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Alonso alla guida della papamobile? La possibilità dopo il primo rifiuto del Vaticano

Nel 2011 Alonso vide negata la possibilità di guidare Benedetto XVI durante la Giornata Mondiale della Gioventù. Ora tutto potrebbe cambiare

Alonso alla guida della papamobile? La possibilità dopo il primo rifiuto del Vaticano
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 10 apr 2026

Facciamo un balzo indietro temporale di 15 anni e nei cassetti dei ricordi di Fernando Alonso c’erano già due titoli mondiali con la Renault, vinti contro sua maestà Michael Schumacher, un titolo sfiorato nel 2007 in McLaren contro Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen e un riconoscimento iridato accarezzato con la Ferrari nel 2010. Ai tempi lo spagnolo era il cavallo di punta della squadra modenese e l’ipotesi di fare da autista all’allora Papa Benedetto XVI aveva fatto discutere.

Nel corso della sua gloriosa carriera Fernando Alonso ha pilotato auto di ogni tipo. Dopo aver fatto faville nelle formule propedeutiche alla F1 ed essere salito sul tetto del mondo, l’asturiano si è cimentato su monoposto dell’IndyCar e sui bolidi del WEC. Il numero 14 ha partecipato ad altre gare di grande rilevanza, come tre edizioni della 500 Miglia di Indianapolis e ad un Rally di Dakar, togliendosi la soddisfazione di conquistare anche la 24 Ore di Le Mans in due occasioni e la 24 Ore di Daytona nel 2019.

La possibilità negata dal Vaticano

Fernando Alonso, come confessato da Yago de la Cierva, coordinatore del viaggio di Papa Benedetto XVI in Spagna dal 15 al 21 agosto 2011, stava per diventare l’autista del Pontefice nella Giornata Mondiale della Gioventù. L’idea non si concretizzò ai tempi ma potrebbe diventare realtà quest’anno a giugno. In una chiacchierata con ‘La Radio Canaria’ Yago de la Cierva ha spiegato: “Durante quell’incontro del 2011, chiedemmo espressamente se Alonso potesse guidare la papamobile. Ma dall’altra parte rimasero indignati. Ci dissero che non era assolutamente possibile”.

De la Cierva ha cercato di far cambiare idea ai vertici del Vaticano: “Ho difeso quell’idea, ho detto: “Penso che Fernando sappia guidare, il Papa non sia in pericolo". Ma la replica è stata la seguente: “Mi hanno spiegato che volevano un agente appartenente alla polizia nazionale”. Al pilota venne negata la possibilità di fare da autista del mezzo bianco del Papa, presenziando all’evento come figura di spicco per la cultura iberica.

Sogno realizzabile

Alonso è ancora in corsa per un posto da conducente del Papa. Come annunciato dal quotidiano iberico MARCA l’attuale pilota dell’Aston Martin potrebbe guidare l’auto del Pontefice Leone XIV. Il primo Papa americano della storia farà tappa in Spagna dal 6 al 12 giugno. Non sono stati forniti ulteriori dettagli per ora sull’evento. “Sperimenteremo diverse cose perché aggiungono sapore alla visita e hanno molto senso”, ha concluso Yago. Il quarantaquattrenne sta vivendo un incubo in questa stagione a causa di una AMR26 al di sotto delle aspettative.

La progettazione della monoposto è stata affidata all’ex RB Adrian Newey, ed Enrico Cardile, proveniente dalla Scuderia Ferrari. La vettura è stata completata in ritardo, riuscendo in extremis a scendere in pista durante la prima sessione di test stagionali a Barcellona. L’auto britannica si è rivelata la peggiore in griglia, non trovando performance di alto profilo con le Power Unit Honda. I problemi di vibrazioni della monoposto hanno reso impossibile la guida nella prima tappa inaugurale in Australia. Per Fernando Alonso la possibilità di guidare una Papamobile potrebbe rappresentare la piccola grande soddisfazione dell’anno.

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