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Prova nuovo GWM H7: SUV stradale che guarda al mondo dell'offroad - Video

Il nuovo GWM H7 è un SUV squadrato che riesce ad affacciarsi sul mercato europeo con ottime potenzialità. Motorizzazione ibrida e tanto spazio

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Claudio Anniciello
Claudio Anniciello
Pubblicato il 9 ott 2026

Il brand GWM – Great Wall Motor – è ormai ufficialmente lanciato sul mercato italiano. Arrivato prima con la Ora 5, adesso è il turno di puntare ad un segmento decisamente superiore con la GWM H7. Si tratta di un SUV di segmento D molto squadrato, che sfrutta tutto il know how della firma cinese nel campo fuoristradistico e lo riporta ai gusti prettamente europei.

Dimensioni interessanti, design conosciuto

Senza ombra di dubbio il design di nuovo GWM H7 è uno dei più classici richiami al concetto di libertà, di offroad, di avventura. Si tratta di un SUV pensato per cavalcare sicuramente più le strade asfaltate piuttosto che quelle ben più impervie come il fuoristrada, almeno nella versione 2WD che ho avuto modo di provare, ma non lascia decisamente niente al caso. Le dimensioni sono interessanti, perchè la lunghezza complessiva dell’auto è di 4,68 metri comprensivo dello “zaino" posteriore, questa specie di bauletto senza il quale perderebbe circa 10 cm ma anche 22 litri di spazio all’interno del quale poter stivare qualcosa. Partirei proprio da questo “zaino", che ha destato molte curiosità. Sul mercato italiano non c’è la ruota di scorta “appesa" posteriormente come visto su tanti fuoristrada nel corso del tempo, bensì hanno pensato di ovviare con questa soluzione differente. In altri mercati a dirla tutta la ruota continua a permanere, mentre in Italia tutto è sostituito da un kit di riparazione pneumatici e la possibilità di poter stivare alcuni oggetti che c’è bisogno magari di avere a portata di mano, previa apertura esclusivamente con la chiave dell’auto.

Le forme squadrate sono assolutamente la chiave di lettura principale. Tutto è permeato da spigoli vivi, a partire dai paraurti fino alle stesse linee del cofano anteriore ed anche di montanti e tetto. All’anteriore il muso scende verticale sopra al paraurti, che da buona auto che vuole puntare all’idea di fuoristrada fuoriesce notevolmente dalla sagoma anteriore ed ha uno skid plate nella parte inferiore. Lo stesso succede anche al posteriore e con le stesse caratteristiche, seppur venga leggermente camuffato dallo zaino del quale ho scritto proprio qui sopra. Il cofano è piatto, corre orizzontale quasi dalla base del parabrezza fino alla calandra anteriore, con un gradino evidente che poi scende verso i passaruota. Tra l’altro passaruota che vengono percorsi da un profilo fatto di plastica più grezza, tipica di queste produzioni e molto rugged. Percorre tutta l’auto nella parte inferiore, anche sotto gli sportelli, con addirittura viti a vista.

Le superfici vetrate sono squadrate così come le portiere, il design dei montanti scende in verticale così come il lunotto posteriore. Questo è un taglio tipico di queste auto, anche perchè permette non solo magari di stivare più cose nel bagagliaio – che per inciso va dai 586 ai 1404 litri – ma anche di offrire un maggiore spazio interno in fatto di altezza. Alla fine tutto riporta proprio all’idea di auto capace di tutto, ma al contempo mostra dettagli tecnologici come i gruppi ottici full LED.

