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Perché Porsche crede e investe risorse nello sviluppo degli e-fuel

Porsche sceglie di proseguire gli studi negli e-fuel, carburanti derivanti da energia rinnovabile e utilizzabili nei motori termici

Perché Porsche crede e investe risorse nello sviluppo degli e-fuel
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 27 feb 2026

Nell’articolato scenario della transizione energetica, Porsche si distingue come uno dei costruttori più attenti e audaci nel ricercare un’alternativa concreta all’elettrico puro (pur sviluppando anche questa strada). Sotto la guida dell’A.D. Oliver Blume, la prestigiosa Casa di Zuffenhausen ha acceso i riflettori sulla necessità di sviluppare i cosiddetti e-fuel, come sentiero per rispettare gli obiettivi ambientali. L’interesse per questa tecnologia è stato recentemente rinvigorito dai segnali giunti da Bruxelles, che aprono alla possibilità di utilizzare carburanti a bilancio di CO₂ neutro anche oltre la soglia del 2035. Per Porsche, non si tratta soltanto di una sfida tecnica, ma di un vero e proprio “piano B” strategico che potrebbe garantire la sopravvivenza dei motori a combustione e la salvaguardia dell’identità stessa di modelli iconici come la 911.

Una strategia molto articolata

Le strategie messe in campo dal marchio tedesco sono articolate e puntano a una produzione su scala industriale attraverso collaborazioni internazionali. Porsche ha infatti fondato, insieme a partner come Enel e Siemens Energy, il consorzio High Innovative Fuels (HIF), realizzando in Cile un sito produttivo alimentato interamente da energia eolica. In questo impianto si sperimenta la produzione di una benzina sintetica chimicamente indistinguibile dalla super senza piombo, già testata con successo nel serbatoio di una 718 Cayman GT4.

L’innovazione, poi, passa anche per soluzioni curiose e brillanti: un recente brevetto depositato in Germania descrive l’uso del carbonato di calcio (comune ingrediente degli antiacidi) come un assorbente per catturare la CO₂ dall’aria in modo più efficiente ed economico rispetto ai metodi tradizionali. Oltre alla sperimentazione nel campionato monomarca GT3 Cup, Porsche mira a ridurre drasticamente i costi di produzione, oggi proibitivi (circa 9 euro al litro), con l’obiettivo di scendere verso la soglia di 1,60 – 2 euro al litro grazie all’ottimizzazione dei processi e al traino del settore aeronautico.

I vantaggi degli e-fuel

Ma cosa sono esattamente gli e-fuel e quali sono i loro vantaggi? Conosciuti anche come electrofuel o Power-to-X, sono carburanti liquidi o gassosi di origine sintetica prodotti combinando il diossido di carbonio (CO₂) estratto dall’aria con l’idrogeno ottenuto tramite elettrolisi alimentata da energia rinnovabile. Il loro più grande pregio risiede nel ciclo chiuso della CO₂: una volta bruciati, rilasciano solo l’anidride carbonica precedentemente sottratta all’atmosfera, risultando quindi a impatto neutro.

Dal punto di vista pratico, questi carburanti possono alimentare qualsiasi veicolo termico senza richiedere modifiche meccaniche o all’impianto di alimentazione. Inoltre, offrono il vantaggio inestimabile di poter essere distribuiti attraverso le stazioni di rifornimento già esistenti, garantendo un futuro non solo ai nuovi motori sostenibili, ma anche alle auto storiche e al parco circolante attuale.

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