rilievo.

Ovviamente le bici possono fare danni, però 14 kg di massa a 20 km/h (bici) rispetto a un'auto di minimo 1000 kg anche solo a 50 km/h hanno un'energia ben diversa; però sono anche d'accordo con chi vorrebbe imporre l'assicurazione a Pedelec al di sopra di una certa potenza del motore elettrico; considera che ora il massimo per legge di unmotore elettrico in assistenza è di 250kW mentre un ciclistica amatoriale ha potenze _di picco_ che difficilmente arrivano alla metà di quel valore.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

- Non sono "punti di vista" tanto è vero che Spagna, Irlanda e Gran Bretagna e altri Paesi europei consentono di pedalare in coppia proprio per i motivi scritti sopra. Oltretutto ci sono 219 ciclisti rimasti sull'asfalto nel 2018 e l'anno prima erano 254. I quali sommati ai pedoni, fanno in entrambi gli anni: 1 utente debole della strada ogni 10 ore (feriti gravi, esclusi). E le statistiche dicono che nella maggior parte dei casi, la colpa è degli automobilisti, non il contrario.

Purtroppo la verità è che (soprattutto in Italia) mettere mano al Codice, in difesa dei più deboli o per rendere legale ciò che adesso è illegale per un ciclista italiano ma legale altrove da anni (come il "controsenso eccetto bici" o la svolta a dx col semaforo rosso) in un Paese con così tanti automobilisti/elettori, richiederebbe molto coraggio.

- Moto e bici viaggiano entrambe su due ruote ma già per il sol fatto che hanno un peso diverso e vanno a due velocità diverse, li rende due mezzi differenti. Infatti se tu fossi un ciclista e sapessi cosa vuol dire essere sorpassati (senza nessuna precauzione) da un TIR o da una macchina, a meno di un metro mentre loro viaggiano (se va bene) a 70 km/h e tu pedali a 20 km/h a bordo strada (magari sulla banchina), non metteresti in dubbio quanto ho scritto e non opporresti delle futili obiezioni riguardo la misurazione del metro e mezzo, che ti ricordo è già legge in molti Paesi del mondo.

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Non che io sappia

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Quante persone conosci che vanno dal tuo punto A (casa tua) al tuo punto B (lavoro)?
Zero? Tanto vale prendere pullman e treni a questo punto.
L'auto poi di chi è? Chi paga? Perché uno dovrebbe perdere tempo a passare a raccattare su tutti quando potrebbe benissimo dormire un quarto d'ora in più e poi andare in macchina per conto suo?
Tu vorresti estranei sulla tua macchina? Io no. La macchina la prendi in sharing? Va che paghi da quando ci entri dentro, perché dovresti spendere tempo=soldi per passare a tirar su sconosciuti? Come ti accordi con loro per il pagamento del tempo extra che ti è servito per raggiungerli?
Ecco, mi fermo qui perché di problemi ce ne sarebbero davvero troppi.

S
SlyAndrew 01 Jan 1970 @ 00:00

Punti di vista, ma trovo che i ciclisti oggi sia irrispettosi perché hanno un senso di onnipotenza. Io oltre a essere un automobilista sono anche un motociclista e so cosa voglia dire andare sulle 2 ruote. Ma spesso i ciclisti sono indisciplinati.
Infine in che modo si misurano che siano effettivamente 1.5metri dal ciclista quando si sorpassa o ne sono di meno?
Il tutto si riduce al buon senso delle persone che, a mio avviso, oggi è molto molto basso

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Anche tu devi perdonarmi ma le bici pedalano in gruppo non certo per dispetto, per sfida o per indisciplina ma lo fanno solo per poter garantire la propria incolumità. Dato che il nostro Codice non lo fa e quello è l'unico modo per impedire di essere sorpassati a filo manubrio (spesso oltre i limiti di velocità) magari (da un mezzo pesante) mentre s'incrocia un altro veicolo.

Infatti in alcuni Paesi europei, dove si vuole incentivare l'uso della bici e garantire maggiore sicurezza, è permesso pedalare in coppia, di modo che le macchine per sorpassare devono rallentare, mettere la freccia, aspettare che l'altra corsia sia libera e solo dopo sorpassare mantenendo una distanza di 1.5 metri dal ciclista (cosa che tra l'altro, anche solo il buon senso suggerirebbe di fare). Quindi in attesa che anche il nostro Codice si adegui, si fa quel che si può.

https://www.youtube.com/watch?v=OTGRQgw6PDA

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

ahah no no semplicemente è un problema sollevato anche in campo europeo con la proposta di targarle ed obbligo di assicurazione. ora sull'assicurazione posso anche essere d'accordo che sia un problema minore, ma le targhe andrebbero messe semplicemente per rendere più facile identificare i soggetti e si ridurrebbe il numero dei furti, se la targa non corrisponde al n. di telaio c'è qualcosa che non va e così chiunque potrebbe essere sicuro

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

sì, è un problema sentito negli Stati Uniti. Le grandi aziende mandano una serie di consigli ai propri dipendenti quando si utilizzano questi servizi: accertarsi che ci siano i segni di riconoscimento tipici di quella società di trasporti, controllare che il tesserino d'idnetità sia esposto in auto, stabilire un contatto con gli occhi del conducente (questa non l'ho capita, sinceramente)...

G
GianL 01 Jan 1970 @ 00:00

Biciclette is the new "olio di palma".
Sei stato investito da piccolo da una bicicletta? ;-)

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente se tra i due c'è qualcuno che estremizza quello non sono di certo io. Le statistiche non vengono redatte in base al nome e cognome e nemmeno fa statistica un incidente che incidente non è, neanche questo mi pare difficile da capire.

La riprova sta nel fatto che in NESSUN Paese esiste l'obbligo di targa e assicurazione per le bici (anzi, la Svizzera che quell'obbligo l'aveva, l'ha levato), nemmeno laddove le due ruote rappresentano uno dei principali mezzo di trasporto.

S
SlyAndrew 01 Jan 1970 @ 00:00

Non riesco a comprendere la tua ilarità. Non so dove tu viva, ma io dalle mie parti ho avuto possibilità di vivere l'autobus solo per determinate tratte, le quali funzionano anche discretamente. Ma per il resto dalle mie parti i mezzi pubblici vertono in uno stato più che pietoso.
Ma ripeto non riesco a comprendere la tua ilarità XD

L
L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

Ho fatto confusione coi nomi: Andrea (errato), Mattia (corretto). Ho aggiustato! :)
Beh, sono d'accordo sul percorso riabilitativo in generale, ma spesso fallisce (come nel caso nel bus già menzionato prima, fatto di cronaca recente).

M
Me.Tano 01 Jan 1970 @ 00:00

A breve mi recherò negli Stati Uniti e ho visto che come mezzo di trasporto c’è Lyft che costa ancora meno di Uber. Qualcuno l’ha mai direttamente usato e mi sa dire se funziona bene ?

ꀷꏂꌚ  01 Jan 1970 @ 00:00

Si fa prima e hanno un prezzo ragionevole rispetto ai mezzi di trasporto tradizionali il che li rende comodi da usare, anche la mancia la lascio volentieri.
La condivisione della corsa la uso quando non ho bagagli voluminosi al seguito.

U
Ungarus 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahahaha stai forse parlando degli autobus?

I
Ignoto 01 Jan 1970 @ 00:00

3) ridurre costo del biglietto soprattutto per tratte extra urbane
4) far pagare il biglietto all’entrata del mezzo

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Vedo che estremizzi un qualcosa in realtà molto semplice. Se non c'è tracciabilità, la statistica non la fai, non è difficile da capire.
Invece sei tu che sei partito facendo un paragone che non sta in piedi proprio perchè non si può fare.

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi non hai mai preso uno shuttle bus giusto?

S
SlyAndrew 01 Jan 1970 @ 00:00

Perdonami ma ne vogliamo parlare dei ciclisti che camminano in gruppo invadendo tutta la corsia? Ne vogliamo parlare che agli incroci non rispettano nulla? Cambiano direzione come se per strada esistessero solamente loro, non rispettano il codice della strada (i ciclisti hanno l'obbligo di rispettare il codice della strada).
Mi è capitato più volte di incontrare il gruppo di ciclisti a centro strada, come norma vuole emetto un segnale acustico per avvisarli che sta sopraggiungendo il veicolo per tutta risposta, nel caso migliore, fanno finta di non capire; nel caso peggiore si girano e mi mandano a quel paese.
Si vogliono usare le bici? Perfetto io sono favorevole, ma che si abbia un minimo di rispetto non delle regole ma del prossimo come individuo e non vivere come se si esistesse per conto proprio

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Se un incidente non prevede l'arrivo di un ambulanza o una visita al Pronto Soccorso, allora può essere catalogata alla stregua di due pedoni (uno dei quali può essere un corridore amatoriale o solo di fretta) che si scontrano, o vogliamo targare e obbligare all'assicurazione pure loro?

S
SlyAndrew 01 Jan 1970 @ 00:00

Prendiamo, per esempio, 4 persone che ogni giorno partono dal medesimo punto A tra le 7:15 e le 7:25 e vanno al medesimo punto B e vanno tutti con la propria vettura. Immagina che ci sia un servizio di car sharing che prende tutti alle 7:20 dal punto A e li porta al punto B.
Ce ne sono tantissime di persone che viaggiano in questo modo, inoltre un pullman non viene condiviso con persone sconosciute? Il treno non viene condiviso con persone sconosciute? Quindi perché un'automobile non potrebbe essere condivisa con persone sconosciute? Solamente perché si vuol stare per i fatti propri? Beh si può stare per i fatti propri anche avendo una persona seduta affianco, un pò come accade sui pullman; non credo possa essere una cosa così trascendentale!
Inoltre ciò ridurrebbe enormemente il traffico, il tempo medio di percorrenza e l'inquinamento

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

ride sharing e car sharing sono due facce della stessa medaglia. Salvo che tu sia con colleghi o amici non farai mai ride sharing con estranei sia perchè sono estranei sia perchè è impossibile che condividiate le stesse rotte.
Di conseguenza andrai di car sharing (ride sharing fatto da soli). O se vuoi vederla al contrario, il ride sharing è il car sharing fatto non da soli.

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Un incidente non per forza include l'intervento di polizia o pronto soccorso. Così come avviene per le auto se si toccano non arriva subito la cavalleria, però almeno dal cid è tracciato che un sinistro c'è stato.

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Almeno hai capito cosa sia il ride sharing?

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Le statistiche vengono redatte in base al numero degli incidenti e sulle cause, rilevate dalla Polizia e nei Pronto Soccorsi, non dalle assicurazioni o dalle generalità del ciclista.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

E quanti scippi o lesioni causate da un ciclista in fuga conosci? Se in NESSUN Paese si sente la necessità di targare le bici e invece si preferisce che il loro numero aumenti, un motivo ci sarà?

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che i santoni del car sharing non vogliono capire è che alla gente non interessa condividere la macchina, tantomeno con sconosciuti.
Non considerano mai neanche l'impossibilità di trovare altra gente che percorra le nostre specifiche tratte. Resta tutto un'idea idilliaca e astratta.

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

ti piacerebbe...

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

purtroppo a Palermo abbiamo il problema di furti sopra i bus...

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

ci vogliono i semafori smart!

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

preso di mira da chi? malintenzionati?

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

fake taxi

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

nemmeno ho menzionato questo problema per non essere attaccato xD vedi che bello in giacca e cravatta andare in bici sotto il sole di Palermo xD o sotto la pioggia a Milano

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

Visto che non c'è nulla per rintracciare una bici o obbligo di assicurazione non puoi neanche fare statistica sugli incidenti che avvengono.

F
Francesco 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema della bici è che si sudaaaa

In estate e in inverno è inutilizzabile, quando piove idem, non ci si può far affidamento

0
0KiNal0 01 Jan 1970 @ 00:00

E con quale metodo li appuri i km percorsi?
Il bollo è una tassa sul possesso, non sui km percorsi.

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

qualsiasi reato, da uno scippo, a lesioni causate da un ciclista o altro. come si rintraccia il soggetto? è una domanda cui vorrei data risposta. come si rintraccia /identifica il ciclista

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Di quali reati e danni stai parlando? In NESSUN Paese del mondo esiste un'emergenza ciclisti. Invece in Italia (ormai da due anni e prima era pure peggio) siamo di fronte a quella che per me è una carneficina: tra ciclisti e pedoni si conta 1 vittima della strada (o meglio "degli automobilisti") ogni 10 ore e decine di migliaia sono i feriti. Invece quante sono le vittime e i feriti dalle bici?

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

il fatto che il pericolo pubblico n. 1 sia l'auto risponde alla domanda di come identificare un soggetto dopo che ha commesso un reato? o come far ottenere il risarcimento a chi dovesse aver subito un danno?

A
Aristarco 01 Jan 1970 @ 00:00

in italia penso che ogni 2 taxi ce ne sia uno fasullo con un serial killer/stupratore alla guida

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unico Paese al mondo che prevedeva la targa per le biciclette era la Svizzera ma da qualche anno ha levato quell'obbligo e al suo posto ha introdotto un articolo nella Costituzione per incentivarne l'uso. Perchè ha capito quello che tu (e altri come te) non avete ancora compreso: nelle aree urbane il pericolo numero uno è rappresentato dalle automobili non dalle bici.

N
Ngamer 01 Jan 1970 @ 00:00

basta fare mezzi pubblici a forma di suv :P

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché tu di solito non carichi sconosciuti. Quindi ho conosci altri due che devono fare il tuo stesso tragitto o viaggi da solo.

