Rete di ricarica per le auto, come siamo messi in Italia? Il rapporto di Motus-E

26 Gennaio 2022 139

L'infrastruttura di ricarica è sicuramente una tematica su cui si sta dibattendo molto in Italia. Infatti, da più parti si chiede un'accelerazione per realizzare una rete davvero capillare che possa consentire la diffusione delle auto elettriche. Ma a che punto siamo davvero in Italia? Cosa si dovrebbe fare per accelerare la creazione di questa rete? Si tratta di quesiti a cui prova a rispondere l'ultimo rapporto di Motus-E che scatta una fotografia dello stato dell'infrastruttura di ricarica in Italia.

LA RETE CRESCE

Nonostante il 2021 sia stato difficile a causa dell'evoluzione della pandemia, il rapporto mette in evidenza una crescita sia della rete di ricarica in Italia e sia della diffusione delle auto elettriche. Rispetto al 2020, i punti di ricarica, in Italia, sono aumentati del +35%, corrispondente a +6.700 unità. Nello specifico, a dicembre 2021 in Italia erano presenti 26.024 punti di ricarica e 13.233 infrastrutture (stazioni o colonnine) in 10.503 location accessibili al pubblico.

Rispetto alla prima rilevazione di Motus-E di settembre 2019 (10.647 punti di ricarica), si registra una crescita del +143% e una crescita media annua del +48,4%. I dati del 2021 riguardano, evidenzia Motus-E, le infrastrutture installate. Infatti, il 13% risulta ancora non attivo. Un dato importante ma comunque inferiore rispetto al passato. A dicembre 2020 era pari al 22%, sceso poi al 15% a giugno 2021, ed al 12% a settembre 2021. Si tratta di un segnale che si sta lavorando per accorciare i tempi di attivazione delle nuove colonnine, spesso molto lunghi anche a causa di lungaggini burocratiche. Tuttavia, si può fare ancora di più per ridurre al minimo i tempi di attesa di attivazione delle nuove colonnine.

ANCORA POCHE FAST

Il rapporto, poi, si sofferma nel raccontare le caratteristiche tecniche dell'infrastruttura di ricarica italiana.

In termini di potenza, il 94% dei punti di ricarica è in corrente alternata (AC), mentre il 6% in corrente continua (DC).

Più nel dettaglio, il 17% dei punti è a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 73,6% a ricarica accelerata o veloce in AC (tra più di 7 kW e 22 kW), un 3,6% fast AC (fino a 43 kW), un 3,6% fast DC (fino a 50 kW) e le restanti ultraveloci (o ad alta potenza), di cui l’1,5% fino a 150 kW e l’1,0% oltre i 150 kW.

Nonostante non ci siano ancora molti punti di ricarica Fast in senso assoluto, rispetto al 2020 la crescita è stata importante.

A fronte di un aumento totale del +5% dei punti di ricarica tra settembre e dicembre, quelli con potenza compresa tra 44 e 50 kW crescono del +23%, quelli oltre i 50 kW del +11% e quelli sopra i 150 kW crescono del +45%.

Dunque, in Italia la rete sta crescendo. C'è comunque ancora da lavorare sicuramente sui punti Fast e Ultrafast che sono molto importanti in quanto permettono agli utenti elettrici di poter viaggiare anche su lunghe percorrenze. Ovviamente, è importante collocare le giuste tipologie di colonnine in base ai contesti. Per esempio, i punti Ultrafast sono adatti ad essere installati in luoghi come le aree di servizio.

DOVE SONO LE COLONNINE?

Secondo il rapporto, circa il 57% delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro, mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole. Il 34% nei capoluoghi di provincia e il restante negli altri comuni. La Lombardia con 4.542 punti, da sola possiede il 17% di tutti i punti. A seguire, poi, Lazio, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Insieme, queste regioni dispongono del 65% dei punti di ricarica.

Per quanto riguarda il tema dell'infrastruttura di ricarica in Autostrada, il rapporto di Motus-E indica la presenza di 1,2 punti di ricarica ogni 100 km di autostrade. Dal rapporto emerge un dato curioso. L’Italia ha più punti di ricarica per veicolo circolante del Regno Unito, della Francia, della Germania e della Norvegia. Il nostro Paese è secondo solamente all'Olanda. Un dato che non deve ingannare in quanto è la penetrazione di veicoli elettrici ad essere maggiormente in ritardo rispetto ad altri Paesi europei.

