Auto elettrica fa rima con casa e indipendenza energetica | Un caffè con Silla

03 Ottobre 2022 396

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"Procrastinare".... Oggi c'è forse una tendenza a procrastinare verso l'adozione dell'auto elettrica in Italia e non solo. Per parlare dello sviluppo della mobilità elettrica siamo andati a bere un caffè con Alberto Stecca, co-fondatore di Silla, azienda italiana che opera nel settore dell'e-mobility, producendo prodotti per la mobilità elettrica come la nota wallbox Prism. E Stecca ha le idee ben chiare su quali siano i problemi che portano le persone a ritardare l'adozione delle auto elettriche.

Oggi è sicuramente possibile per molte persone, non tutti valutano il passaggio alla mobilità elettrica con la giusta obiettività. Ci sono ancora contesti in cui la mobilità elettrica non è funzionale come quella tradizionale, come per chi fa molta strada. Comunque, nei prossimi 24-36 mesi ci sarà un'esplosione di nuovi modelli di auto sul mercato. Tante persone procrastinano il passaggio all'auto elettrica anche per resistenza al cambiamento. C'è una tendenza di andare incontro a chissà quale tipo di immenso disagio nel passare all'auto elettrica quando è solo una delle tante ansie, complici le molte informazioni sbagliate o fuorvianti che ancora girano.

L'inizio dell'avventura per Silla non è stato certo "semplice" visto che 6-7 anni fa il contesto era molto difficile e parlare di elettrico era quasi un tabù...

Ancora oggi ci sono persone che ci dicono che passeranno alle auto elettriche solo quando lo Stato fornirà un'indicazione su come rottamare le batterie.

Quando abbiamo iniziato 6-7 anni fa per cercare di capire come lavorare nell'elettrico, quando parlavi di questo argomento in ambito industriale non eri ben visto. Se avevi un'idea e andavi in banca a farti finanziare un qualcosa per ricaricare auto elettriche con energia solare, ti ridicolizzavano.

Io vengo da un ambiente di concessionari auto e ho sempre fornito servizi di mobilità, vendita e assistenza. Quando ho capito che nel tempo più gente si metteva a lavorare sulle batterie e sulle auto e più sarebbe potuto calare il prezzo, rendendo la mobilità elettrica più accessibile, allora mi sono detto che era solo questione di tempo. Questo è il futuro e voglio lavorare per far sì che si realizzi nel minor tempo possibile. Anche se quando abbiamo iniziato non era del tutto chiaro dal punto di vita scientifico come invece lo è oggi, già si capiva che l'auto non inquinava dove si muoveva. Pensando al domani, preferisco che le città siano pulite e che l'inquinamento sia concentrato dove si producono le batterie, perché in questi luoghi si può controllarlo meglio invece di avere milioni di fonti di inquinamento diffuse.


Alberto Stecca oggi guida un'azienda che guarda al domani. Abbiamo voluto capire da dove sia partita l'idea di Silla e da dove sia nata la volontà di passare dal mondo automotive tradizionale a quello del futuro.

La scintilla è nata incontrando Cristiano Grilletti con cui ho fondato l'azienda. Cristiano viene anche lui dal mondo automotive, ma dall'ambito industriale: è un elettronico, un hacker informatico, da sempre super sostenitore dell'elettrico e nel dialogo tra me e lui abbiamo capito che c'era la possibilità di fare qualcosa, partendo anche con poco e mettendoci mezzi nostri per finanziare lo sviluppo del nostro prodotto. Nel 2016 non c'era sul mercato un prodotto per valorizzare l'energia solare per ricaricare le auto elettriche.

Creare un'azienda che si occupa di soluzioni per la ricarica non è stato certo facile, soprattutto all'inizio. Ecco cosa ci ha raccontato Stecca della sua esperienza.

