Cerca

Semaforo bianco anche a Roma: a cosa serve la quarta luce

Allo studio nella Capitale la quarta luce semaforica di colore bianco pensata per le smart road e la guida autonoma

Semaforo bianco anche a Roma: a cosa serve la quarta luce
Vai ai commenti
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 9 apr 2026

Quando si parla di mobilità del futuro non bisogna pensare solamente alle auto. A cambiare, infatti, non saranno solo i veicoli che circoleranno sulle strade, ma anche le strade stesse. E la segnaletica che regolamenta il traffico. Lo abbiamo visto con il nuovo cartello stradale (il rombo bianco su sfondo blu) e ora con il semaforo con la quarta luce bianca, pensata per i veicoli a guida autonoma e le smart road. Ora questo tipo di semaforo arriva anche a Roma, dove l’ipotesi è diventata oggetto di studio concreto da parte dell’amministrazione locale.

Come cambiano i semafori di Roma

A introdurre ufficialmente il tema nella Capitale è stato Luigi Di Matteo, responsabile dell’Area tecnica dell’ACI, intervenuto sul portale Roma Servizi per la Mobilità. La luce bianca, ha spiegato, servirebbe a segnalare che un incrocio è gestito principalmente da veicoli autonomi e sistemi digitali di coordinamento. Quando si accende, i veicoli connessi comunicano tra loro e con l’infrastruttura, ottimizzando il transito senza richiedere intervento diretto dal conducente umano, al quale basta seguire il flusso del veicolo che lo precede.

Per i guidatori tradizionali il funzionamento è semplice con i tre colori tradizionali (rosso, giallo e verde) che restano i riferimenti principali. All’accensione del bianco, basta adeguarsi al flusso del traffico. Roma conta attualmente oltre 1.400 impianti semaforici; 630 nuovi impianti sono in fase di fornitura con installazioni previste nel secondo semestre del 2026. Quanto alla tempistica reale, molto dipenderà dalla diffusione delle auto a guida autonoma sulle strade europee, ancora molto limitata.

Anche se si tratta di uno scenario futuro sarà interessante vedere come i romani (e gli automobilisti in generale) accoglieranno una novità il cui impatto non è poi così marginale. Il traffico di Roma è per antonomasia uno dei più caotici e frenetici e pensare che gli automobilisti siano pacificamente disposti ad adeguarsi al flusso del traffico è un elemento che genera curiosità.

Da dove arriva l’idea (e perché)

La proposta di introdurre la quarta luce nei semafori non nasce a Roma, né in Europa. Le sue origini sono accademiche e risalgono al 2023, quando un gruppo di ricercatori della North Carolina State University pubblicarono su IEEE Transactions on Intelligent Transportation Systems lo studio che ha dato il via al dibattito. Il concetto, chiamato “white phase”, si basa su un principio di calcolo distribuito per cui ogni veicolo autonomo che si avvicina all’incrocio contribuisce con la propria capacità computazionale a coordinare il traffico in tempo reale, comunicando sia con gli altri veicoli sia con il semaforo stesso.

Secondo i dati delle simulazioni, anche con solo il 10% di veicoli autonomi all’incrocio i tempi di attesa si riducono del 3%, percentuale che sale al 10,7% quando i veicoli autonomi presenti raggiungono il 30%. Gli stessi ricercatori precisano però che il colore bianco non è vincolante, l’importante è che il segnale sia chiaramente distinguibile dai tre già esistenti.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento