Cerca

Tesla chiude gli ordini di Model S e Model X: restano solo 600 esemplari

Le due ammiraglie Tesla escono di scena dopo 14 anni. Al loro posto la produzione del robot Optimus

Tesla chiude gli ordini di Model S e Model X: restano solo 600 esemplari
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 2 apr 2026

Si chiude un’era per Tesla. Non tanto per la fine della produzione di due modelli (un passaggio normale per qualsiasi casa automobilistica), ma per il peso di questi due modelli e per le scelte sul futuro del marchio statunitense. Dopo averla annunciata a gennaio è ufficialmente terminata la produzione delle Tesla Model S e Model X, le due ammiraglie che hanno costruito la reputazione del marchio nel segmento premium. Il 27 marzo Tesla ha inviato un’e-mail ai clienti statunitensi per comunicare ufficialmente la chiusura degli ordini. Sul mercato restano circa 600 vetture disponibili a livello mondiale. La maggior parte si trova negli Stati Uniti, mentre sul sito italiano non è più possibile configurare o ordinare i due modelli. Per chi fosse interessato le uniche alternative sono i pochi esemplari usati.

14 anni di storia

L’importanza di questo passaggio è data anche dal peso ricoperto da questi due modelli per il marchio Tesla. La Model S era entrata in produzione nel 2012 nello stabilimento di Fremont, in California. Fu la prima vettura interamente progettata da Tesla e dimostrò che un’elettrica poteva essere veloce, elegante e desiderabile. La Model X, con le sue caratteristiche porte ad ali di falco, arrivò nel 2015. Insieme i due modelli avevano rappresentato il vertice della gamma Tesla per oltre un decennio, con aggiornamenti progressivi che avevano introdotto le modalità Ludicrous e Plaid (quest’ultima capace di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 2,5 secondi).

Negli ultimi anni le vendite erano però calate in modo significativo. Nel 2025 i due modelli hanno rappresentato meno del 3% delle consegne globali di Tesla. Nel tempo i clienti Tesla gli hanno preferito nel tempo le Model 3 e Model Y, mentre l’arrivo di rivali come Mercedes EQS, Porsche Taycan e Lucid Air ha ulteriormente ridotto l’interesse per le due ammiraglie Tesla.

Evoluzione o discontinuità?

È interessante vedere come Tesla abbia deciso di “sostituire” questi due modelli. A oggi lo spazio è rimasto vuoto, tanto che più di qualche utente ha lamentato l’assenza di un modello di questa categoria. La decisione però, almeno per il momento, è di non prevedere un successore per queste vetture. Le linee verranno convertite per produrre il robot umanoide Optimus Gen 3, con un obiettivo di un milione di unità all’anno. La produzione è già partita a gennaio ed è in costruzione anche una fabbrica dedicata presso la Gigafactory Texas, con una capacità pianificata di 10 milioni di unità annue. Tesla ha confermato che i proprietari di Model S e Model X continueranno a ricevere assistenza, aggiornamenti software e ricambi a tempo indeterminato.

Intanto è da registrare il cambiamento radicale. Tesla rimane un costruttore di automobili, ma la decisione di convertire le linee automobilistiche in linee robotiche è un cambio di settore, non un aggiornamento di prodotto. Una scelta che dice molto della strategia della casa statunitense, anche se i tempi, i costi e l’utilità della produzione di massa di robot umanoidi sono ancora tutti da verificare e dimostrare.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento