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Approvato il Decreto Mims, le novità per favorire la mobilità sostenibile

Approvato in via definitiva dalla Camera il decreto del Mims

Approvato il Decreto Mims, le novità per favorire la mobilità sostenibile
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 4 ago 2022

Con la conversione in legge del "Decreto Mims" arrivano anche alcune novità che vanno a toccare le eBike, le macchine elettriche utilizzate dai disabili e le infrastrutture di ricarica. Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ha commentato:

Con la conversione in legge del “Decreto Mims”, il secondo varato in poco più di dieci mesi, si rafforza ulteriormente il vasto insieme di riforme approvate negli ultimi 18 mesi e orientate a realizzare una trasformazione sistemica e integrata delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto, in linea con le politiche europee del Green Deal e l’impegno del Ministero per la sostenibilità e la riduzione delle disuguaglianze.

MOBILITÀ SOSTENIBILE

Entrando nei dettagli, per favorire la mobilità sostenibile, anche alle persone disabili, le macchine elettriche ad uso di persone con disabilità potranno circolare nelle piste ciclabili, oltre che nelle aree pedonali. Inoltre, viene consentito ai titolari di patenti B di guidare un veicolo ad alimentazione alternativa fino a 4,25 tonnellate, rispetto alle attuali 3,5 tonnellate.

Parlando invece della ricarica, viene attribuita una qualificazione giuridica alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici e alla loro collocazione nelle diverse aree della sede stradale, a seconda della tipologia di strada (in particolare, le colonnine di ricarica collocate nelle aree di servizio vengono ricomprese nelle "pertinenze di servizio").

Con l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e favorire la mobilità sostenibile, è stato deciso che le biciclette a pedalata assistita che vengono manomesse sono equiparate ai ciclomotori, con il conseguente assoggettamento agli obblighi previsti per questi ultimi (targa, assicurazione, patentino) e con la previsione di sanzioni specifiche per chi le modifica e chi le utilizza.

Inoltre, biciclette e monopattini elettrici sono inseriti nella classificazione dei veicoli per assicurare loro un inquadramento giuridico più chiaro.

Vale la pena poi menzionare, tra le novità del decreto, l'introduzione di incentivi a livello nazionale per favorire la transizione ecologica nel settore della nautica da diporto, finalizzati alla sostituzione di motori endotermici con quelli elettrici.

PIANO MOBILITÀ CICLISTICA

Contestualmente alla notizia della conversione in legge del "Decreto Mims", il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha fatto sapere che il Piano Generale della Mobilità Ciclistica 2022-2024 ha avuto il via libera dalla Conferenza Unificata. In particolare, questo piano prevede un finanziamento, già assegnato, pari a 943 milioni di euro, su un valore complessivo di 1,2 miliardi. Il Piano, previsto dalla legge 2/2018, contiene una programmazione di lungo periodo per migliorare e potenziare i sistemi di mobilità ciclistica urbana e interurbana, in linea con le indicazioni europee.

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Commenti Regolamento
u
untore 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti sono illegali e il manettino è un optional.

C
Chargeman 01 Jan 1970 @ 00:00

Per prima cosa si dovrebbe emanare delle regole per poter dire che la pista ciclabile è davvero uno pista ciclabile. Ho visto piste ciclabili disegnate con lo spray sui marciapiedi che passavano dove in realtá c'è il dehor di un bar.

B
Black_Codec 01 Jan 1970 @ 00:00

Li fanno a forma di scooter con i pedali, manca solo la targa ma la legislazione prima non la prevedeva quindi facevano come volevano, ora non so bisognerebbe leggere il decreto per intero.

B
Bellerofonte 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è già così!!!
Io penso che un governo eletto solo grazie all'astensionismo, qualunque esso sia, avrebbe i giorni contati. L'unica cosa che spaventa la politica è la disaffezione per la medesima.

Credere che con questo sistema, il governo di turno farà ciò che serve per risolvere i problemi è utopistico, come la storia ha dimostrato.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora, in teoria, se la strada è stretta non riusciresti a sorpassare senza valicare la linea continua nemmeno se fossero in fila indiana, figuriamoci in coppia.

Riguardo la sicurezza: gli incidenti dove sono coinvolti ciclisti, sono sempre in fila o da soli, quasi mai in gruppo, ecco perchè la polizia nella maggior parte dei casi, se non sempre, non sanziona l'infrazione.

Pedalare in coppia è previsto solo se uno dei due è minore di 10 anni.