D
DeeoK 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema in questo caso è come lo si utilizza. Con un solo passeggero non c'è differenza rispetto all'uso di auto privata.

T
Turk 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti non lo fà e i dati ti stanno dando ragione.
Tante discussioni sul fatto che un'auto sta ferma per il 95% della sua vita, non pensando che appunto per il 95% del tempo non grava sul traffico.

m
matteventu 01 Jan 1970 @ 00:00

Se capiti in una città con Uber magari provalo, così poi valuti tu :)

T
Turk 01 Jan 1970 @ 00:00

sembra un paradosso eppure se un servizio funziona spinge più gente ad usufruirne e quindi ad aumentare il traffico.
probabile che molta gente che prima non poteva/voleva un'auto e che quindi non gravava sul traffico, ora sfrutti questo utile servizio con logiche conseguenze sul traffico.

r
rockerey 01 Jan 1970 @ 00:00

La soluzione non è data esclusivamente da un mezzo piuttosto che un altro. Io ho puntualizzato il problema dell'inflessibilità mentale che si ha in fatto di spostamenti urbani o microspostamenti di ogni genere.

Sulle biciclette da targare sorvolo, non era questo di cui parlavo.

P
Pip 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo devo ancora capire come una macchina con autista che trasporta tre persone possa creare meno traffico di me che trasporto due passeggeri...

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

ma infatti hai ragione, ho premesso subito che non so come funziona il servizio e chiedevo informazioni in merito, a palermo non si usa proprio

m
matteventu 01 Jan 1970 @ 00:00

Punti di vista, per me é più probabile che un serial killer si spacci per tassista piuttosto che per Uber driver :)

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

bella idea, purtroppo le entrate dal settore automobilistico sono importanti per lo stato e servirebbero coperture extra, ossia nuove tasse su altro

S
ScrivoFantasticoMaNonLoPenso 01 Jan 1970 @ 00:00

Un idea per rilanciare il trasporto pubblico potrebbe essere un sistema di pagamento ad ore di tutto quello che riguarda il costo dell'auto riguardanti le tasse, assicurazione ecc... Per esempio compro l'auto, nella settimana la tengo ferma perché vado a lavorare coi mezzi. Se utilizzo la macchina un paio di ore nel w.k. pago per quelle due ore.
Per esempio, assicurazione : mettiamo che annualmente costi 600 euro. Il costo ad ora diviso 365 giorni sarebbe 0,06 a ogni ora.
Quindi quelle due ore le pagherei 0,12 euro.
Per il bollo la stessa.
Ogni mese un utente ha diritto a 50 litri di carburante senza accise.

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

le biciclette non sono certo la soluzione, anzi andrebbero regolamentate seriamente. è assurdo che un mezzo con quella velocità e capacità di elusione non sia targato. commessa una qualsiasi infrazione o peggio qualsiasi reato è difficile individuare il colpevole. inoltre dovrebbero esserci l'obbligo di assicurazione. se una bici prende una persona che attraversa la strada o peggio che si fa? 1) se scappa non la rintracci, 2)se anche si ferma come risarcisce? devi avere la fortuna di trovare una persona con disabilità economiche.

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

scusami quale commento? credo di averlo perso. per il resto, avere precedenti penali non vuol dire essere una cattiva persona, esiste un percorso rieducativo. sono si nasce condannati e non tutte le condanne sono uguali

r
rockerey 01 Jan 1970 @ 00:00

Il problema è anche di mentalità: siamo pigri per usare le biciclette, vogliamo parcheggiare l'auto a massimo 10 metri dall'entrata del centro commerciale ed ogni giorno si vedono file e corsie piene di SUV da 7 posti con a bordo solo il conducente, quasi mai un'auto piena di passeggeri.

m
marco 01 Jan 1970 @ 00:00

non puoi saperlo ma è più improbabile, è più probabile che sia un vero tassista ma che sia anche un serial killer ahahah

r
rockerey 01 Jan 1970 @ 00:00

L'identità del conducente viene controllata e confermata ad Uber. Hanno i loro dati in caso di controversie o problemi.

m
matteventu 01 Jan 1970 @ 00:00

Non sai dove scendi nel senso che una volta salito sul taxi, sei in balia del tassista e nessuno saprà mai nulla, su che auto tu sei salito o dove sei andato/dove ti hanno portato.

Con Uber invece si.

Come fai a sapere che fra i taxi alla fermata non c'è un'auto di un serial killer con targa finta e licenza finta?

