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Jaecoo 8 SHS-P: il segmento D cinese che vuole spiccare il volo in Europa - Video

La prova di Jaecoo 8 SHS-P spinge la firma cinese direttamente nel segmento dei SUV D premium

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Claudio Anniciello
Claudio Anniciello
Pubblicato il 2 apr 2026

Ormai mi sembra quasi obsoleto parlare di Omoda e Jaecoo come dei brand nuovi, o forse meglio dire sconosciuti. Perchè in effetti nuovi lo sono, considerando il loro ingresso ufficiale sul mercato italiano solo nel luglio 2024, ma ad oggi arrivano anche a contendere il 2% di quota mercato Italia. Significa che hanno fin da subito saputo attrarre una cerca quantità di clienti, con prodotti interessanti e politiche di prezzo convenienti. In ordine cronologico l’ultima arrivata è la Jaecoo 8 con motorizzazione SHS-P, che nei dintorni di Firenze ho avuto l’occasione di avere per una prova in anteprima. Test che ha messo in evidenza un segmento D che le case europee farebbero bene a non sottovalutare.

Design più longilineo e dimensioni da SUV D pieno

Con Jaecoo 8 la firma cinese ha voluto puntare in alto, all’ingresso dell’Olimpo fatto dei SUV premium e che altri brand guardano solo da lontano, poichè per proporre un modello del genere c’è bisogno di avere le spalle molto forti. La 8 ha una lunghezza di 4.82 metri, quindi capite bene che la lunghezza è appannaggio di automobilisti che hanno necessità importanti, che guardano l’utilizzo quotidiano in città con una certa riluttanza a favore di lunghi spostamenti e di piacere della scoperta. Perchè in effetti Jaecoo è la firma che vuole proporre proprio auto che abbiano un carattere che punta all’outdoor, alla libertà di poter esplorare e godersi il mondo.

Le linee sono inconfondibilmente Jaecoo perchè il family feeling della calandra anteriore a listelli verticali è confermato anche qui. Di generose dimensioni, ma che su questo modello viene assecondata da linee del frontale molto più morbide rispetto le sorelle più piccole, Jaecoo 7 e Jaecoo 5. Meno spigoli vivi, meno tagli tesi, perchè su questo segmento l’eleganza e l’occhio vogliono una parte preponderante e delle linee troppo nette avrebbero fatto percepire in modo del tutto diverso le dimensioni. I gruppi ottici sono infatti morbidi, così come lo splitter inferiore al paraurti ed il raccordo con le generose fiancate. Ecco, qui la linea di cintura si conferma essere alta e monolitica, mastodontica, con sportelli ampi e maniglie a scomparsa. Uno dei tratti distintivi arriva poi sulla tre quarti posteriore, perchè si vede bene un volume allungato che nasconde, nemmeno tanto velatamente visto il prolungarsi del triangolo di vetro posteriore, una terza fila di sedili. Si tratta infatti della prima auto di Omoda e Jaecoo ad avere i 7 posti, con necessità di spazio annesse e connesse.

Al posteriore la linea che più si distingue è quella dei gruppi ottici, che per la grande luce di posizione corre da lato a lato, mentre per le luci principali ha elementi verticali che richiamano il taglio della calandra anteriore. Il lunotto, nemmeno a dirlo, è posto molto in alto e richiede necessariamente l’assistenza delle completissime telecamere perimetrali per riuscire a non inciampare in ostacoli bassi quando fate retromarcia, mentre nella parte bassa del paraurti sono simulati gli scarichi. Finti, chiaramente, come ormai vediamo sempre più spesso in giro…

Interni a prova di tutto sulla Jaecoo 8 SHS-P

Merito anche dell’unico allestimento disponibile a listino, la nuova Jaecoo 8 SHS-P in prova ha praticamente tutto ciò che di meglio ha da offrire il brand. Partendo dalla pelle – vera, che piaccia o meno – che ricopre i sedili, che sono anche riscaldati e raffreddati oltre ad avere la funzione massaggiante. L’aria che si respira a bordo è notevole e si ha un’ottima percezione di qualità generale, merito anche degli inserti proprio sulla plancia e che spezzano il design in due sezioni orizzontali. Superiormente un inserto grigio ingloba le bocchette dell’areazione, nella parte bassa – che non è in plastica dura, visto che per quella dobbiamo arrivare quasi al vano piedi per trovarla – un’alternanza di linee offre anche un tocco di design personale. Tra queste una striscia LED che corre da lato a lato per illuminare l’ambiente, chiaramente con colorazione configurabile.