Nel 2016 ancora non c'era stata la pandemia, la crisi della fornitura delle componenti e la guerra. Sono fattori a cui tutto il mondo si è trovato impreparato. Credo che le startup abbiano molta più capacità di reagire alle crisi ma ci sono delle difficoltà che inevitabilmente possono portare alla "morte", come un lockdown che ti arriva nel momento in cui hai il magazzino pieno e sei pronto a far partire la produzione... e in quel momento ti chiudono l'azienda. Qui bisogna scegliere se pagare l'affitto dell'azienda o farti sfrattare di casa. Io sapevo che la nostra idea avrebbe funzionato. Per me era palese che avevamo in mano una soluzione che il mercato avrebbe prima o poi voluto e che si trattava solo di resistere. Nel frattempo le banche ci ridicolizzavano, ma più ne parlavamo e più trovavamo persone che ci volevano dare una mano: dai primi collaboratori, oggi dipendenti anche con ruoli importanti, al primo gruppo di soci che era un gruppo di clienti.

Silla ha voluto puntare al più complesso mercato privato e non a quello b2b dove parli con grandi aziende che a loro volta parlano con esercizi commerciali...

Noi viviamo in un indotto in cui ci sono tanti contesti in cui dipendi da qualcun altro, magari un grosso operatore come un provider energetico. La decisione non sta a te, puoi solo aspettare e sperare che sia come dicono. Se, invece, si vuole consumare l'energia prodotta con il proprio impianto solare e decidiamo di farlo, nessuno può farci aspettare. Nei condomini, però, non è semplice. Dovrebbe essere una cosa immediata perché, invece, dovrebbe essere molto più difficile vivere alla vecchia maniera. Dunque, abbiamo deciso di fare le cose che sappiamo che servono davvero alle persone per accelerare questa transizione. Del resto, la mobilità è fatta all'80% di quotidianità casa-lavoro. Le ricariche delle auto per questi viaggi possono essere gestite localmente con energia prodotta da fonti rinnovabili.

Per il futuro, si dovrà puntare su di una maggiore indipendenza di un ecosistema casa-mobilità.

L'infrastruttura pubblica si svilupperà, ma non bisognerà farci affidamento in tutti i posti allo stesso modo. In alcuni luoghi è fondamentale ma in altri no.


Stecca ci ha raccontato poi di come sta evolvendo l'industria con l'avvento della mobilità elettrica e di quello che c'è ancora da fare a livello europeo.

Siamo in un momento in cui non ci sono mai stati così tanti incentivi anche per lo sviluppo di nuovi prodotti. Fondi che vengono dall'Europa. Uno degli argomenti più discussi dalla stampa riguarda i "danni" dell'avvento della mobilità elettrica che porterà via l'industria automotive italiana e che consegnerà l'auto italiana al comparto asiatico/cinese.

Non si può negare che i cinesi abbiano un'esperienza assolutamente incredibile in questo settore, però l'obiettivo europeo è il 2035. Abbiamo tutto il tempo per mettere in piedi i nostri progetti per creare una nostra industria. Tante aziende grosse sono partite. L'auto elettrica più venduta in Europa è la 500 elettrica che viene prodotta in Europa e non in Cina.

Non sopporto vedere grosse aziende che fanno tagli con la scusa che la mobilità elettrica è arrivata troppo velocemente, quando invece avevano il tempo di farlo ma non hanno investito nella riconversione. Se guardiamo a Volkswagen, il costruttore tedesco è un'azienda europea che ha investito moltissimo sia nella riconversione degli impianti e sia in termini di training del personale.

Secondo un recente sondaggio, è crollato il numero di auto intestate agli under 25. I giovani non hanno più il sogno di avere a 18 anni l'auto che significava, per le passate generazioni, libertà. Forse perché i giovani stanno cambiando l'approccio alla mobilità e quindi stanno aspettando l'auto giusta per "nascere" direttamente elettrici?

Nel mercato auto in Europa, l'età media di un proprietario è di oltre 50 anni. Senza ombra di dubbio, con il passare del tempo, queste persone hanno visto l'avvento di una serie di prodotti finanziari nell'automotive ai quali oggi siamo, invece, abituati. Una volta, però, facevi solo il 20-25% di finanziamenti mentre da qualche anno si è arrivati all'80%. Più ci si va ad approcciare ad un pagamento mensile con una serie di servizi inclusi (come l'assicurazione), più si arriva ad un concetto di costo di utilizzo. Nel frattempo sono arrivati tanti servizi di sharing, forme di mobilità meno impegnative del dover acquistare un'auto. Il modello di proprietà, almeno per la mobilità urbana, sarà sempre più raro. La nuova generazione sta già adottando modelli più di condivisione che di utilizzo individuale. Questo significa che la transizione alla mobilità elettrica può portare anche ad una mobilità più sostenibile e meno consumistica. Infatti, facendone un po' tutti a meno, possiamo svuotare i centri abitati dalle auto.