Interni spaziosi e curati

Rimbalzare le linee esterne alla capienza degli interni, come ho anticipato precedentemente, porta ad avere uno spazio interno davvero ampio. Chiunque, di qualsiasi stazza ed altezza, trova senza troppi problemi non solo la propria posizione di guida ma anche lo spazio a bordo degli altri sedili, siano essi anteriori o posteriori. Ed allo stesso tempo si gode di una buona qualità generale degli interni e degli accoppiamenti. La scelta degli inserti di questa GWM H7 è ricaduta su materiali morbidi al tatto, che poi è una scelta che ritengo sempre premiante, anche se non ricoprono le superfici a tutto spiano. La plancia, ad esempio, ha solo la prima parte rivestita con materiali morbidi, dopodichè diventa plastica dura. In generale comunque la qualità percepita è buona, con dettagli di stile tipo l’inserto con l’immagine di un’auto esattamente avanti al passeggero anteriore.

Le maniglie extra rispetto a quelle solitamente poste sotto il tetto fanno ricordare le possibili pendenze laterali che chiedono di aggrapparsi in modo saldo da qualche parte, e sono sul montante anteriore ma anche sulla plancia. Tra l’altro una cosa che mi è piaciuta molto è che la maniglia sulla plancia è allo stesso tempo un portaoggetti cavo, così che tutto ciò che viene messo all’interno difficilmente cade.

Al posto di guida il volante è sobrio e semplice, senza troppi tasti a disposizione. Un mood differente rispetto a quanto vediamo ultimamente, perchè ormai le auto concentrano una quantità di tasti quasi improponibile sul volante. Qui ne sono pochi, alcuni dei quali anche personalizzabili. Il tunnel centrale è piuttosto largo ma allo stesso tempo ha una linea accomodante e semplice, con pochi tasti ed il selettore delle modalità di guida. Doppio fondo per il vano portaoggetti sotto al bracciolo centrale, così come un altro portaoggetti è sotto al tunnel, con tanto di tappetino in gomma così che gli oggetti non scivolino.

Tecnologia di bordo GWM H7: un display da laptop!

Dietro al volante anteriore su GWM H7 ci sono due display, uno reale ed uno virtuale. Da un lato il 12,3 pollici della strumentazione e dall’altro l’haed-up display. La strumentazione ha un’ottima qualità dell’immagine ed aiuta ad avere un’idea di tutti i dati necessari alla guida, per giunta in modo anche piuttosto ordinato e visibile. Ha una piccola palpebra superiormente per evitare di far battere il sole diretto sul display e renderlo meno visibile. Ecco, quest’ultima l’ho trovata una genialata, perchè aiuta a vedere la posizione del cambio ma allo stesso tempo risolve un problema che spesso affligge molte auto con questi sistemi.

Al centro della plancia c’è quello che è un vero e proprio display di un tablet. La diagonale è da 15,6 pollici, come molti laptop commerciali, ma non sembra dia troppo fastidio nè nella sua posizione nè nelle sue dimensioni. Piacevole da utilizzare e molto definito, ha una serie di animazione che non laggano nemmeno se ti ci metti d’impegno. Segno che il sistema operativo Coffee OS è interfacciato bene anche con l’hardware e lavora senza troppo sforzo. Le app disponibili sono molteplici, c’è il navigatore che ormai non è esattamente scontato da trovare soprattutto sulle auto cinesi, c’è lo store per scaricare applicazioni extra a proprio piacimento e poi gli immancabili Android Auto ed Apple CarPlay wireless. Tra l’altro è possibile mettere il telefono in ricarica a induzione con il pad dedicato e poter quindi utilizzare la connettività senza pensare ad un possibile drenaggio eccessivo della batteria.

Sistemi ADAS poi ne abbiamo? Decisamente si. La GWM H7 è farcita di sistemi di assistenza alla guida molto completi, soprattutto perchè l’allestimento a disposizione è unico. Non ci sono varie opzioni o pacchetti, bisogna solo scegliere il colore dell’auto e la motorizzazione (che ovviamente cambia il prezzo di acquisto). Segnale interessante, che permette di avere sempre e comunque tutta le tecnologia sempre al top.

