Istruttore di guida ubriaco a 203 km/h in autostrada: perde patente e lavoro
Un istruttore di guida francese fermato a 203 km/h con tasso alcolemico elevato.
Chi insegna dovrebbe essere ineccepibile in quella materia? Non necessariamente. È quello che ci si aspetterebbe, ma non è sempre così. Un istruttore di guida francese è stato intercettato dalla gendarmeria mentre percorreva un tratto autostradale a 203 km/h, su una strada con limite massimo di 130 km/h. 73 chilometri orari oltre il consentito. Il radar ha registrato tutto, ma le conseguenze peggiori sono arrivate dopo. I test alcolemici eseguiti sul posto hanno infatti rilevato un tasso molto elevato, trasformando un normale fermo per eccesso di velocità in una vicenda giudiziaria e professionale ben più articolata.
Due infrazioni, conseguenze doppie
La legge francese prevede un inasprimento delle sanzioni in presenza di circostanze aggravanti che si sommano tra loro. La guida in stato di ebbrezza combinata a un eccesso di velocità uguale o superiore a 30 km/h costituisce esattamente una di queste ipotesi. Con 73 km/h di eccedenza sul limite e un tasso alcolemico elevato, l’istruttore ha centrato entrambe le aggravanti.
Sul fronte della velocità, le forze dell’ordine possono procedere al ritiro immediato della patente di guida per un massimo di 72 ore, prima dell’eventuale sospensione amministrativa disposta dalla prefettura. A seconda delle circostanze, l’infrazione può essere trattata con una contravvenzione ordinaria oppure giudicata al tribunale di polizia, con pene accessorie che includono la sospensione della patente e il divieto di condurre veicoli a motore.
Per l’istruttore protagonista della vicenda la gendarmeria ha disposto la revoca immediata della patente, aperto un procedimento legale per l’eccesso di velocità e sospeso l’abilitazione professionale. Almeno fino alla seconda metà del 2026 l’uomo non potrà svolgere la propria attività. La multa, secondo quanto anticipato dalla corte, sarà particolarmente severa.
Perché tanto clamore?
La vicenda ha fatto molto clamore, tanto da superare i confini nazionali, soprattutto per il paradosso della figura coinvolta che rende l’episodio ancora più difficile da ignorare. L’istruttore di guida insegna il rispetto della sicurezza, il rispetto della segnaletica stradale e il mettersi alla guida in condizioni ottimali. In questo caso, l’uomo ha fatto sistematicamente il contrario di tutto ciò che, per contratto e per etica professionale, trasmette ai propri allievi.
Come fotografano i dati, anche quelli italiani, questi non sono episodi isolati. I dati della Polizia Stradale italiana per il 2025, infatti, riportano come siano stati oltre 11.000 i conducenti sanzionati per guida in stato di ebbrezza su quasi 821.000 controlli con etilometro, con 4.717 sinistri con feriti in cui almeno un conducente risultava positivo.
Forse vale davvero il detto evangelico del fare ciò che vi dicono e non ciò che fanno, distinguendo tra l’insegnante e l’insegnamento.
-
Fonte:
- Fonte