M
Man3 🐺 01 Jan 1970 @ 00:00

Eppure quando eravamo giovincelli, andavamo tutti in bici. Giravamo tutta la città prima di sapere cosa sono le piste ciclabili, si saltava sui marciapiedi e sugli sterrati, di conseguenza si cambiava un cerchione all'anno. :-P

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Eh, la linea continua purtroppo c'é.
Quindi sono Km dietro ai ciclisti o qualche rischio da prendere.
In ogni caso, in coppia é diverso da in gruppo, anche per quanto riguarda la sicurezza dei ciclisti.
Se non ricordo male, in coppia puó essere fatto anche epr il nostro CdS in situazioni specifiche.
Non puoi fare il gruppo stile giro d'Italia, che é una cosa diversa.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Niente, tranne la linea continua, impedisce di sorpassare invadendo la corsia opposta. Ma se ci fosse la linea continua e fossero in fila indiana, allora un sorpasso a filo manubrio e senza rallentare sarebbe pericoloso.

In UK le strade non sono più larghe delle nostre, anzi. Eppure da qualche anno è stato modificato il Codice permettendo di pedalare in coppia, proprio per garantire maggiore sicurezza a chi pedala.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Così altri decidono per te.

Inoltre, meno persone votano, piú si da potere ai clientelismi, alle lobby, etc.

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

Un sacco di gente fa già così, e indovina? Vengono eletti e governano lo stesso!
Quindi che ci ricavi a non votare?

F
Funz 01 Jan 1970 @ 00:00

Rischi multa e parecchie rogne perché stai girando con un ciclomotore senza casco, targa, segnalatori eccetera.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Che le strade in cui i ciclisti adorano venire da queste parti non sono abbastanza larghe per mantenere la giusta distanza dal ciclista senza invadere la corsia opposta.

Il volante a DX era una battuta sul fatto che poi dovrei guidare all'inglese.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho capito la cosa del "volante a destra". Comunque sia, è proprio per levar d'impaccio l'automobilista che pedalano in gruppo, così per sorpassare rallentano e, se è libera e non c'è la line continua, sorpassano nella corsia opposta, così come vorrebbe il CdS e il buon senso ;)

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Generalmente lo faccio, il problema è che poi mi serve il volante a destra.
O mantengo il metro e mezzo di distanza dal ciclista o non invado la corsia opposta.
Posso scegliere quale delle due infrazioni compiere.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Se stare in fila indiana obbligasse chi sopraggiunge a rallentare e sorpassare mantenendo una "adeguata distanza laterale", evitando di farlo a filo manubrio mentre incrociano un altro veicolo, allora sì ma siccome non accade, è più sicuro pedalare in gruppo o in coppia.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Basta che, in allenamento, stiano in fila e non in gruppo.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

È molto più assurdo (e pericoloso) mischiare diversi tipi di ciclisti.

B
Bellerofonte 01 Jan 1970 @ 00:00

Lo so bene! Non esiste nessuno degno di essere votato, il problema risiede nel sistema, in questa democrazia fasulla, dove, finché non rompi i c0gl1on1 ai vari Onofrio del Grillo, ti lasciano stare, perché per quanto riguarda la normale e quotidiana amministrazione il popolo non conta un c#az4o, ma non lo sa o vuole far finta di non saperlo.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, perchè le piste ciclabili NON servono.

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Io infatti avevo capito quello..che le auto elettriche ad uso dei disabili potevano salire sulle piste ciclabili..

E
Ennio 01 Jan 1970 @ 00:00

Se facessero targare le bici elettriche sarebbe ancora meglio..visto che li vedo spesso in mezzo alla strada come un motorino qualsiasi..a velocità sostenuta con il rischio di mettere sotto qualcuno..

G
GeneralZod 01 Jan 1970 @ 00:00

La storia è recente. Abbiamo già votato "quelli del cambiamento" e dei "vaffa" al grido di "honestà".

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Esatto, quindi non sono piste ciclabili ma strade percorribili in bici

B
Bellerofonte 01 Jan 1970 @ 00:00

Al netto dei tuoi riferimenti storici e delle diverse epoche in cui si sono verificati, non si può negare che, quando rompi qualcosa, poi devi ricostruire. Purtroppo, non è automatico costruire imparando dagli errori recenti...
La situazione peggiore è stare come siamo, senza speranza...

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi se non è specificato un disabile può andarci in Tesla se riesce :D
Per me "apparecchi o ausili per disabili" sarebbe più opportuno, tant'è

a
ameft 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello sono. Secondo me non è scritto male, è che molti se leggono macchina capiscono auto, ma il significato non è quello, è molto più generico. Un'auto è una macchina, una macchina non è solo un'auto.

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi è scritto male il decreto o l'articolo, perchè altrimenti sarebbero carrozzine o scooter elettrici per disabili

a
ameft 01 Jan 1970 @ 00:00

Una macchia elettrica per disabili non è un'auto eh.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma non ci penso nemmeno.

M
MatitaNera 01 Jan 1970 @ 00:00

E' colpa degli alberi eh

M
MeddLife 01 Jan 1970 @ 00:00

è in tutta europa così, non capisco dove sia il problema

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Ok, quelle a tre o, come queste, a quattro.
Magari invece di usare la parola "macchine" avrebbero dovuto usare il termine "scooter" o "piccoli mezzi" o anche un vago "dispositivi"

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma per quelle velocità è comprensibile. Probabilmente sarebbe anche più corretto che girino su strada normale vista la velocità

G
GeneralZod 01 Jan 1970 @ 00:00

I have a dream, tutti gli italiani a casa ed urne vuote. A seguito, piccola rivoluzione per dirgli di andarsene a casa, una volta e per sempre. E senza più paga. Purtroppo la storia spesso insegna che dopo le rivoluzioni si sta assai peggio.

G
GeneralZod 01 Jan 1970 @ 00:00

Molti prodotti cinesi hanno il "manettino" per accelerare anche senza pedalare. In giro ne vedo a bizzeffe.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Quindi basta una divisa colorata e agiriamo le restrizioni, un pò assurdo come cosa.

L
Lunariano 01 Jan 1970 @ 00:00

Molti attraversano ancora con il rosso pensando di essere speciali… veda un po’ lei

B
Bellerofonte 01 Jan 1970 @ 00:00

Le piste ciclabili sono progettate e costruite tanto bene che potrebbero favorire la mobilità area aprendole al decollo e atterraggio degli aerei...

Politici c0gl1on1, ma cittadini peggio.
Le prossime elezioni dovrebbero essere disertate!

u
untore 01 Jan 1970 @ 00:00

Le biciclette modificate con l’acceleratore erano già multabili, l’hanno solo messo nero su bianco perchè in Italia devi dirglielo che a *pedalata* assistita significa che ti tocca pedalare per andare avanti.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Le s-pedelec (cat. L1e) esistevano anche in Italia solo che in Italia (ma immagino anche altrove) non erano state ancora recepite dal CdS con le modalità definite dalla Comunità Europea e valide in tutta Europa

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Quella poteva essere una condizione ma non è mai stata specificata malgrado molte associazioni l'avessero chiesto più volte.

Anche un cicloamatore è considerato un agonista e come un cicloturista può tesserarsi

- art 182 co 9
"I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate ovvero sulle corsie ciclabili o sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile, quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalita' stabilite nel regolamento. ..."

h
heysiri 01 Jan 1970 @ 00:00

Nonostante sappia la pronuncia corretta preferisco pronunciarlo "memes" perché è così che mi sono abituato.
Comunque non suona male "Decreto Memes" ;)

A
Alessio 01 Jan 1970 @ 00:00

più che gradini, dalle mie parti ci sono delle vere e proprie RAMPE DI LANCIO

M
Michele Cianci 01 Jan 1970 @ 00:00

Che poi in altri paesi europei esistono già e si chiamano s-pedelec, con velocità fino 50km orari... ovviamente anche all'estero ci vogliono targa e assicurazione

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Evidentemente chi tra i due non ha mai messo un pedale fuori dall'Italia per non sapere come gestiscono la ciclabilità nelle vie strette non sono io.

NB
Nei centri storici non puoi sfrecciare né in automobile e nemmeno in bici, né puoi farlo "senza proccuparti troppo di gente e ostacoli".

M
Michele Melega 01 Jan 1970 @ 00:00

Se ti riferisci alle strade dei centri storici, basta evitare di farci passare le auto, non è difficile, si fa in tutto il mondo.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho letto l'articolo, ma questi sportivi non dovrebbero essere almeno tesserati in qualche associazione che pratica il ciclismo a livello agonistico ?