A breve Silla porterà sul mercato un nuovo prodotto che è la soluzione chiavi in mano al problema su come far dialogare la casa con le batterie, le vetture e il fotovoltaico.

Quando oggi vuoi equipaggiarti con tutto il necessario per essere il più efficiente possibile (l'auto elettrica, un sistema di accumulo e l'impianto fotovoltaico) l'integrazione è molto complessa.

Immagina le pareti delle case che hanno questi sistemi. Puoi trovare pacchi d'accumulo, inverter degli accumuli, gli inverter del solare, un gateway di rete, il caricatore delle auto elettriche e magari l'ups. A forza di vedere pareti di questo genere, abbiamo cercato di capire se era possibile mettere tutto insieme facendo un sistema unico che garantisse la massima efficienza. Così ci siamo messo a farlo. Abbiamo presentato il concept all'Intersolar di Monaco e adesso ci stiamo dando da fare per portarlo sul mercato il prima possibile.

La cosa che mi piace di più è la ricarica bidirezionale perché credo sia la tecnologia che permetterà un ulteriore livello di efficienza. La possibilità di poter prendere l'energia dalle auto per le utenze o per passare l'energia dalle auto alla rete quando c'è bisogno potrà portare un beneficio enorme.

Perché 149 (il nome del nuovo prodotto)?

149 è il quadrato dei primi 3 numeri primi ed è un riferimento alla proporzioni di questo prodotto: 1 profondità, 4 larghezza e 9 altezza. Silla ha un certo occhio di riguardo verso il design dei propri prodotti. 149 è un prodotto bello esteticamente e molto futuristico.

Silla sarà presente al Salone di Parigi. Abbiamo quindi chiesto a Stecca di darci qualche anticipazione su quello che porteranno.

Sicuramente il tema centrale sarà l'integrazione della produzione delle rinnovabili con la mobilità all'interno dell'utenza domestica. Nell'ambito automotive, prima, non ci si preoccupava di quello che c'era a casa. Se i produttori di auto vogliono effettivamente avere una fetta di mercato importante nella mobilità elettrica, devono entrare con soluzioni dedicate all'utenza domestica. A Parigi dimostreremo, in un contesto legato all'auto, come un produttore di elettronica interpreta un proprio concetto di ambiente domestico evoluto dove le rinnovabili generate sul tetto sono integrate con le batterie che stanno nel veicolo, passando per tutta la gestione della casa.

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Commenti

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italba

Tu non hai dato una sola argomentazione che è una, hai continuato a ripetere sempre la stessa scemenza senza un briciolo di ragionamento, riferimenti o fonti. A questo punto ti dovrei anche rispettare? Gli insulti te li vai a cercare e te li meriti tutti, caro il mio trollino dilettante

fabbro

no, mi diverto a vedere come ricorri sistematicamente all'insulto personale con chi non è della tua opinione e ignori completamente le argomentazioni altrui tanto che ad una certa conviene trollarti che parlarti.
solo la storia sarà testimone della mia scemenza ma della tua incapacità ne è testimone il presente.

italba

Ossia, ti diverti a passare da sc###? Contento te...

fabbro

niente ma mi sto divertendo

italba

Tu non stai bene... Cosa ##### avrebbe a che fare uno stabilimento da fare in Italia (che, oltre tutto, tratterà dispositivi elettronici al CARBURO di silicio) con tutto questo discorso?

fabbro

trasformato da chi??
ci risentiamo tra qualche anno, a voi il covid, il lockdown e le crisi di questi due ultimi anni non vi hanno insegnato nulla

https://www. hdblog. it/hardware/articoli/n561784/stmicroelectronics-catania-chip-italia-ue/

italba

Io ti ho spiegato settordici volte che, per quello che ci dobbiamo fare, ci basta un bicchiere di latte al giorno, oltretutto estratto, prodotto, commercializzato e trasformato anche dalle imprese dei nostri stessi Paesi occidentali, e che oltretutto il "latte" (si sta parlando del silicio, non so se ci arrivi) è uno degli elementi più comuni sulla crosta terrestre. A questo punto, se hai un cervello appena normale, rispondimi nel merito dicendomi se è vero o no oppure vattene dove tu ben sai

fabbro

quanta rabbia, calmino.
il problema è che io ti parlo di latte e tu pensi al formaggio, purtroppo non tutti possono vedere il quadro completo e se da maggior importanza ai costi rispetto alla disponibilità non so come farti cambiare la visione ma non siamo qui per convertire nessuno, rimani convinto di cose che hai letto su due articoli.

