Bosch: l'abitacolo con assistente vocale e feedback aptico

15 Gennaio 2018 2

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Il CES 2018 di Bosch è stato caratterizzato da molte innovazioni, tra cui lo studio sui cambiamenti dell'abitacolo non solo in vista di un futuro, più o meno lontano, dominato dalla guida autonoma, ma anche per il futuro più immediato in cui gli assistenti vocali faranno da padroni.

L'HMI, l'interfaccia uomo-macchina, sta cambiando il paradigma: se prima era l'uomo a dover studiare il modo di comunicare con la vettura, oggi è l'auto che impara il comportamento umano e riesce a semplificare il dialogo. Così non serve sapere quale tasto premere o quale comando vocale impartire: basta semplicemente parla in maniera più naturale di prima.

Inoltre la presenza di diversi sistemi ha portato anche a cambiare la tecnica. Da una situazione con molteplici ECU, le unità di elaborazione dei vari dispositivi, si passa ad un computer centrale che gestisce display, infotainment e controllo vocale. Al posto di avere più centraline, oggi da 5 a 15 a seconda dell'auto, si fa passare tutto per un unica unità di elaborazione che consente anche la comunicazione semplificata tra le varie parti e fa risparmiare su peso e complessità dei cablaggi.

L'assistente vocale intelligente

Contestuale, intelligente, connesso e versatile. Questi i termini che riassumono l'assistente vocale proposto da Bosch. L'IA ci mette lo zampino ma non è l'unico vantaggio. Connettendosi con il nostro smartphone, ad esempio, il sistema conosce gli appuntamenti, può gestire automaticamente la proposta degli itinerari tenendo in considerazione orario d'arrivo previsto e traffico e aggiunge i servizi come la prenotazione dei parcheggi ad esempio.

Imparando il comportamento del pilota, l'assistente vocale sa quali sono i percorsi abituali e ce li propone tagliando quei tempi, che vanno dai 5 secondi in su, che ogni giorno spendiamo nell'impostazione del navigatore. E ancora contestualizza la richiesta di chiamata ad un contatto a seconda della situazione: se stiamo andando in ufficio, chiamare Paolo significherà, probabilmente, scegliere dalla rubrica il Paolo "collega d'ufficio" e non un altro contatto omonimo.

In più l'assistente vocale riconosce gli indirizzi in lingue diverse, così che uno francese possa essere richiesto senza dove effettuare traduzioni mentre il resto dei comandi resta nella lingua originale. Non manca poi la comprensione del linguaggio naturale, la possibilità di cambiare la parola di attivazione o ancora quella di evitare di attendere il bip o di premere un tasto prima di impartire il comando: l'assistente è sempre in ascolto.

Tanti display e feedback aptico

Il feedback aptico è quella tecnologia che consente di eliminare uno dei problemi degli schermi che popolano in numero sempre maggiore l'abitacolo delle auto moderne: l'obbligo ad usare la vista per individuare un determinato comando. Tramite questo sistema sarà quindi possibile avere una risposta tattile dallo schermo, così da individuare non solo diversi comandi ma avere anche un feedback simile a quello di un tasto fisico.

Questo va a vantaggio della sicurezza se consideriamo che per attivare un comando su infotainment, navigatore o clima "touch", guardando, il tempo della distrazione equivale a 30 metri se si viaggia a 50 km/h o fino a 60 metri se si viaggia a 120 km/h in autostrada.

nella puntata precedente...

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Commenti

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Flow Flow il figlio dei fiori

Concordo, uno può pure avere tutte le vibrazioni del mondo, ma prima di cliccare non si ha nessun riferimento se non quello visivo, quindi la distrazione c'è comunque.
I pulsanti, le levette e le manopole non dovrebbero essere sostituire secondo me!

turbognu

le boiate..

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