Iveco può diventare indiana: via libera all'OPA di Tata dopo il sì di BCE e Consob
Completato il percorso delle autorizzazioni internazionali, l'offerta pubblica da 3,8 miliardi di euro partirà il 7 settembre, completando la cessione da parte di Exor.
Con il nulla osta rilasciato dalla Consob il 4 settembre 2026, si è sbloccata ufficialmente l’offerta pubblica di acquisto (OPA) volontaria totalitaria promossa dal gruppo indiano Tata Motors su Iveco Group. L’operazione, condotta tramite il veicolo societario TML CV Holdings, prenderà il via il 7 settembre e si concluderà il 26 ottobre 2026, consentendo agli azionisti di aderire a un prezzo di 14,1 euro per azione.
Necessarie diverse autorizzazioni internazionali
L’approvazione di Consob rappresenta l’ultimo passaggio formale necessario per l’avvio dell’offerta sul mercato. Lo scorso 1° settembre 2026 era giunto il via libera della Banca Centrale Europea (BCE) per l’acquisizione indiretta di partecipazioni qualificate in due istituti francesi controllati da Iveco: IC Financial Services SA e Cnh Industrial Capital Europe.
Questo benestare ha completato il percorso delle autorizzazioni internazionali dettato dalla presenza multinazionale delle due aziende. In precedenza, l’operazione aveva già ricevuto il parere favorevole della Financial Conduct Authority britannica per il controllo di Iveco Retail Limited e IC Financial Services UK, seguito il 24 giugno dal nulla osta della Banca di Spagna per Transolver Finance.
L’acquisizione e il ruolo di Exor
L’acquisizione, annunciata a luglio 2025 per creare un colosso globale da 22 miliardi di euro di ricavi aggregati e oltre 540mila veicoli l’anno, ha un valore di circa 3,8 miliardi di euro. Il successo dell’offerta è subordinato al raggiungimento del 95% delle adesioni, soglia che può scendere all’80% se l’assemblea straordinaria approverà le delibere di scissione e liquidazione successive all’offerta; il superamento porterà al delisting di Iveco da Euronext Milan.
A sostegno dell’operazione vi è l’impegno irrevocabile del primo azionista Exor (detentore del 27,06% del capitale ordinario e del 43,11% dei diritti di voto), che conferirà tutta la sua partecipazione e voterà a favore delle delibere assembleari collegate.
Le garanzie sul futuro di Iveco
Nelle relazioni ufficiali emerge l’impegno verso la tutela dell’identità dello storico marchio italiano e dei suoi lavoratori. Tata Motors ha assunto impegni non finanziari vincolanti per due anni che prevedono espressamente «il mantenimento della sede d’Iveco a Torino e l’assenza di chiusure di stabilimenti o ristrutturazioni materiali direttamente riconducibili all’operazione».
Inoltre, l’offerta è stata subordinata alla separazione del comparto Difesa (marchi IDV e Astra) ceduto a Leonardo il 18 marzo 2026, operazione che ha permesso a Iveco di distribuire un dividendo straordinario di 5,8216 euro per azione lo scorso 22 aprile.
Iveco Group, che nel secondo trimestre del 2026 ha registrato ricavi consolidati in crescita del 7,3% a 3.764 milioni di euro, si prepara così al closing definitivo previsto per i primi giorni di novembre 2026.