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Auto e Moto d'Epoca 2026: Alfa Romeo espone le sue iconiche berline sportive

Dalla Giulia TI Super del 1963 alla Super Sport 2024, passando per la 75 Turbo e la 155 V6 TI: ad Auto e Moto d'Epoca 2026 le berline che hanno dominato le piste di tutto il mondo

Auto e Moto d'Epoca 2026: Alfa Romeo espone le sue iconiche berline sportive
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 21 ott 2026

Quattro auto per raccontare un’idea tutta italiana. Quella di prendere una vettura da famiglia e trasformarla in un’arma da pista. Dal 22 al 25 ottobre 2026, Alfa Romeo e la divisione Alfa Romeo Classiche sbarcano al quartiere fieristico di BolognaFiere per Auto e Moto d’Epoca, tra i padiglioni di uno dei Saloni di auto, moto e ricambi più grandi d’Europa.

Il filo conduttore dello stand? L’evoluzione tecnica e stilistica della “berlina sportiva”. Tre dei pezzi in esposizione arrivano direttamente da Arese, sponda Heritage Hub Italy (la collezione del Museo Alfa Romeo). Insieme ai modelli storici, il pubblico troverà uno spazio dedicato ai servizi ufficiali per i collezionisti. Dal Certificato di Origine alla Certificazione di Autenticità, fino agli interventi di Restauro curati dal Marchio. Vediamole nel dettaglio.

1963: Giulia TI Super, la genesi con il Quadrifoglio

Tutto comincia il 24 aprile 1963 all’Autodromo Nazionale di Monza. Quel giorno Alfa Romeo svela la Giulia TI Super, variante pensata per correre partendo dalla berlina del Portello.

Ne assemblano appena 501 esemplari. Rispetto alla versione stradale cambia la sostanza: carrozzeria alleggerita, lo stemma del Quadrifoglio sulle cascate e sotto il cofano il bialbero da 1,6 litri portato a 112 CV. Un pacchetto che la rende la base perfetta per i preparatori privati dell’epoca. Tra i successi in gara spicca la vittoria di classe al “Tour de France – Auto" del 1963, prima dimostrazione pratica di come una vettura di serie potesse trasformarsi in un’auto da corsa pura.

1987: 75 Turbo Evoluzione, l’era del turbo

Nel 1987 la ricetta cambia ingredienti per adeguarsi ai regolamenti. Ed è così che nasce la 75 Turbo Evoluzione, prodotta in soli 500 esemplari con un obiettivo preciso. Ottenere l’omologazione in Gruppo A e permettere al Biscione di schierarsi nel Campionato Mondiale Turismo, sia con la squadra ufficiale sia con i team privati.

La scheda tecnica è un manifesto dell’epoca: propulsore bialbero turbo da 1.762 cm³, sovralimentato con intercooler e abbinato all’architettura transaxle con ponte De Dion. All’esterno, le vistose appendici aerodinamiche nascono per dare stabilità in pista e rispettare le schede di omologazione, definendo il look dell’Alfa nell’epoca d’oro delle gare Turismo.

1996: 155 V6 TI “ITC”, 490 CV a 12.000 giri

Anni Novanta…la sfida si sposta nell’International Touring Championship. La 155 V6 TI “ITC" del 1996 rappresenta l’evoluzione spinta della vettura con cui Nicola Larini aveva conquistato il DTM nel 1993.

Il punto di svolta arriva a metà stagione, quando debutta un motore V6 da 90° studiato per abbassare il baricentro dell’auto. I numeri raccontano l’estremizzazione tecnica di quella berlina: 490 CV erogati a quasi 12.000 giri/min. Un propulsore che riporta subito l’Alfa Romeo in cima alle classifiche, segnando il punto più alto mai raggiunto dalla casa di Arese nelle competizioni a ruote coperte.

2024: Giulia Quadrifoglio Super Sport

E a chiudere la sequenza non poteva che esserci la Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024. Prodotta in 275 unità, questa serie speciale omaggia la prima vittoria del Marchio alla Mille Miglia del 1928, firmata dall’equipaggio Campari-Ramponi a bordo della 6C 1500 Super Sport.

La vettura introduce un dettaglio mai visto prima in oltre un secolo di storia: lo sfondo nero per lo stemma del Quadrifoglio. Sotto la carrozzeria lavora il 2.9 V6 da 520 CV unito al differenziale autobloccante meccanico. L’allestimento si completa con componenti in fibra di carbonio, cerchi sportivi bruniti da 19 pollici, finiture interne in carbonio 3D rosso e la targhetta con la numerazione progressiva dell’esemplare.

Nello stand ACI spuntano le radici Lancia

Il racconto delle icone italiane proseguirà poi nello spazio riservato all’Automobile Club d’Italia (ACI). Qui si festeggeranno i 120 anni del marchio Lancia con due modelli legati a doppio filo alla storia del motorsport: la Alfa Sport del 1907 (la prima Lancia da gara in assoluto) e la Fulvia HF del 1972, nota agli appassionati come “Fulvia-14”, l’auto con cui Sandro Munari e Mario Mannucci conquistarono il Rallye Monte-Carlo.

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