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Hertz ha dichiarato bancarotta in America e in Canada

Hertz ha presentato istanza di fallimento in America e in Canada; lo scoppio della pandemia ha portato la multinazionale ad una pesante crisi di liquidità.

Hertz ha dichiarato bancarotta in America e in Canada
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 23 mag 2020

Il virus che ha mandato in difficoltà economica molte aziende ha fatto una nuova "vittima". Hertz, la ben nota multinazionale specializzata nel noleggio delle auto che opera in 145 Paesi, ha presentato istanza di fallimento in America e in Canada. L'azienda ha una lunghissima storia. Fondata nel 1918, è riuscita a "sopravvivere" alla Grande Depressione, alla seconda guerra mondiale, a diverse crisi petrolifere e ad altri eventi che hanno coinvolto l'economia americana e mondiale. L'impatto della pandemia, però, è stato improvviso e drammatico, causando un repentino calo delle entrare, come si può leggere in una nota dell'azienda.

Del resto, le sue principali attività sono legate ai noleggi presso gli aeroporti e il trasporto aereo è crollato a seguito dello scoppio dell'emergenza sanitaria. Hertz ha quindi deciso di utilizzare lo strumento del chapter 11, cioè una norma della legge fallimentare americana che permette di trovare una soluzione alla crisi dell'impresa attraverso un piano di riorganizzazione. Si tratta di una soluzione normativa molto simile al concordato preventivo italiano. Tutto questo non riguarda, però, le attività internazionali della società, come quelle europee.

Hertz da tempo era esposta finanziariamente ma l'emergenza sanitaria ha dato il colpo di grazia causando una crisi di liquidità che non ha permesso alla società di pagare alcuni debiti. Per tentare di convincere i creditori a concedere più tempo per onorare i pagamenti, la multinazionale aveva presentato un doloroso piano finanziario che prevedeva il licenziamento di 10 mila dipendenti oltre ad una serie di altre iniziative. Non c'è stato, però, nulla da fare.

Hertz proverà, adesso, a riorganizzare le sue attività sfruttando il chapter 11. Un compito non certamente facile vista l'attuale situazione e l'incertezza per il futuro. Le attività, comunque, non si fermeranno ed andranno avanti.

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Commenti Regolamento
D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00

Noi non ci siamo mai ripresi veramente dal 2008 ed è da 20 anni che cresciamo poco o comunque meno degli altri. Per anni ci siamo raccontati la sviolinata delle PMI che sono la ricchezza del nostro Paese ed eccoci qui.

D
DefinitelyNotBruceWayne 01 Jan 1970 @ 00:00

le tue sono poche idee, ma confuse.

T
Turianosaurus Wrex 01 Jan 1970 @ 00:00

Veramente era in crisi già da tempo

A
Apocalysse 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è solo colpa nostra, anche l'OMS ha omesso dati importanti e ritardato l'azione da intraprendere perchè sostanzialmente stava coprendo la Cina.
Fin da subito sapevano che gli asintomatici erano un problema, ma hanno aspettato a dirlo e le linee guida erano di fare test solo sui sintomatici. Solo dopo hanno cambiato registro, quando la cosa era palese a tutti.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Ci stanno obbligando per legge a comprare delle inefficenti ed inquinanti batterie. Cosa vorresti più di così?Questa non è libertà è un sopruso.

Negli USA continuano a vendere le auto di sempre, la fuffa elettrica viene imposta solo nell'UE. Chissà perchè! Probabilmente perché i politici dell'UE non rendono conto a nessuno quindi possono tranquillamente incassare regali dalla finanza globale e scrivere leggi che li fanno arricchire . E' frequente che ricevano incarichi da banche d'affari americane, loro e i loro figli.

Noi finiamo alla miseria proprio per colpa delle auto elettriche. Bisogna fermare tutti gli incentivi, imporre i bolli sui kw di potenza, mettere le accise sulla corrente elettrica.

Solo così vincerà il mezzo più efficiente: la Panda.

e
erdarkos 01 Jan 1970 @ 00:00

la crisi dell'italia del 2008 non è crisi, è la normalità, ma per non far demoralizzare la gente l'hanno spacciata per crisi

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli USA stanno andando molto meglio di noi, senza stupide auto elettriche. Loro continuano con il termico, ovvero con la soluzione più efficiente. Noi invece usiamo i soldi dei contribuenti per finanziare l'inefficienza delle auto elettriche.
La crisi del 2008 ce l'ha solo l'Italia, gli altri ne sono usciti dopo appena 1 anno. Lo stesso succederà con l'attuale crisi del Covid.

I soldi pubblici dovremmo usarli per sviluppare il vaccino che hanno messo a punto allo Spallanzani, non per incentivare auto, biciclette e Smart TV prodotte all'estero.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

I nostri virologi hanno toppato in pieno, non hanno chiuso i voli aerei e le provincie infette quando era ora e poi hanno chiuso tutto il centro-sud senza che ci fosse alcun contagio. Ora hanno riaperto anche le 3 provincie che da sole hanno più infetti che tutta Italia.
Inoltre hanno negato per 2 mesi che le mascherine fossero un ottimo aiuto per contenere l'infezione.
Questa gestione mi lascia perplesso. Avremmo potuto imparare dai cinesi, invece qui c'è stato qualche virologo che ha voluto fare il fenomeno.

Chi perderà il lavoro non rischia di morire per Covid, ma vivrà mesi e mesi (forse anni) di grande angoscia. Bisognerà pensare anche a questo.

M
Myngionee 01 Jan 1970 @ 00:00
A
Apocalysse 01 Jan 1970 @ 00:00

Quello è inevitabile, noi abbiamo avuto i 2 mesi cruciali di Marzo e Aprile oltre ad essere stati da monito per l'Europa che ha avuto modo di pararsi il fondo schiena. Superati questi due mesi, la ricerca è andata avanti e sono state trovate terapie domiciliari efficaci che evitano l'intasamento delle ICU, quindi oramai l'emergenza grossa è passata,rimane solo il problema che anche se non vieni ricoverato potresti passartela male a casa e ci vuole circa 1 mese per uscirne, che non è poco (noi ci siamo fatti 29 giorni esatti).

T
Turianosaurus Wrex 01 Jan 1970 @ 00:00

Morto un papa se ne fa un' altro

Società già in crisi da tempo

Sicuramente altri entreranno nel business e creeranno una società migliore

l
luca bandini 01 Jan 1970 @ 00:00

questo sarà un duro colpo per le case che spesso e volentieri scaricano ai noleggi il surplus di auto prodotte così dopo qualche mese vanno nel mercato dei privati come usate a prezzi decisamente inferiori.
senza i noleggi e le aziendali voglio proprio vedere come faranno a tenere i prezzi attuali

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

E' inevitabile dopo 2 mesi di paralisi totale. Anche in Italia in molti perderemo il lavoro.
Cercano di tenerlo nascosto così continuiamo a consumare, ma succederà sicuramente.