Contrabbando di carburanti dall’est Europa: fino a 5.000 euro per ogni consegna
Come funziona la rete del contrabbando internazionale di idrocarburi che attraversa il Friuli-Venezia Giulia. I trasportatori ricevono compensi da 5.000 euro a viaggio.
Il confine orientale dell’Italia si conferma uno dei varchi strategici più sensibili per il traffico illecito di carburanti, in un periodo storico di costanti aumenti di prezzo con il gasolio che ha superato i 3 euro al litro. Attraverso il Friuli-Venezia Giulia, infatti, flussi continui di autocisterne cariche di carburante di contrabbando entrano nel territorio nazionale per poi dirigersi verso le aree del Centro e del Sud Italia. È una filiera illegale che, in base alle stime fornite dalla Guardia di Finanza, genera un giro d’affari sommerso pari a centinaia di milioni di euro, garantendo alle reti criminali profitti stimati in decine di milioni.
Le rotte e lo schema evasivo
Le indagini coordinate dalle Fiamme Gialle hanno svelato la presenza di vere e proprie strutture organizzate di stampo internazionale. Come spiegato dal generale Stefano Commentucci, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, queste organizzazioni criminali vedono la cooperazione sia di soggetti italiani che di complici stranieri. La speculazione è possibile a causa delle marcate differenze di tassazione fiscale applicate sui prodotti petroliferi all’interno dell’Unione Europea. Sebbene la libera circolazione consenta l’acquisto e lo spostamento di gasolio da Paesi con prezzi alla pompa inferiori, l’illecito si realizza nel momento in cui il prodotto viene immesso sul mercato italiano evadendo completamente le accise dovute allo Stato.
Accanto al trasporto di carburante tradizionale, l’evoluzione del contrabbando ha dato vita al fenomeno del cosiddetto designer fuel o “carburante mascherato”. Si tratta di prodotti petroliferi modificati chimicamente, registrati sotto false diciture per occultarne la reale natura e bypassare gli obblighi tributari. Un esempio emblematico di tale inganno è emerso con il recente sequestro a Padova di circa 33.000 litri di benzina provenienti dalla Polonia: il carico era stato formalmente dichiarato come solvente, ma le analisi di laboratorio ne hanno dimostrato la perfetta idoneità all’autotrazione.
Il ruolo fondamentale degli autisti
L’enorme marginalità di questo business consente ai cartelli criminali di pagare profumatamente i corrieri incaricati del trasporto. Gli autisti delle autocisterne, considerati storicamente l’anello più debole della catena logistica, possono ottenere fino a 5.000 euro per un’unica consegna andata a buon fine. Si tratta di cifre che permettono di guadagnare diversi stipendi “normali” con un unico viaggio, ma che rappresentano un costo irrisorio per i vertici dell’organizzazione in confronto ai milioni di euro derivati dal traffico illecito. Senza la complicità di questi autisti, i carichi non potrebbero mai oltrepassare il confine e raggiungere il resto d’Italia.
I numeri del fenomeno
Le dimensioni dei controlli e dei relativi sequestri offrono un quadro chiaro della vastità del fenomeno. Solo nell’ultimo anno, in Friuli-Venezia Giulia sono state denunciate 80 persone e sono stati posti sotto sequestro circa 40 tra veicoli e rimorchi, unitamente a ben 150.000 kg di carburante sottratti alla tassazione. Estendendo lo sguardo a livello nazionale, tra il 1° marzo e il 31 luglio 2026 la Guardia di Finanza ha portato a compimento ben 1.371 interventi specifici sulle accise. Questo sforzo coordinato ha portato alla denuncia di 265 persone e al sequestro di oltre 20 milioni di kg di prodotti energetici illegali, oltre a ulteriori 6,5 milioni consumati in frode, svelando l’esistenza di depositi clandestini e distributori abusivi.
L’impatto sul mercato e i rischi per gli automobilisti
Le ripercussioni di questo mercato parallelo non colpiscono soltanto l’erario pubblico. L’afflusso di carburanti sottocosto crea infatti una grave alterazione della concorrenza commerciale, penalizzando i distributori e i benzinai onesti che operano nel pieno rispetto della legge. Esiste poi un rischio per la sicurezza degli automobilisti: l’utilizzo di carburanti adulterati o non conformi può provocare danni ai motori dei veicoli.
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Fonte:
- TGR Friuli Venezia Giulia