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma è questo il punto, poterci andare in bici ed essere ciclabile sono 2 cose ben diverse (nei centri storici puoi girare in bici ma piano piano e con molta attenzione, nelle ciclabili sfrecci a velocità di motorino senza proccuparti troppo di gente e ostacoli, in quanto NON DEVONO essere presenti), non so se ne hai mai vista una vera fuori dall'Italia

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Il riferimento non è alle 'biciclette' ma a quelle elettriche, diverse da quelle a pedalata assistita (250W - 25 kmh), le uniche ad essere state equiparate da anni alle bici classiche (art 50 CdS)

Quindi qui, quelle di cui si parla, sono le bici rientranti nella categoria L1e con un motore non oltre i 4 kW e una velocità non superiore a 45 kmh che pur esistendo da anni non erano mai state inserite nel CdS

D
Davide Mosezon 01 Jan 1970 @ 00:00

Andrei più spesso in bici se mi sentissi più sicuro e se le ciclabili fossero di più e in condizioni migliori.
Spesso ahimè le ciclabili sono messe a ridosso degli alberi che dopo pochissimo, a causa delle radici, creano pericolosissimi gradini.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

In un passaggio del comma 9 dell'art 182 si fa riferimento al divieto di circolazione sulle ciclabili ad "alcune categoria di essi" riferendosi ai ciclisti, rimandando le modalità al regolamento dove però (all'art 377 dedicato alla Circolazione dei velocipedi) non se parla. Ora è facile presumere che la categoria a cui ci si riferisce siano i ciclisti sportivi, i quali non ce li vedo allenarsi su una ciclabile piena di interruzioni e percorsi improbabili, destinata al passeggio o al ciclista urbano. Non sarebbe sicuro per loro ma nemmeno per gli altri.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello che l'utente (giustamente) 'dice' è che nei centri storici o nelle piccole cittadine dove le strade sono strette (anche se spesso lo sono perchè occupate da una/due file di auto in sosta) non serve che ci sia ANCHE una ciclabile, perchè sono già ciclabili per loro natura

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Ecco, anche quello ovviamente. E gli sportivi non sono speciali. Devono usare anche loro la pista ciclabile.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Ovviamente no finora le bici elettriche non erano inquadrate in nessun ordinamento giuridico, l'equiparazione non c'era in termini legislativi. Sai anche se una cosa a te può sembrare ovvia, se non c'è una legge specifica non ha validità nessuna ovvietà come per esempio il paragrafo sulle bici modificate che NON erano considerate motorini. Insomma io sarò spocchioso, ma le tue critiche sono sterili e fatte con superficialità e non certo con "umitltà". Lamentiamoci a priori insomma, siamo in Italia del resto ed è un pò il nostro sport nazionale.

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

... e "quando c'è una pista ciclabile disponibile" multe ancora più pesanti per chi ci parcheggia/sosta.

NB
Se la pista è esclusiva, ben manutenuta, comoda e sicura i ciclisti (tranne gli sportivi) la usano.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo, coi sampietrini e la folla di pedoni. Ma hai mai vista una VERA pista ciclabile?

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

Certo certo.... molto "di sostanza" la tua risposta.
Pure le bici sono "veicoli" da sempre .... ed essendo state equiparate da mesi, la tua spocchia è immotivata come la mia fin troppo manifesta umiltà

w
wandroid✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti la maggior parte dei centri storici sono assolutamente ciclabili per loro natura, perché di solito le auto non sono ammesse o devono andare ad una velocità ridotta, ergo la sicurezza è nettamente maggiore. Quindi no, i ce tri storici FAVORISCONO la ciclabilità, non la limitano

G
Giorgio 01 Jan 1970 @ 00:00

"per favorire la mobilità sostenibile le macchine elettriche ad uso di persone con disabilità potranno circolare nelle piste ciclabili, oltre che nelle aree pedonali"

A me pare preoccupante ma fortunatamente mi sono trasferito in paese dalla città 10 anni fa quindi mi tocca veramente poco.

h
heysiri 01 Jan 1970 @ 00:00
macchine elettriche ad uso di persone con disabilità

Penso intendano questo tipo di veicolo per anziani https://uploads.disquscdn.c...

h
heysiri 01 Jan 1970 @ 00:00

Nella nostra città di medie dimensioni stanno costruendo un'unica pista ciclabile che attraversa tutta la città. Il problema è che la costruiscono a pezzettini, un pezzo qua e uno là, e molto lentamente con gli anni li stanno collegando

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Allora si, ma spesso sono pure in collina e distanti Km l'uno dall'altro.