Questo significa anche che, ad oggi, la rete italiana è adeguata al parco circolante. Tuttavia, non bisogna fermarsi, la rete deve crescere e colmare alcune lacune, soprattutto sul fronte dei punti di ricarica Fast e di quelli presenti nelle autostrade.

L’Italia ha più punti di ricarica per veicolo elettrico circolante del Regno Unito, della Francia, della Germania e della Norvegia. Siamo in ritardo sui veicoli, non sulle infrastrutture di ricarica pubbliche.

LE PROPOSTE

Per portare avanti lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica, Motus-E ritiene che siano necessari interventi di semplificazione burocratica ed armonizzazione oltre che contributi pubblici al fine di rendere il business della ricarica pubblica sostenibile nel breve termine. L'associazione, dunque, elenca 11 interventi che sarebbe opportuno portare avanti.

  • L’utilizzo di un approccio unificato tra i vari comuni, e per questo Motus-E ha predisposto una bozza di regolamento semplice, efficace e veloce che possa aiutare i comuni nella stesura dei propri regolamenti;
  • L’inserimento delle infrastrutture di ricarica tra le fattispecie che sono esentate dal Canone Patrimoniale Unico, al fine di ridurre la pressione su un business che oggi è ancora non sostenibile ed in fase emergente;
  • Un dialogo sempre più proficuo tra i DSO ed i CPO. Come Motus-E nel 2021 abbiamo firmato un protocollo d’intesa con e-distribuzione ed Utilitalia al fine di impegnare i gestori delle reti di distribuzione e gli operatori di mercato dell’e-mobility a collaborare verso un obiettivo condiviso: la progressiva diffusione della mobilità elettrica;
  • La forte riduzione dei tempi di allaccio da parte dei distributori di energia (DSO). In particolare, occorre che i DSO forniscano ai CPO degli strumenti come piattaforme di condivisione informazioni che permettano di identificare a monte le aree a maggior potenziale attivo e pianificare efficientemente le potenze da installare a seconda dello stato di carico dell’area geografica in esame. Ciò consentirà anche di valutare dove effettuare le installazioni prima di presentare la proposta al comune;
  • La pianificazione insieme ai DSO del posizionamento delle installazioni ultra-veloci (High Power Charger) sulla rete a media tensione, in maniera tale da individuare dei nodi interessanti dal punto di vista del traffico ma compatibili con le reti di distribuzione e la loro potenza disponibile;
  • La rimodulazione delle tariffe di ricarica e degli oneri di connessione al fine di ridurre i costi fissi (in particolare delle ricariche ad alta potenza) e favorire l’integrazione dei veicoli con la rete elettrica;
  • La pubblicazione dei bandi per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica previste dal PNRR;
  • La creazione di una cabina di regia che agisca a livello nazionale per uniformare quanto si fa, a differenti velocità, a livello regionale e locale. In particolare, riteniamo urgente la revisione del PNIRE e dei suoi target di diffusione delle infrastrutture;
  • Accentrare la responsabilità dei finanziamenti e del monitoraggio delle installazioni di infrastrutture pubbliche;
  • La creazione della Piattaforma Unica Nazionale (PUN) con la mappatura di tutte le colonnine ad accesso pubblico;
  • L’applicazione della normativa esistente in merito al divieto di sosta dei veicoli non in ricarica negli stalli riservati alla ricarica, visto il fenomeno in crescita del parcheggio abusivo su questi stalli.

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Commenti

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HanselTTP

e come lo slogan "un albero per ogni Forestale" come diceva cetto laqualunque

HanselTTP

io lo dico sempre è solo questione di tempo e questa cosa si avvererà

R_mzz

Sì, è un po' anomala la posizione, forse programmano un altro Supercharger vicino San Benedetto del Tronto

an-cic
R_mzz

Non so se lo hai già notato, ma Tesla ha appena aggiunto alla sua mappa i Supercharger di Ancona (apertura prevista Q2) e San Salvo Marina (Q1).

Fabrizio

So' che internamente negli OEM se ne parla da tempo, vedremo se e come lo comunicheranno al pubblico, non è scontato. Alla base c'è sempre una questione economica (e anche di regolamentazioni / leggi / omologazioni ecc)

R_mzz

"con varietà di sistemi di termo regolarizzazione"
Da come l'hai descritto parliamo di sistemi senza un raffreddamento e riscaldamento a liquido, pertanto parliamo di prodotti di bassa qualità.
Soltanto parlare pubblicamente di un eventuale limite al numero di ricariche DC sarebbe un autogol clamoroso e una dimostrazione di bassa qualità del prodotto rispetto alla concorrenza.