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L0RE15 01 Jan 1970 @ 00:00

In America del Nord non so, ma qui in Italia dove si permette ad un tizio con precedenti penali di guidare uno scuola-bus, beh, di certo sono in linea di massima col commento di Mattia.

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

aggiungo che sarà tutto tracciato ma se ti finisce mai hai poco da tracciare con l'applicazione xD scherzi a parte, a me preoccupa proprio il non sapere con chi sali perché su un taxi, so che è comunque un soggetto noto e schedato, che viene sottoposto a controlli dalle forze dell'ordine, con uber come funziona?

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

non parlo di feedback ma di controllo sull'identità, sui precedenti ecc ecc

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

come non sai dove scendi? se devo scendere a piazza di Spagna (per dire) come vedo il GPS sull'applicazione lo vedo su maps. i taxi quando chiami l'azienda è necessariamente legittimo, quando lo prendi alla fermata comune sono tutti legittimi e con le licenze

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rockerey 01 Jan 1970 @ 00:00

Per certi versi mi spaventano di più i tassisti (soprattutto sul piano economico).
Scherzi a parte, c'è un sistema di rating e di feedback. Se un conducente ha una cattiva condotta viene richiamato ed espulso da Uber. E chi ha interesse di certo non vuole sgarrare, basta poco per togliersi la possibilità di lavorare, soprattutto con il recente irrigidimento delle regole di Uber.

Poi, per carità: i balordi li trovi sempre in giro, anche camminando per strada se è per quello ;)

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema è l'efficienza dei servizi. io a Palermo sarei felicissimo di poter prendere il tram o il bus ma 1) la frequenza è troppo bassa 2) rischi di essere preso di mira 3) se devi spostarti la copertura non è capillare e quindi sono costretto a prendere la macchina. serve investire tanto nei servizi per convincere le persone ad abbandonare l'auto, non serve scoraggiare l'uso con tasse ecc perché non fai solo danno a chi ha meno risorse economiche. vuoi incentivare? non mettere l'abbonamento mensile a 30 euro a testa perché per una famiglia di 4 persone sono 120 euro...fai un pacchetto famiglia a 50. vuoi incentivare? metti un controllore su ogni bus per far pagare il biglietto ed evitare furti. ci sono tante cose che qui, nella realtà di Palermo non vanno, e purtroppo si sta demonizzando l'auto senza offrire una reale alternativa

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matteventu 01 Jan 1970 @ 00:00

Su un taxi sali e non sai dove scendi, inoltre non sai che é un taxi legittimo con autista legittimo.

Un Uber pur POTENZIALMENTE avendo meno controlli "a monte", é tutto tracciato dall'app. Non sali sulla prima auto che ti si presenta davanti, hai già in anticipo nome dell'autista, modello di auto, numero di targa (mi pare) e numero di licenza del conducente. Più tutto il tragitto tracciato via GPS dal telefono tuo e dal telefono dell'autista.

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

perché non provano. anch'io sono abituato a prendere la macchina, ma dopo aver provato una settimana a Budapest come si sta bene senza stress da traffico, posso assicurare che chi prova non torna indietro. non proverei servizi di condivisione auto perché non conosco il conducente e non mi fido, ma i mezzi sono diversi

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

domanda serie da parte di chi non ha mai provato questi servizi: ma non vi spaventate a salire in macchina con uno sconosciuto? i taxi, comunque, sono soggetti a maggiori controlli (almeno penso, felice di essere smentito).

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marco 01 Jan 1970 @ 00:00

verissimo. sono stato una settimana a Budapest ed i servizi funzionano benissimo, metro ogni giorno 5 10 minuti al massimo, tram idem...

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Nyles 01 Jan 1970 @ 00:00

Aiuterebbe anche rivedere un filino l'intelligenza dei mezzi a disposizione, ad esempio...
Tram "ATM 1500" del 1930 ha la metà dei posti di un "ATM 7100" del 2002, ma è lungo meno di un terzo....

Se avessero prodotto i nuovi tram con la stessa disposizione di quello del 1930 al posto che trasportare 280 persone a tram ne avremmo 390...

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Ngamer 01 Jan 1970 @ 00:00

ridurre il traffico serve un servizio pubblico migliore . ogni 15 min deve passare un bus biglietto elettronico con rfid , nfc e prezzi bassi e deve coprire in maniera quasi capillare il territorio della città cosi uno lascia la macchina fuori città se viene da fuori e usa solo i mezzi pubblici ( elettrici?) quando è dentro

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Mattia 01 Jan 1970 @ 00:00

Grazie che lo aumentano, non costa niente rispetto all’Italia ed è comodissimo. Per muoversi a San Francisco è una manna Uber