La Gazzetta del Motorsport: Oliveira vince in Stiria e Sato fa il bis a Indy

24 Agosto 2020 0

In MotoGP Miguel Oliveira conquista la sua prima vittoria in carriera in classe regina al Red Bull Ring davanti a Jack Miller e Pol Espargaro. La vittoria del portoghese è anche la prima storica affermazione per il team Tech 3 di Hervé Poncharal e la seconda della stagione per KTM, che conferma la sua grande competitività proprio sul circuito di casa.

Oliveira vince in modo spettacolare il GP di Stiria infilandosi tra Miller (Pramac Racing) e Pol Espargaro (Red Bull KTM Factory Racing) all’ingresso dell’ultima curva mentre i due rivali sono impegnati in un duello serrato per contendersi il primo posto: il portoghese ne approfitta per fare un sorpasso millimetrico che lo vede passare per primo sotto la bandiera a scacchi.
La sua vittoria interrompe dopo cinque edizioni il predominio Ducati sul Red Bull Ring e per il brand austriaco è un nuovo successo dopo quello di Brad Binder in Repubblica Ceca.

Il quarto posto è per Joan Mir, sicuramente tra i più delusi del weekend: sembrava tutto pronto per la sua prima vittoria in carriera con la Suzuki, ma Maverick Viñales è rimasto pericolosamente senza freni e si è lanciato dalla sua Yamaha, che è finita a oltre 200 km/h contro le barriere, obbligando all'esposizione della bandiera rossa a 12 giri dal termine. Come lo scorso fine settimana, anche questa volta è stata necessaria una seconda manche.

Non è un buon fine settimana nemmeno per Andrea Dovizioso: il pilota della Ducati è quinto al traguardo, cercando di salvare un weekend decisamente più complicato rispetto al precedente, dopo una gara in cui ha dovuto faticare molto con le gomme. Nella prima parte, prima che la corsa venisse interrotta, era in grave crisi con la gomma media posteriore. Eppure con quella mescola ha lavorato per gran parte del weekend mostrando di avere un passo tale da poter ambire alla seconda vittoria consecutiva, ma fin dai primi giri ha capito che qualcosa non stava funzionando. Dopo il GP, il “Dovi” ha espresso la sua perplessità sul comportamento delle gomme, che pur essendo della medesima mescola hanno comportamenti differenti.

Il sesto posto è per Alex Rins, a conferma della grande crescita della Suzuki, di un soffio davanti a Takaaki Nakagami, il migliore dei piloti Honda. Alle loro spalle Brad Binder con la KTM, seguito da Valentino Rossi; il nove volte iridato è il migliore dei piloti Yamaha, a conferma del momento di crisi della Casa giapponese, alle prese con vari problemi di gomme, potenza e freni. Chiude la top ten Iker Lecuona, con la seconda KTM del Tech 3. Per Danilo Petrucci e l’altra Ducati ufficiale c’è solo l’11° posto, davanti all’Aprilia di Aleix Espargaro.

Continua la crisi di Fabio Quartararo, solo 13° al traguardo con la Yamaha del team Petronas, davanti a Johann Zarco (Avintia Ducati) e al compagno di squadra Franco Morbidelli. Sedicesimo posto per l’Honda ufficiale di Alex Marquez.

Quartararo continua ad essere il leader del campionato ma il suo vantaggio si è ridotto a 3 punti su Dovizioso.
Oliveira è il quarto vincitore diverso in cinque gare, a conferma di un Mondiale molto aperto, che si prende una pausa per tornare in azione in occasione del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini dall’11 al 13 settembre al Misano World Circuit Marco Simoncelli.
SATO FA IL BIS A INDIANAPOLIS

Questo weekend era anche quello della mitica 500 Miglia di Indianapolis, che Takuma Sato conquista per la seconda volta in carriera. Il portacolori del team Rahal Letterman Lanigan Racing beffa Scott Dixon nel finale grazie ad un periodo di “caution” nelle ultime fasi della gara.

Il pilota 43enne giapponese ex F1 aveva già vinto nel 2017 e l’anno successivo era arrivato terzo. Quest’anno torna al successo dopo un’edizione memorabile, molto combattuta dal primo all'ultimo giro e ricca di colpi di scena. Per la Honda è una giornata straordinaria, con ben quattro monoposto Dallara dotate del suo propulsore nelle prime quattro posizioni, grazie al quarto posto di Santino Ferrucci del team Coyne.

Il grande sconfitto è il cinque volte campione IndyCar Scott Dixon: il pilota del team Chip Ganassi Racing, al comando fin dal via ha imposto subito un ritmo indiavolato alla gara e ha condotto per ben 111 dei 200 giri. Alle sue spalle Graham Rahal, compagno di squadra di Sato. Marco Andretti, dopo essere partito dalla pole position, chiude solo in 13a posizione.

C’era molta attesa per la gara di Fernando Alonso, che taglia il traguardo solo al 21° posto. Il sogno della “Triple Crown” è decisamente rimandato: si tratta di un riconoscimento non ufficiale assegnato al pilota che nella propria carriera vince il Gran Premio di Monaco o il Campionato del Mondo di Formula 1, la 24 Ore di Le Mans e la 500 Miglia di Indianapolis. Finora l'unico pilota ad esserci riuscito nella storia è Graham Hill, che vinse cinque edizioni del Grand Prix di Monaco, il Mondiale di Formula 1 nel 1962 e nel '68, la 500 Miglia nel '66 e Le Mans nel '72.

Al due volte iridato di F1 manca proprio la mitica gara nell’ovale americano e per ora potrebbe essere il suo ultimo tentativo, considerato il suo imminente ritorno in F1 con la Renault. Il fuoriclasse spagnolo ha pagato la poca competitività della monoposto del team McLaren Schmidt motorizzata Chevrolet: già in qualifica aveva ottenuto solo il 26° tempo e la sua migliore posizione nel corso della gara è stato il quindicesimo posto quando ha saputo sfruttare bene le strategie e i periodi di “caution”; in realtà ha dovuto affrontare problemi di bilanciamento e altri guai tecnici.

Per vincere a Indy serve un vero top team, lo spagnolo ha pagato molto care le polemiche con la Honda quando correva per la McLaren in F1, e il Costruttore giapponese lo ha estromesso dai team di punta della Indycar. Ma la sfida per Alonso è solo rimandata.


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