Con le batterie LFP puoi percorrere tranquillamente diversi milioni di km.

Fabrizio

Sono tutti dati confidenziali per il momento, magari nei prossimi mesi esce qualcosa di pubblico (ma dipende dal cliente). Il campione era vario in termini di brand, ma tutti europei o asiatici e ovviamente con varietà di sistemi di termo regolarizzazione e ovviamente BMS.
Ti dico solo che si stava pensando di disincentivare l'utilizzo delle ricariche DC con anche metodi costosi (bonus, etc) per minimizzare la spesa potenziale di sostituzione delle batterie all'ottavo anno, è una cosa che preoccupa non poco gli OEM (almeno quelli europei)

HanselTTP

mi sembra una cosa assurda, perchè non fanno al contrario?

I diesel fanno i tagliandi ogni 30.000km, i tagliandi fuori garanzia (è un attimo che vai fuori con queste percorrenze) te le fai fare dall'amico meccanico e spendi molto meno, se poi fai la superstrada, non paghi i pedaggi. Parliamo quindi di importi più che dimezzati rispetto a quelli da te menzionati. In vacanza si va, come tutti in agosto, non quando ti pare e la famiglia va anche gestita, non puoi semplicemente tornartene il weekend. Anche perché una casa in affitto sono altre 400 euro minimo d'affitto, luce, gas... vai fuori con l'accuso :)

ACTARUS

Bisognerebbe prima adeguare il sistema e poi cercare di vendere auto elettriche

an-cic

130 km x 2= 260km al giorno a 20km/l di media sono 13 litri che a 1,55 sono 20€ al giorno che per 23 giorni lavorativi al mese sono 460€. 260km al giorno per 23 giorni lavorativi sono 6.000km al mese, quindi un tagliando ogni 3 mesi. 6000km al mese è un cambio gomme ogni 6-7 mesi. facendo 260 km al giorno presumo che prenderà l'autostrada. costo medio delle autostrade di pianura 0,07€ al km, altri 20€ al giorno, altre 460€. siamo tranquillamente sopra i 1000€ di spesa al mese per la macchina, dammi retta... visto che dici che lavori, fai sacrifici e non vai in vacanza presumo che non sei un dirigente che guadagna bene, prenditi una stanza in affitto e torna a casa il fine settimana

M3r71n0

mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole.

Tutti a lamentarsi della scarsa diffusione delle stazioni di ricarica, beh, io che lavoro per un impresa di servizi posso lamentarmi della scarsità di elettricisti (operai)?
Sembra assurdo, ma al sud sembra che le strade del lavoro nel settore dei serivizi siano due:
- Reddito di cittadinanza;
- Ingegnere/architetto/qualsiasilavorochenonsiamanuale

Io no, mio padre però ha lavorato a circa 130km da casa per 20 anni. Quindi capita :)

an-cic

ahhh certo, lavori a 150 km da casa

O magari lavoro a 150km e non ho una long range della tesla? :) Dai che il mondo reale non è rosa e fiori con l'ufficio sotto casa, gente deve fare gli straordinari, lavora a chiamata, in cantieri sparsi, non può prevedere quando gli servirà l'auto, non può sapere se la sua media da 300km di autonomia reali gli permetterà di portare i bambini dal pediatra e poi avere sufficiente autonomia per andare in cantiere o se dovrà chiamare il capo e dirgli "eh sto facendo la ricarica fast all'autogril, aspettami"...

an-cic

se compri una macchina con 40 km di autonomia si, altrimenti no

Con la ricarica lenta, quasi. Il non ho un garage, non ho un posto auto in giardino privato, parcheggio in strada. Quindi la sera quando torno da lavoro, se voglio la mattina dopo andarci nuovamente, devo poter attaccare l'auto da qualche parte.

Walter

Devo trovarla la colonnina.
In ogni caso quando faccio il turno di notte la macchina è parcheggiata di giorno.
La fate sempre molto semplice ma i casi sono tanti...

R_mzz

Prima o poi i prezzi dell’energia torneranno sui livelli precedenti.
Se invece il PUN continuerà ad essere così alto istallerò un secondo impianto fotovoltaico.
In questo modo sfrutterò la situazione per guadagnarci e generare un reddito.

