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Autobianchi A112, il render che immagina la citycar italiana in chiave moderna

A quarant'anni dalla fine della produzione, un render riaccende il dibattito sulla mitica Autobianchi A112

Autobianchi A112, il render che immagina la citycar italiana in chiave moderna
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 10 mar 2026

Esattamente quarant’anni fa (era il 1986) l’Autobianchi A112 smetteva di essere prodotta. In diciassette anni, l’utilitaria della casa automobilistica Autobianchi (che poi la sostituirà con l’altrettanto celebre Y10), era diventata qualcosa di più di una semplice city car. Attraverso le otto serie che si succedettero dal 1969 al 1986, l’Autobianchi A112 era diventata un riferimento generazionale, l’auto con cui molti italiani avevano imparato a guidare e la dimostrazione che una piccola auto poteva avere carattere senza rinunciare all’accessibilità. Oggi un render del designer Andrea Bonamore immagina come sarebbe in versione moderna.

Una city car perfetta per il mercato attuale

Il dibattito europeo sulle city car accessibili è tornato al centro della conversazione industriale, con Stellantis che ragiona pubblicamente sul futuro delle piccole auto elettriche nel Vecchio Continente. Ecco l’idea di ripensare alla A112. È un’auto piccola, italiana, e non appartiene a nessun brand attivo oggi, il che la rende un candidato ideale per una reinterpretazione.

Il progetto di Bonamore mantiene le proporzioni compatte della versione originale, pensata dichiaratamente per l’uso urbano. Il linguaggio stilistico è aggiornato con superfici più tese, passaruota marcati e una firma luminosa circolare al frontale che richiama il passato senza scivolare nella nostalgia. Il tetto a contrasto e la linea di cintura alta costruiscono un profilo che regge bene il confronto con i criteri estetici contemporanei. I cerchi dal disegno quasi aerodinamico suggeriscono una vocazione elettrica.

Sul piano tecnico il concept non ha specifiche ufficiali, ma l’ipotesi più credibile per una vettura di questo tipo resterebbe quella di un motore attorno ai 60 kW abbinato a una batteria compresa tra i 30 e i 40 kWh. Una formula sufficiente per l’uso urbano quotidiano, senza eccessi di peso (e di costo). Non è da escludere una soluzione mild hybrid, una motorizzazione sempre più apprezzata dagli automobilisti.

Per ora resta un concetto di fantasia

Va detto con chiarezza che non esiste nessun annuncio ufficiale. Nessun progetto industriale dichiarato, nessuna conferma da parte di Stellantis. Il render di Bonamore è un esercizio creativo, niente di più. Il fatto che abbia generato discussione racconta qualcosa di preciso sullo stato del mercato e sulla memoria di un pubblico che ricorda positivamente le city car italiane.

Ricordiamo anche che il marchio Autobianchi resta oggi di proprietà di Stellantis, che non ha mai avviato alcun progetto industriale per riportarlo sul mercato. Nel luglio 2024 l’allora CEO Carlos Tavares aveva escluso pubblicamente l’ipotesi che il Governo italiano potesse acquisire il brand per concederlo in licenza a costruttori cinesi intenzionati a investire in Italia, confermando che Autobianchi e Innocenti sarebbero rimasti nel portafoglio del gruppo.

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