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Arriva l'Arbitro Assicurativo: cos'è e cosa cambia dal 15 gennaio per i reclami RC Auto

Si tratta di un nuovo strumento per risolvere le controversie in ambito assicurativo: ecco cosa c'è da sapere

Arriva l'Arbitro Assicurativo: cos'è e cosa cambia dal 15 gennaio per i reclami RC Auto
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 14 gen 2026

Da domai 15 gennaio 2026 arriva un’importante novità nel campo delle assicurazioni. Infatti, diventerà ufficialmente operativo l’Arbitro Assicurativo (AAS). Di cosa stiamo parlando? Si tratta sostanzialmente di nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia assicurativa. Insomma, si occuperà di fornire una tutela rapida, economica ed efficace ai consumatori, in alternativa al ricorso alla giurisdizione ordinaria. Questo strumento è istituito in attuazione dell’articolo 187.1 del Codice delle Assicurazioni Private (CAP) che ha recepito l’art. 15 della Direttiva UE 2016/97 (Insurance Distribution Directive).

COS’È L’ARBITRO ASSICURATIVO?

Per la precisione si tratta di un “organismo indipendente e imparziale a cui i cittadini e le imprese possono rivolgersi per risolvere le controversie di natura assicurativa che sorgono con le compagnie e gli intermediari assicurativi“. Questo nuovo strumento è sostenuto dall’IVASS e opera attraverso dei Collegi composti da 5 componenti che rappresentano i diversi soggetti coinvolti nella controversia: il Presidente, due componenti scelti dall’IVASS, un componente designato dalle associazioni delle imprese o degli intermediari assicurativi e un componente designato dalle associazioni che rappresentano i clienti. La procedura di ricorso è gestita dalla Segreteria Tecnica dell’AAS, istituita presso l’IVASS, ma che non partecipa alle decisioni.

COME FUNZIONA IL RICORSO

L’AAS decide chi ha ragione e chi ha torto nelle controversie tra la clientela e le imprese o gli intermediari assicurativi. Come fare ricorso? Si può presentare all’AAS solo dopo aver presentato reclamo alla compagnia o all’intermediario, se non si è ricevuta risposta trascorso il termine di 45 giorni o se si è ricevuta una risposta non soddisfacente. Il reclamo nei confronti della compagnia o dell’intermediario costituisce un presupposto per l’ammissibilità del ricorso all’Arbitro Assicurativo. Il ricorso può essere presentato senza l’assistenza di un avvocato. La decisione arriva entro 180 giorni eventualmente prorogabili una sola volta fino ad ulteriori 90 giorni in caso controversie particolarmente complesse. Quanto costa? 20 euro da pagarsi tramite pagoPA, che verranno restituiti al ricorrente se il ricorso viene accolto.

Attenzione, prima di presentare un ricorso bisogna verificare che non siano passati più di 12 mesi dalla data in cui è stato presentato il reclamo e che i fatti oggetto del ricorso non risalgano a più di 3 anni dalla data del reclamo. Attenzione, la decisione dell’Arbitro Assicurativo sul ricorso non è vincolante. Tuttavia, se l’impresa o l’intermediario non la rispettano, la notizia dell’inadempimento è pubblicata sul sito dell’Arbitro Assicurativo per un periodo di 5 anni e resta in evidenza per 6 mesi sul sito internet dell’impresa o dell’intermediario (o affissa nei locali in assenza di un sito internet). Se la decisione dell’AAS è insoddisfacente, sia il cliente che l’impresa e l’intermediario possono comunque sempre rivolgersi all’Autorità giudiziaria.

Il ricorso deve essere presentato esclusivamente online, attraverso un portale dedicato con procedura guidata, anche tramite le associazioni dei consumatori.

SE SI VUOLE SAPERNE DI PIÙ…

Ovviamente, l’Arbitro Assicurativo potrà decidere anche di ricorsi che riguardano l’RC Auto e quindi gli automobilisti devono imparare a conoscere bene questo strumento. Per chi volesse approfondire, c’è una guida sintetica che si può scaricare direttamente dal sito dell’AAS (la trovate qui) dove comunque sono disponibili ulteriori informazioni oltre che strumenti per ottenere supporto in caso di necessità.

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