R_mzz

Puoi lasciare l’auto davanti ad una colonnina tutta la notte. Di notte non ci sono penali.

Molti proprietari di auto elettriche insistono su punti di ricarica “ultra lenti” proprio per poter lasciare parcheggiata l’auto senza nessun problema.
Parliamo della potenza di una presa Schuko.

nickmot

Che è una situazione eccezionale, come quella di quest'estate ai SUC tesla, con code di ore anche nel cuore della notte.

an-cic

una colonnina a testa serve? grazie che mi insegni queste cose

La crescita media annua del 50% degli odierni 26.000 totali, se il trend dovesse mantenere questo andamento (cosa che non è realistica per via degli investimenti ingenti, degli spazi disponibili da dedicare ai punti di ricarica ecc.), nel 2035 avremmo sufficienti punti di ricarica per soddisfare il 10% del parco circolante italiano (parlando esclusivamente di auto private). Realisticamente parlando il parco circolante italiano non sarà totalmente elettrico, si parla di una proiezione ed obblighi minimi posti al 67% (non ricordo in quale rapporto l'ho letto), la % delle auto coperte sale al 22%. Considerando anche che una parte di parco circolante si ricaricherà a casa (un 50% ad essere ottimisti? la popolazione senza garage o giardini privati è davvero tanta), forse si arriverà ad una copertura del 45% del parco circolante che necessità di una ricarica. Il resto del 55% cosa fa? La mattina non va al lavoro.

an-cic

e sei il secondo... non è che cresce solo il numero di auto, stai commentando un articolo che dice che il numero di colonnine è cresciuto del 50% in 12 mesi

Questa è una scelta, non un obbligo :)

Si vede che hai la grana e molto tempo a disposizione, noi altri lavoriamo e facciamo i straordinari, altro che ferie. Il poco tempo che ci resta a disposizione lo dedichiamo un pochino ai figli ed al riposo. Quindi perdonami se non trovo rincuorante il fatto che le 4 auto elettriche in Italia sono riuscite a rifornirsi in autostrada, cosa accadrà fra 5 anni quando le elettriche presumibilmente saranno decuplicate? Farai la fila anche te e vedrai che non riuscirai a fare tutti quei tragitti con cui ti vanti. Ne abbiamo molta di strada da fare per dichiarare l'elettrica come la nuova auto di massa. Per ora è solo uno sfizio di chi può sia in termini economici che di tempo.

Simplyme

La crisi energetica però è scoppiata a cavallo fra 2021 e 2022.

E sarà sempre più difficile trovare un buon contratto.

GianL

Ho sentito che in molti Paesi questo è causato proprio da Leggi di ispirazione "ecologista": per aumentare le centrali elettriche / punti di distribuzione in una certa area bisogna dimostrare che c'è stato un aumento della popolazione.
Ovviamente non sono questi i casi: c'è stato solo una modifica nella forma dell'energia utilizzata prevalentemente, da gassosa / liquida si è passati all'elettrica.

Questo dà problemi anche alle società di Telecomunicazioni che vogliono costruire Data Center, anche roba non gigantesca tipo le stazioni MEC per la guida autonoma negli incroci; la controproposta è di farli in periferia, ma ovviamente non è la stessa cosa: il lag aumenta e né nel caso di data center generici (vd. streaming eventi in diretta / gaming in cloud) né, soprattutto, nel caso della guida autonoma il lag è irrilevante.

R4gerino

Ah si, i famosi idioti con la scritta 'polizia' sul lato della macchina, che vogliono scaldarsi con 0 gradi in inverno o rinfrescarsi con 40 in estate.

Walter

dove trovo posto, non sempre in un parcheggio.
anche se ipoteticamente tutti i parcheggi avessero un punto ricarica non basterebbe e poi mancherebbero i parcheggi perchè nel punto ricarica non puoi lasciare la macchina fissa...

Sepp0

Genio, quelli sono redditi lordi. Praticamente vanno decurtati della metà. Il tutto poi senza tener conto del costo della vita.

Inizino a mettere in vendita le e-Panda con 500km di autonomia a 10 mila euro, vedrai che la gente le compra anche in Italia.