Non sarebbe la situazione ideale nemmeno se ci fossero le ciclabili, anche quando la strada é decentemente larga.

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Io nel raggio di 50 km ho solo una pista ciclabile, questa collega 2 frazioni di mare e ad un certo punto si interrompe con un terreno privato nel mezzo (20/30 metri) e l'unica alternativa è aggirarlo lato spiaggia, poi una volta superato la pista ciclabile diventa sterrato per mezzo chilometro e poi torna "praticabile" con qualsiasi bici.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

No no, parlo proprio dei paesi in generale, di fatto nel medioevo la stragrande maggioranza dei paesi italiani già esisteva (se vai al vaticano trovi proprio antichi arazzi che li rappresenta tutti), ed ovviamente a quei tempi non pensavano certo a fare strade larghe per automobili e biciclette

D
Dark!tetto 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è che sia difficle capire cosa vuol dire "macchine elettriche ad uso di persone con disabilità" che non sono ne le auto elettriche, ne la EMI. Anche sul secondo punto fai confusione, monopattini e simili fino ad oggi non rientravano nella definizione di veicoli per il CDS, ora vi è una regolamentazione specifica che prevede degli obbligi.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Oddio, se intendi i centri storici delle cittá medievali, sono quasi sempre giá pedonali, non servono ciclabili, sono giá ciclabili in se.
Il grosso del problema sono le periferie (dove qualcosa si puó fare) e i paesini sparsi, dove invece non fai proprio niente.

S
Surak 2.04 01 Jan 1970 @ 00:00

"Entrando nei dettagli, per favorire la mobilità sostenibile le macchine elettriche ad uso di persone con disabilità potranno circolare nelle piste ciclabili,"

Cosa... cavolo...vuol...dire???
Forse intendono quelle specie di motorini a tre ruote, non certo le auto elettriche o manco roba tipo AMI altrimenti vorrebbe dire mettere a rischio di morte i ciclisti, oltre al fatto che non ci passano nella maggior parte dei casi (di certo non senza occupare entrambe le corsie ciclabili).
Poi ci sono ripetizioni dell'ovvio tipo le bici elettriche truccate, che già oggi diventano motorini (se superi certe potenze... che vuol dire la stessa cosa) o le bici e monopattini come veicoli (che forse il codice finora li considerava "prodotti da forno"?).
Poi soldi ai ricchi per baloccarsi con la barchetta e soldi che finiranno alla nota multinazionale calabrese con la scusa delle ciclabili (e più sono fatte male e più c'è ciccia)

T
Tony Musone 01 Jan 1970 @ 00:00

L'art 50 del CdS riconosce già le biciclette (anzi, i velocipedi) come 'veicoli a due ruote' così come quelle a pedalata assistita (con potenza fino a 250 W e una velocità fino a 25 kmh) a cui sono equiparate.

Qui il riferimento è alle bici elettriche, L1e, con potenza minore di 4 kW e velocità fino a 45 kmh, che fino ad oggi non venivano citate nell'articolo 47.

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

La fregatura è che l'Italia è stata creata principalmente nel medioevo, con strade in cui passano a malapena le automobili, figuriamoci mettere anche le ciclabili.
Poi per carità, ci sono posti dove la cosa potrebbe anche funzionare (espropriando terra agli agricoltori però) ed altri, come la Lombardia (con migliaia di paesi tutti ammassati), dove la vedo molto dura

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Servono piste ciclabili serie per poter collegare i paesi tra di loro e per poter girare in città in sicurezza.
E multe pesanti se si è in strada con bicicletta o monopattino quando c'è una pista ciclabile disponibile

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahhhhh, ok, così sì che ha senso

A
Ansem The Seeker Of Lossless 01 Jan 1970 @ 00:00

Nell'articolo specifica solo quelle modificate

A
Antsm90 01 Jan 1970 @ 00:00

"Le novità per favorire la mobilità sostenibile"

"Le biciclette a pedalata assistita sono equiparate ai ciclomotori, con il conseguente assoggettamento agli obblighi previsti per questi ultimi: Targa, assicurazione, patentino"

Direi ottimo modo per favorire la mobilità

p
pilistation 01 Jan 1970 @ 00:00

siamo arrivati al 2022 per identificare il veicolo bicicletta come, appunto, veicolo?

h
heysiri 01 Jan 1970 @ 00:00

Curioso che Mims ha la stessa pronuncia di Memes. Coincidenze?