italba

Senti, razza di quello che sei, tu stai scassando le OO da tre giorni insistendo sui materiali! Io ti ho detto, con riferimenti e link, che le miniere, l'estrazione dei materiali grezzi e la loro commercializzazione non hanno alcun valore rispetto ai costi esorbitanti ed alla tecnologia avanzatissima che serve per la loro trasformazione in prodotti finiti, ce la fai a capire ed a rispondere nel merito se non sei d'accordo o ti devo mandare una volta per tutte dove meriti di essere mandato?

fabbro

inutile discutere con chi non vuole capire la differenza tra proprieta, lavorazione e trasformazione dei materiali

italba

Invece a me sembra ovvio che tu ti stia arrampicando sugli specchi per cercare di avere ragione a tutti costi, dimostrando un notevole infantilismo.

La corrente elettrica si consuma anche quando non sei in casa, tra frigorifero, domotica e "lucette del telecomando" se ne va via più corrente di quella che consumi tu accendendo la luce o guardando la TV.

Inoltre tutte le lavatrici e le lavastoviglie sono dotate ormai di timer, basterebbe farle andare nelle ore di massima produzione da solare anche se non sei in casa.

Se installi anche dei condizionatori a po mpa di calore, poi, potresti spegnere il riscaldamento a gas durante il giorno ed adoperare i condizionatori al minimo così la casa la ritroveresti calda in inverno e fresca d'estate, riducendo i consumi di energia e di gas.

Basta informarsi ed avere un minimo di intelligenza, non ci vuole poi tanto

Sagitt

io non paragono nulla, dico solo che se i ragazzini hanno uno e non l'altro è perchè c'è un motivo.

italba

Non fare finta di non capire, "diversamente serio". Il soggetto sono sempre i materiali che servono per la tecnologia moderna, e tra questi il più importante è il silicio. Ti ho appena dimostrato, segui i link e informati, che chi tratta, raffina e produce il silicio sono compagnie americane, britanniche, giapponesi, tedesche e taiwanesi, oltre ai cinesi. Sei tu che hai cianciato di "guerre per il silicio", non so se ricordi...

italba

Ecco, appunto, il Corviale e Scampia sono proprio l'esempio di architetture sorte dal nulla e catapultate in una realtà avulsa senza tenere in alcun conto la storia, la cultura e la popolazione della zona. Più o meno come si è fatto molto tempo prima a Brasilia, ma lì per davvero non c'era niente e tutto intorno poi ci sono cresciute delle bellissime favelas che portano perenne vergogna a queste operazioni demenziali

Daniele Baldi

Lo penso fermamente anch'io. Bisogna fare città moderne da 1-2 milioni di abitanti. Sul mare. Così potresti avere tutti i servizi senza sprecare risorse. Speriamo prima o poi si capisca

FRENCY31

il problema con tanti italiani come te è che siete ancorati al passato che fu(magari secoli fa) mentre voi vivete al Corviale di Roma, alle Vele di Scampia o in uno dei tanti cubi di cemento armato chiamati condomini (dove vivono il 90% degli italiani)

stefano passa

l'phone non ti porta in giro , non ti da l'autonomia, ecc ecc , ma come fai a paragonare un monopattino con un auto , se devi fare 50 km lo fai col monopattino? se la sera vuoi andare in discoteca ci vai in monopattino?