Ray

Io dopo un anno di elettrico volevo suicidarmi (nei weekend). In settimana casa/lavoro sono auto splendide, appena decidi di viaggiare devi fari i calcoli se no rimani a piedi o perdi un sacco di tempo. Uno sbattimento inutile. Praticamente sei alle dipendenze della macchina, diventi tu un suo strumento. Probabilmente questo discorso non vale se compri Tesla o qualche altro modello con batteria gigante. E quindi metti sul tavolo dai 50/60.000 euro in su se ti va bene. In particolar modo il discorso vale in inverno. La batteria perde il 20% di autonomia. Ah altro problema: se guidi in maniera sportiva la batteria dura "20 minuti".

Luigi

Un effetto positivo dell'avvento della mobilità elettrica sarà la sparizione degli idioti in sosta col motore acceso.

R_mzz

“dove nasceranno gli spazi per ricaricare?”
Tu dove parcheggi l’auto?

LC

Non conosco né te né l’altro interlocutore ma leggendo il vs scambio mi sembra chiaro che vi siano requisiti di fruizione totalmente divergenti. Io uso una termica (aziendale) e accetterei con piacere di modificare le mie abitudini per passare ad un nuovo paradigma di trasporto, consapevole dei “limiti” (o caratteristiche) che necessariamente l’elettrico - allo stadio di diffusione attuale - presenta. Ciò premesso, non avrei la pazienza di rispondere ulteriormente al tuo interlocutore, lo lascerei alle sue esigenze e convinzioni…

R_mzz

Praticamente perdi più tempo per andare al distributore

Massimo

sei obbligato a questa procedura tutti i giorni
questa è già una rottura in più del termico
sul termico puoi tranquillamente andare dal distributore con 30km rimanenti
invece col elettrico ? a 100km vai già in agitazione

an-cic

Ok, a tra 8 anni allora

R_mzz
ma secondo te lei la carica tutti i giorni ?


Ma che problemi avete?
Ci vogliono 5 secondi ad attaccare un cavo e 2 secondi per staccarlo la mattina.
Quello che stai scrivendo è ridicolo.

Massimo

ma secondo te lei la carica tutti i giorni ? magari è partita da casa con con 80km di autonomia arrivata al azienda messo in carica no?
perché deve per forza caricarla tutti i giorni al 80%?
(alla faccia della comodità)
lei ha staccato dal lavoro alle 11 di sera invece di aspettare si è fatta prendere dal lavoro da suo marito e si è fatta portare la mattina seguente

bello l'elettrico devi assicurarti ogni giorno ogni volta che carichi che vada bene tutto o senno rischi di rimanere a piedi
molto comodo
preferisco di granlunga passare dal benzinaio 5 minuti 1 volta alla settimana

R_mzz

Certo, come no.

R_mzz

Sì, è impossibile
È ridicolo cercare di inventare una storiella solo per fare l'hater.

Ricapitolando, secondo la tua storia questa tizia ha percorso minimo 400 km in una sola giornata è arrivata a casa con meno del 5% di autonomia, non ha messo in carica l'auto e la mattina seguente doveva affrontare un altro viaggio.
Basta mezzora per caricare 20 km di autonomia caricando a casa in monofase.
Tra l'altro dopo aver raggiunto lo 0% hai ancora a disposizione altri 20 km di autonomia (una specie di riserva).
Hai scritto una caz*ata, è semplicemente impossibile.

Walter

L'aumento del 50 di niente rimane niente.
poi dovete spiegarmi dove ci sono gli spazi per tutte queste ipotetiche colonnine.
ci vediamo tra 8 anni se vuoi, il risultato sarà che la gente si terrà' endotermico che ha invece di prendere nuovi veicoli meno inquinanti che non si potranno più vendere

ACTARUS

Fatti un giro nei forum ...succede spesso

Massimo

ah.. perché è una cosa cosi impossibile per te che me la devo inventare?
lol ma sei demente o cosa?

R_mzz

Ma chi vuoi che ti creda?

an-cic

Tutti così ragionate... Situazione ipotetica futura rapportata alla situazione attuale. Eppure proprio l'articolo che commenti certifica l'aumento del 50% delle colonnine rispetto allo scorso anno...

Walter

lo stop alle endotermiche è nel 2030 non chiederlo a me ma ai politici.
al momento ci sono solo piani irrealistici.
Inoltre attualmente ci sono anche i tempi di carica a sfavore dove nasceranno gli spazi per ricaricare migliaia di auto qualche ora?

Walter

non male mancheranno come minino 6000 elettriche all' appello poi mi dici come ricaricano

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