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Dopo 50 anni Jensen torna con una nuova coupé

Dopo 50 anni Jensen torna con una nuova coupé per un’esperienza di guida analogica

Dopo 50 anni Jensen torna con una nuova coupé
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 14 gen 2026

Per i più giovani il nome Jensen Motors potrebbe non dire molto. Eppure negli anni Sessanta e Settanta il marchio britannico era tra i più noti nel panorama delle gran turismo, grazie a modelli come l’Interceptor, riconoscibile per l’inconfondibile lunotto panoramico. A differenza di altri marchi (come Aston Martin) Jensen ha vissuto diverse criticità che a metà degli anni Settanta ne hanno determinato lo stop. Ora, a distanza di cinquant’anni dalla fine della prima serie dell’Interceptor, il marchio si prepara a tornare con una nuova coupé, sviluppata da zero e costruita in modo artigianale.

Il nuovo progetto

A rilanciare il progetto è Jensen International Automotive (JIA), realtà fondata nel 2010 e conosciuta per aver dato nuova vita alla storica Interceptor attraverso operazioni di restomod, aggiornando la meccanica originale con motori GM moderni e dotazioni contemporanee. Questa volta, però, l’operazione è più ambiziosa perché per la prima volta nella sua storia, JIA si prepara a lanciare un modello completamente nuovo, costruito da zero, ma ispirato in maniera evidente alla silhouette iconica della coupé degli anni Sessanta.

Il nuovo modello nascerà su un telaio in alluminio progettato appositamente nel Regno Unito e sarà costruito interamente a mano da un team dedicato. Si tratterà di una vettura destinata a pochi, con numeri di produzione estremamente limitati e un livello di artigianalità che la colloca direttamente nel segmento delle auto da collezione. Il design, mostrato per ora solo in un teaser, riprende le linee essenziali della storica Interceptor, ma con un tocco contemporaneo. Il cuore sarà un motore V8, non prodotto internamente ma selezionato tra i più prestanti della produzione americana, come avviene già per le versioni restomod.

Uno degli aspetti più interessanti di questo progetto riguarda la filosofia che animerà questa nuova vettura. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza di guida analogica, un ritorno a sensazioni meccaniche genuine, lontane dai filtri delle assistenze elettroniche e dei sistemi digitali. Una proposta controcorrente che bisognerò vedere come verrà accolta da coloro che potranno permettersi questa vettura. Anche perché non è la prima volta che si tenta di far rivivere il marchio Jensen. Nel 2001, infatti, venne presentata la S-V8, una sportiva alimentata da un motore Ford, ma l’esperimento durò pochissimo. Questa volta, tuttavia, il progetto sembra più solido e più in linea con il gusto di una nicchia ben definita di appassionati. Il mercato delle vetture artigianali ad alte prestazioni vive oggi una fase che potrebbe giustificare la strategia di Jensen International Automotive.

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