stefano passa

concordo in pieno, ma vedo anche che cambiano i "gusti" , dell'auto non gli importa più di tanto, hanno altre mire i 18enni di oggi

stefano passa

le assicurazioni si pagavano anche 20 anni fa , come la benzina , il problema non è quello ma semplicemente cambiano i gusti e le esigenze , io per pagarmi il motorino andavo la notte a scaricare le cassette di frutta, tanto era la fissa di avere un motorino , un ragazzo di oggi non lo farebbe neanche se costretto

fabbro

quindi?non è che se cambi sempre il soggetto ad un certo punto il tuo discorso ha senso.
la richiesta di certi materiali sta aumentando in maniera esponenziale come la necessità di averli puri e il riciclo degli stessi è ancora molto complicato

italba

Ma proprio nessuno, un ecomostro come quello che hai descritto non avrebbe senso di esistere nemmeno nei fumetti. Se io avessi già dozzine di case grandi, belle, conosciute in tutto il mondo per la loro storia ed architettura non ci metterei nemmeno un centesimo sul tuo ammasso di catapecchie

Davide Nobili

Da quanto mi hanno riferito, come condominio possiamo mettere un solo impianto agevolato al 110%, per questo è stato (anzi sarà) messo su una sola palazzina.
Non abbiamo pargheggi a parte, i pochi che ci sono sono sotto la palazzina stessa.

italba

Se aveste messo il massimo possibile di pannelli solari su tutti i tetti e magari anche come tettoia sui parcheggi condominiali è probabile che sareste riusciti tutti, con una batteria di accumulo ed una centrale termica a po mpa di calore, ad azzerare la bolletta elettrica e del riscaldamento totalmente o quasi. Come dicevo prima il problema è solo burocratico e finanziario, le possibilità di migliorare l'ambiente e contemporaneamente risparmiare ci sono già oggi

italba

I pannelli fotovoltaici sono sempre fatti di silicio, razza di quello che sei, lo stesso identico materiale dei chip ma solo un po' meno raffinato. Viene dalle stesse miniere!

FRENCY31

provincialismo ! ! ! . . . sentiamo che nome gli metteresti tu ?
ti prego, non dirmi che volevi un nome inglese. . . ti prego

i soldini x comprarti la tua casa chi li ha messi ? ? ?

Davide Nobili

Comunque da quanto mi è stato appena riferito, la scelta di farla su una sola palazzina è dovuta dal fatto che altrimenti si superava il tetto di spesa massimo per il 110%.
Proporre una soluzione con costi fuori dal 110% avrebbe voluto dire rischiare che qualche condomino che già oggi fatica a pagare le rate condominiali, ti votasse contro, oppure, peggio ancora, che contestasse quanto concordato in assemblea dato che non raggiungiamo quasi mai 50% dei presenti e di conseguenza se solo uno si appella a quanto concordato, salta tutto.
Come ho detto nell'altro commento, ci è già andata bene che siamo riusciti a fare questo 110%, in condominio funziona così.

Paul The Rock

Dipende sempre da che contratto ai con il tuo fornitore. Comunque è sempre un risparmio rispetto al costo previsto. Quindi è sbagliato dire che la produzione giornaliera la perdi se non la usa perché alla peggio di abbassa il costo di pari energia usata la sera/notte.

Davide Nobili

Può anche essere, ma anche ammesso che avremmo messo il fotovoltaico su tutte le palazzine (3), quanto risparmio si avrebbe avuto a famiglia in concreto?

fabbro

siamo passati a parlare del fotovoltaico...come sei eclettico

italba

Se sono tutti impegnati vuol dire che lavorano, quindi qualcuno il 110% lo fa...

italba

Altra cosa che non sai, le materie prime, nelle quantità che servono, sono assolutamente ininfluenti e si possono trovare ovunque, inoltre le aziende che ne controllano estrazione e raffinazione non sono solo i "cinesi kattivi" che credi tu:


Il mercato mondiale del silicio è controllato da pochissimi fornitori, tra cui si annoverano il gruppo chimico giapponese Tokuyama, la statunitense Hemlock e la tedesca Wacker Chemie con sede a Monaco e REC Silicon (USA). I maggiori paesi produttori sono Cina, Giappone, Taiwan, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. Solo qualche anno fa, invece, il mercato del silicio “sufficientemente puro per uso fotovoltaico” era per il 90% prodotto solo dagli Stati Uniti, dalla Germania e dal Giappone.


Altri nomi ricorrenti: la fabbrica di Dalu in Cina, l’impianto della Evonik in Olanda e della Titan Energy in India.