Il tratto che meno mi ha fatto impazzire degli interni è il volante, perchè sembra non essere a tono con il resto dell’abitacolo. Grande ma dal design piuttosto anonimo, con anche i comandi sulle razze in plastica nera lucida, ricettacolo di polvere e impronte. Diverso il discorso per il tunnel centrale invece: nella zona inferiore tanto spazio per borse e marsupi, con tanto di prese di ricarica USB-C, mentre superiormente c’è spazio per due telefoni, con la ricarica ad induzione riservata solo alla posizione di sinistra. Portabibite e bracciolo con un ottimo vado inferiore, refrigerato, chiudono il quadro, anche se non manca una parte in plastica lucida nera anche qui.

Abbondante la volumetria interna ma, soprattutto, i sedili danno ampio spazio di respiro a chiunque si sieda. Anzi, quasi troppo. Sono molto larghi e permettono di adagiarsi anche in modo paradossalmente scomposto. Chiaramente è la terza fila che fa i conti con uno spazio un po’ risicato, perchè anche chi siede sul divanetto posteriore non ha problemi di sorta. Sesto e settimo posto sono un po’ di fortuna, magari per bambini o persone agili al punto da poterci salire senza il minimo sforzo.

Tecnologicamente cinese

Se c’è un qualcosa che le auto cinesi non lasciano al caso quella è la parte tecnologica. Sulla Jaecoo 8 SHS-P in prova il doppio display da 12,3 pollici permette sia di vedere le informazioni di guida che la parte multimediale. Hanno entrambi un design di tipo tradizionale, affiancati e senza orientamento verticale dell’infotainment come hanno optato per le più piccole in gamma. La strumentazione è personalizzabile esclusivamente nelle informazioni di guida da visualizzare, complice anche l’head-up display che permette di integrare facilmente quelle che non sono visibili sul pannello. Piuttosto organizzato il layout, non crea confusione. Poi si passa all’infotainment, che ha un menù ben navigabile, schematico e completo. Ha una valanga di funzioni, poichè ovviamente l’auto permette una vasta scelta sia di personalizzazione delle impostazioni che di adattamento dei molteplici sistemi ADAS presenti. Un pannello comunque luminoso e che non sembra avere bug di sorta o rallentamenti nel passaggio da una schermata all’altra, che offre varie opzioni di connettività con anche Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless.

Prova su strada Jaecoo 8 SHS-P

Quando si parla di SHS-P sulle auto di Omoda e Jaecoo come la Jaecoo 8 oggetto della mia prova, si parla di ibrido. O meglio del Super Hybrid System della firma cinese, declinato in variante full hybrid per la gamma SHS-H o ibrido plug in per la gamma SHS-P. La Jaecoo 8 ovviamente rientra nel secondo caso, con un’architettura anche piuttosto particolare, visto che ha a disposizione anche la trazione integrale.

La parte termica è costituita da un motore benzina 1.5 litri, ciclo Miller, che ha una potenza di 143 cavalli e 215 Nm di coppia, ma sempre sull’asse anteriore fa capo anche il primo dei tre motori elettrici, da 204 cavalli e 310 Nm. Un secondo motore elettrico da circa 80 cv non serve per la trazione ma è il cuore della rigenerazione, poichè serve esattamente come generatore per ricaricare quanto più possibile il pacco batterie, che sia in frenata oppure utilizzando un po’ dell’energia derivante dalla parte “calda". Chiude poi il trittico un motore elettrico che muove l’asse posteriore, che a sua volta eroga 238 cavalli. Insomma in totale questa Jaecoo 8 ha 428 cavalli e 580 Nm di coppia massima disponibili quando è tutto in funzione, anche perchè chiaramente la somma delle potenze derivanti dai vari motori non è una somma algebrica.