Alla prova dei fatti, come va la GWM H7

Sotto al cofano della GWM H7 che ho avuto in prova, l’architettura a disposizione è quella denominata Hi2. Si tratta di un full hybrid a due ruote motrici, con la promessa che arriveranno in Italia anche la versione a trazione integrale e la PHEV. Il motore benzina è un 1.5 litri da 150 cavalli e 240 Nm di coppia, che spinge bene anche da solo un’auto che è comunque pesante 1935 kg in ordine di marcia. Se è pur vero che il termico può lavorare da solo – è una delle possibili opzioni di funzionamento – è anche vero che c’è anche il motore elettrico che può spingere da solo l’auto. In questo caso si tratta di un motore da 177 cv e 295 Nm di coppia massima, sufficienti forse ancor più del motore termico a soddisfare le esigenze di spostamento quasi in ogni condizione. Certo se si schiaccia di più l’acceleratore il sistema passa subito in combinato, quindi accende il motore termico se è spento e piazza immediatamente a disposizione un totale di 247 cv e 535 Nm di sistema. Sistema che tra l’altro può scegliere autonomamente di funzionare in molteplici modi in base alle condizioni al contorno. Non solo con il termico o solo con l’elettrico, dunque, ma anche in configurazione ibride parallela o in serie, o addirittura staccando del tutto la trasmissione con la parte elettrica. Quest’ultimo caso avviene in autostrada, a velocità elevate, dove è quasi inutile e superfluo l’apporto e quindi è meglio evitare assorbimenti passivi. Così facendo si riducono gli aggravi sul motore e di conseguenza si abbassano i consumi.

Una dinamica di guida più adatta agli europei

Non ho scritto a caso il titolo di questo paragrafo, perchè il grande “problema" delle auto cinesi è proprio che non riescono ancora del tutto a interfacciarsi come si deve con le abitudini ed i gusti di guida degli europei. In questo caso la GWM H7 ha invece assottigliato di gran lungo questo gap, grazie ad un tuning fatto appositamente per il nostro mercato. Le auto che arrivano dalla Cina sono state infatti guidate e tarate proprio da tecnici esperti di guida nostrana, così da avere un obiettivo ben preciso. Target che di fatto hanno ben centrato, perchè il feeling di guida non è filtrato come siamo abituati a pensare di auto derivanti dal paese asiatico. Anzi la dinamica di sterzo, per cominciare da un primo aspetto solitamente critico, è buono. Il volante ha un carico discreto ma soprattutto aiuta a capire effettivamente le ruote anteriori cosa stanno facendo. Un po’ di filtro c’è sempre, ma in questo caso non disturba troppo ed aiuta comunque l’esperienza di guida generale. Allo stesso tempo sono le sospensioni ad essere tipo nell’occhio del ciclone, come al solito. Su quest’auto sono state tarate – al di là dello sfruttare un’architettura McPherson anteriore e Multilink posteriore – per cercare sì di ammortizzare bene gli scossoni e, soprattutto, le asperità affrontate a velocità relativamente basse, ma anche per evitare il rollio. L’auto è ben sostenuta e non corica molto lateralmente, anche perchè un mezzo che potrebbe anche lanciarsi in qualche percorso sterrato potrebbe trovarsi in situazioni ostiche se dovesse rollare più del necessario. Certo se si aumenta un filo la velocità qualche asperità in più si sente arrivare sotto al sedile, però è l’ovvia e classica coperta corta. E va bene così, perchè se è il “prezzo" da pagare per avere un’auto molto più coerente con i nostri gusti ben venga che ci sia questa dinamica.

Prezzo e conclusioni

Devo ammettere che la H7 mi ha piacevolmente sorpreso. Si tratta di un prodotto già maturo, segno che i vari feedback richiesti nel corso del tempo ed ascoltati da parte della Casa hanno portato a modifiche veloci sia dal punto di vista tecnico che “mentale". La GWM si porta a casa con un prezzo di 37.000 euro nella versione con motore Hi2, nell’unico allestimento possibile e già estremamente completo, come ho potuto annoverare tra le righe di questa prova. Staremo a vedere l’evoluzione ma, soprattutto, come andrà con l’arrivo anche delle varianti PHEV ed a trazione integrale.

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