Se parliamo poi dei wafer in silicio per il fotovoltaico: Nanosolar GmbH, PV Crystalox Solar GmbH, Siltronic AG, SolarTec International AG, Podolskiy Khimiko-metallurgicheskiy zadod OAO, Wacker Chemie AG, Gebr. Schmid GmbH, Siegert Wafer GmbH, Baoding Yingli new energy resources.

Fonte:
https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/silicio-dei-pannelli-fotovoltaici-da-dove-arriva

Ci vogliono pochi secondi per informarsi, fallo ed eviterai altre figure di #####

fabbro

io non ho mai parlato di valore, ma di bisogno di materie prime.
inizia tu a leggere quello che condividi perchè mi sa che ti manca qualche pezzo...ti consiglio giusto di leggere l'incipit del primo articolo postato

italba

Moltiplica pure ed otterrai pochissime tonnellate, assolutamente ininfluenti per quello che riguarda la costruzione dei chip in cui il 99,9999% del valore non è dato dai materiali ma dalla progettazione e dalle lavorazioni. Tanto per darti un'idea di tutto quello che non sai, gli impianti taiwanesi e coreani più sofisticati non potrebbero funzionare senza le macchine realizzate in Europa, e più precisamente in Olanda:

https://www.elettronicaemercati.it/sorpresa-e-leuropa-a-controllare-la-produzione-dei-semiconduttori-piu-sofisticati/
https://www.technologyreview.it/dentro-la-macchina-che-ha-salvato-la-legge-di-moore/

Fatti un favore, informati prima di scrivere altre ca####e ripetendo a pappagallo quello che ti hanno detto quelli che ne sanno ancora meno di te

italba

Facile rispondere, alla società che vi fa il 110% delle vostre bollette non frega assolutamente nulla e quindi ha progettato il minimo indispensabile per soddisfare il suo vero cliente, l'amministratore del condominio. L'amministratore, oltretutto, si è evitato un bel po' di seccature se avesse dovuto redistribuire l'elettricità ed i crediti elettrici ai condomini quindi tutti contenti, tranne voi che continuerete a pagare come prima

fabbro

trova un geometra e un'impresa disponibili oggi, non tra un anno o due e ti do ragione

fabbro

infatti usa e ue, come ti ho gia scritto, stanno creando le loro fonderie per evitare di rimanere legati a certi paesi...moltiplica quelle piccole quantità per i miliardi di chip fatti ogni giorno

Davide Nobili

Guarda che all'amministratore non credo cambi molto, anzi forse lui avrebbe interesse a fare più lavori, visto che prende la percentuale.
La società che ci sta progettando il 110% ci ha dato questa soluzione, non so dirti il perché, forse perché hanno calcolato che una sola palazzina bastava a soddisfare il fabbisogno delle spese comuni di tutto il condominio e installarne di più avrebbe prodotto un eccesso poi difficile da sfruttare o ripartire tra i condomini.
Di certo comunque anche se facevamo tutto il tetto di tutte le palazzine, dubito che ci sarebbe cambiata la vita dato siamo di fatto un palazzo di 7 piani

NULL
Rettore Università di Disqus

Ed eccoci all’insulto.
Mi sembra ovvio che tu invece non sia in grado di comprendere un testo davvero semplice.

Perché la mia premessa era proprio che se non sei a casa cosa non consumi energia prodotta dai pannelli.

Mi sa che la licenza elementare la devi prendere tu.

Cpt. Obvious

E chi lo ha detto?
Nessuno ha detto che non si deve fare, ma chi non può non è un fesso come è stato detto, semplicemente non può.