Essendo un’auto PHEV è chiaro che a batteria carica la volontà è quella di procedere sfruttando esclusivamente la carica, spinti dai motori elettrici che fanno egregiamente il loro lavoro. La potenza è molta ed è elettrica, quindi con la possibilità di avere coppia e potenza immediate non appena si pensi di sfiorare il pedale dell’acceleratore. Insomma in questo contesto il propulsore benzina sembra davvero un accessorio inutile e quasi controproducente. Discorso cambia quando invece c’è bisogno di accenderlo per procedere. In questo caso il sistema viene alimentato sì dalla benzina, ma comunque cerca di ottimizzare sempre la carica della batteria per ripristinare quanto prima possibile la trazione elettrica, come una full hybrid. Comunque anche a “batteria scarica" la spinta è buona. Certo non è una campionessa di velocità considerando anche il superamento di slancio delle due tonnellate di peso, ma si difende.

Comoda con le sospensioni magnetiche

Una interessantissima caratteristica che ha questa Jaecoo 8 è il setup sospensivo con sospensioni magnetiche, che “leggono" le condizioni della strada e si adeguano di conseguenza. Chiaramente il consiglio è sempre quello di selezionare la modalità di guida giusta nel caso in cui le superfici sulle quali si transita non siano le migliori, proprio per preallertare al meglio anche tutta la parte di sistemi elettronici. Tecnicamente questo aiuta ad avere sempre un buon confort di marcia unito ad una certa sicurezza, anche se comunque qualche reazione leggermente più secca la si avverte. Chiaro niente di trascendentale, anche perchè la regolazione delle sospensioni è comunque votata al confort di alto livello, tanto che i movimenti di cassa dell’auto un po’ si percepiscono nei trasferimenti di carico, cioè l’auto rolla un po’. Però il cerchio da 20 pollici in alcune situazioni non ha digerito benissimo asperità più nette che ho trovato d’un tratto sotto le ruote.

A proposito di confort di marcia, segnalo la buona insonorizzazione dell’abitacolo rispetto a tutto ciò che accade esternamente e rispetto al motore termico. I vetri laminati anteriori fanno tanto sotto questo aspetto, anche se il tutto viene parzialmente tradito dalla zona bassa, che ho trovato non insonorizzata bene così come la metà superiore dell’abitacolo.

Devo spendere qualche riga per parlare, come sempre, anche del feeling del volante. Seppur il carico volante sia leggermente più alto rispetto ad altri modelli in gamma, è stato sicuramente più piacevole essere alla guida della Jaecoo 8 SHS-P durante questa prova, ma al contempo continua ad essere filtrato rispetto alle vibrazioni “di fino" derivanti dall’asse anteriore, così come le sorelle più piccole. Insomma bene per chi ha una guida rilassata e quasi automatica, meno bene per chi vuole sentire l’auto come una sorta di estensione naturale del proprio corpo.

Batteria a prova di quotidianità per Jaecoo 8 SHS-P

Un tratto distintivo per la Jaecoo 8 ibrida plug in è la batteria di generose dimensioni, che in questo caso è il cuore pulsante – per modo di dire – del sistema. 34,46 kWh complessivi, che permettono di avere autonomie che vanno ben oltre i 100 km. Questo significa che nel quotidiano, a patto di avere faciltà di ricarica la sera quando rientrate a casa oppure sul posto di lavoro, riesce a soddisfare con l’elettrico tutti i bisogni, anche nel caso in cui dobbiate percorrere tratti di autostrada. Chiaro che se ci viaggiate viene meno ad un certo punto l’elettrico, perchè prima o poi si esaurisce la carica e proseguite come una tradizionale full hybrid. Da casa madre promettono circa 1.100 km di autonomia complessiva, ma c’è anche da dire che il serbatoio benzina è da 70 litri.

Un dato importante è la possibilità di ricaricare la batteria in corrente continua, con un picco di potenza fino a 60 kW. Non scontato sulle auto PHEV così come non è scontato che in corrente alternata si arriva agli 11 kW, altro target raggiunto dalla Jaecoo 8. In diversi casi mi è capitato di provare auto con analoga motorizzazione ma con potenze di ricarica al massimo di 1/3.

Prezzo Jaecoo 8 SHS-P come quella in prova

Come vi ho anticipato in precedenza l’allestimento con il quale scegliere la Jaecoo 8 SHS-P è unico così come la motorizzazione, quindi l’auto è perfettamente la stessa della prova. Il prezzo è di 53.900 euro al netto di eventuali promozioni.

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