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Mustang Mach-E con 508.000 km, la batteria ha ancora una capacità del 92%

Un sorprendente caso dagli States mostra come una Mustang Mach-E conservi ancora il 92% di capacità della batteria dopo oltre 500.000 km

Mustang Mach-E con 508.000 km, la batteria ha ancora una capacità del 92%
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 10 mar 2026

L’incubo di ogni possessore di auto elettrica è scoprire che dopo un uso intensivo e prolungato, come ci ricorda il contachilometri già a sei cifre, la capacità della batteria non sia più quella delle origini. Anzi, molto spesso con un bel po’ di strada e di anni sulle spalle, la batteria tende ad arrendersi generando non pochi grattacapi. Non a caso, la voce batteria è una delle prime cause che frena l’acquisto di una BEV di seconda mano. Eppure, la storia di David Blenke e della sua Ford Mustang Mach-E da 508.000 km è come un balsamo per tutti coloro che hanno paura e scarsa fiducia nella longevità dei veicoli alla spina. Certo, il suo è un esempio molto personale ed è solo una goccia nell’oceano, ma merita attenzione.

Un dato che sorprende gli analisti

La vettura di Blenke, acquistata nel giugno del 2022, è stata sfruttata al pari di un mulo da soma, impiegata per un servizio di trasporto privato nella zona di Santa Cruz, in California, dando asilo nel suo abitacolo a oltre 7.000 passeggeri. In circa due anni, più o meno, il contachilometri ha raggiunto delle cifre ragguardevoli: dopo aver scavallato i 400.000 lo scorso anno, l’auto ha recentemente toccato l’incredibile soglia di 508.552 chilometri.

Ciò che rende questo un risultato straordinario sono i dati relativi allo stato di salute del veicolo. Generalmente, studi di settore come quelli condotti da Recurrent indicano che le batterie tendono a degradarsi in modo intensivo dopo i 400.000 chilometri, manifestando una capacità residua intorno all’80%. La Mustang Mach-E di Blenke, invece, ha sorpreso analisti ed esperti: nonostante l’enorme distanza percorsa, la batteria conserva ancora il 92% della sua capacità iniziale, con un degrado di appena l’8%. Tradotto in autonomia, se l’auto da nuova garantiva circa 520 chilometri, adesso David riesce ancora a percorrerne 482 in situazioni di guida reale.

Cosa ha permesso di salvaguardare la capacità

Dunque, ma come è stato possibile ottenere questo stato di conservazione della batteria? La risposta è da trovare nelle rigorose abitudini di ricarica del proprietario. Blenke alimenta la batteria ogni notte fino al 90% ed evita sistematicamente che l’energia disponibile scenda sotto il 20%. La maggior parte dei rifornimenti avviene presso il proprio domicilio con una stazione di Livello 2, ricorrendo alla rete pubblica Electrify America solo durante i viaggi più lunghi.

Non meno sorprendente è il bilancio della manutenzione meccanica. In oltre mezzo milione di chilometri, la Mustang Mach-E non ha mai richiesto riparazioni straordinarie. David ha sostituito sei set di pneumatici (con una durata media di 85.000 km per treno), cambiato i filtri dell’abitacolo sette volte ed effettuato puntualmente le revisioni di routine ogni 16.000 chilometri. Il dato più incredibile riguarda l’impianto frenante: la vettura utilizza ancora i freni originali di fabbrica, un risultato reso possibile dall’efficacia della frenata rigenerativa che riduce drasticamente l’usura di dischi e pastiglie.

Oggi, David Blenke si dice entusiasta del suo acquisto e non ha intenzione di fermarsi: il suo prossimo obiettivo è dimostrare che una moderna auto elettrica può tranquillamente raggiungere il milione di chilometri. La sua esperienza conferma che, con una gestione attenta dell’energia nonché una manutenzione rigorosa e tempestiva, l’auto alla spina invecchia meno del previsto.

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