Sagitt

Questo se ti fanno lo sconto in fattura e se non fainl’accumulo ormai essenziale, in caso contrario saliamo a circa 18-20k, che nella migliore delle ipotesi estinguerai in 10 anni con una rata media di 200€ mensili, salvo sconto in fattura, di cui recupererai qualcosa una volta l’anno, sì certo risparmierai in bolletta assolutamente ma oggi che c’è la crisi, mentre prima di corrente un cristo medio spendeva forse 50 al mese, a tutto questo devi sommare l’assicurazione anti grandine & co, eventuali problemi nel tempo di manutenzione dei pannelli, la certezza che dopo 10 anni probabilmente l’accumulatore andrá smaltito a spese proprie e sostituito con uno nuovo e che i pannelli attorno ai 20 anni andranno sostituiti con nuovi e smaltiti perché già dopo 15 anni perdono potenza. Sicuramente nel limbo tra i 10 e i 15 anni avrai un risparmio assurdo a fronte peró di esser riuscito a sostenere l’investimento iniziale senza problemi. Da valutare comunque eventuali rotture fuori garanzia, e da sommare qualche costo burocratico. Chiaramente con uno sconto in fattura, ormai raro, la cosa diventa più conveniente. In tutto questo rimane un problema: se casomai dovessi cambiare casa per x motivi, sì riparte da 0 sperando di riuscire a vendere a qualcosa in più la casa per via dei pannelli, ma sicuramente meno di quanto sì è pagato.

Ripeto, i conti li so fare e mi sono scontrato con la realtà di molti amici e colleghi che pur avendo la predisposizione ci hanno rinunciato. Chiaro che c’è chi sta bene e puó affrontare con serenità una spesa simile.

Ultima cosa, se sì ha un’auto EV tutto quanto sopra sì dimezza ancora di più sottraendo la benzina spesa, peró se hai una EV sicuramente stai bene e non ti poni il problema a prescindere.

italba

Il trionfo del provincialismo, complimenti! Ovviamente i soldini per costruirla ce li metti tu, vero?

italba

Quindi stiamo parlando di quattromila euro da pagare magari in dieci anni, ai quali vanno sottratti i soldi che risparmi sulla bolletta elettrica? Ti rendi conto che stai parlando di qualche decina di euro al mese?

italba

Non sto certo dicendo che tutti debbano installare i pannelli solare domani mattina e comprare l'auto elettrica domani sera rottamando l'auto a pistoni appena comprata, ovvio che per queste cose ci vorrà tempo. Ma, come tutte le produzioni industriali, più si diffondono e meno costano, sono sicuro che tempo cinque o sei anni le auto elettriche costeranno quanto quelle "normali" e i pannelli solari costeranno poco più delle tegole

italba

Te lo spiego io il perché, l'amministratore ha fatto installare un impianto sottodimensionato tanto per avere un'etichetta green e far passare così il 110%. L'illuminazione di sei piani di scale con lampade a led è già tanto se richiede 500 W, diciamo 5 kWh al giorno perché la luce non rimane sempre accesa. Il motore dell'ascensore è da 3 o 5 kW al massimo, l'ascensore di una palazzina si muoverà per neanche un'ora al giorno quindi facciamo altri 5 kWh. Un impianto solare da 3 kW, 25 metri quadri in tutto, produce dai 7 ai 15 kWh al giorno, sul tetto di una sola palazzina ce ne potevano stare dieci volte tanto

italba

Mi sembra evidente che tu non sia un matematico, ma da quello che scrivi non hai nemmeno preso la licenza elementare.

Ti sei infatti dimenticato di contare l'energia elettrica che consumerai direttamente dai tuoi pannelli solari, ed ogni kWh (NON kW) che consumerai dall'energia autoprodotta sono 60 centesimi in meno che dovrai pagare sulla prossima bolletta.

Inoltre chissenefrega se tu hai i consumi elettrici di un monaco eremita, ovviamente queste cose le fanno coloro che hanno dei consumi elettrici importanti, magari il riscaldamento a po mpa di calore o l'auto elettrica.

P.s. Un impianto solare da 3 kW, tipica potenza per uso familiare, genera dai 7 ai 15 kWh al giorno

https://www.fotovoltaiconorditalia.it/idee/quanto-produce-impianto-fotovoltaico-3-kw-anno

FRENCY31

ADRIA
(in onore del Mar Adriatico)
suona bene secondo me
a me piace molto
. . . no ? ? ?

PS; c'è già un paesino nella bassa di Rovigo ce si chiama cos, ovviamente, dovrà essere rinominato in qualche altro modo

italba

Una comunità energetica potrebbe essere anche solo un condominio

italba

Evidentemente qualcuno preferisce guardarsi il grande fratello anziché investire oggi per risparmiare dopo

italba

E nemmeno se stai in affitto, ma guarda un po'... Non è che se qualcuno non può allora non si deve fare nulla, eh!

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