Ricerca Uber e Lyft rivela: ride sharing sta aumentando il traffico invece che ridurlo

07 Agosto 2019 99

L'espansione di servizi di ride sharing come Uber e Lyft sta avendo l'effetto opposto a quanto sperato: il traffico nelle grandi città sta aumentando per via dell'elevato numero di questi veicoli, nati con l'obiettivo di ridurre l'utilizzo delle auto private e alleggerire il traffico grazie alla condivisione delle corse.


A confermarlo è una ricerca commissionata congiuntamente da Uber e Lyft (trovate il report completo in FONTE), le società statunitensi che più di tutte puntano sul concetto di corse condivise per espandere il proprio business nel settore della mobilità. Condotta dalla società di consulenza Fehr & Peers, la ricerca ha esaminato le miglia percorse dai veicoli (VMT - vehicle miles traveled) di entrambe le flotte nel mese di settembre 2018, confrontandole con quelle percorse in totale da tutti i veicoli nello stesso mese nella stessa area.

Sei le città coinvolte: Boston, Chicago, Los Angeles, San Francisco, Seattle e Washington D.C. I risultati mostrano come Uber e Lyft abbiano una bassa incidenza sul traffico nella vasta area metropolitana di ogni città (1-3% delle VMT), ma la percentuale sale rapidamente nei centri urbani. A San Francisco, per esempio, Uber e Lyft contano per il 13,4% del traffico (intorno al 7-8% le altre città). Si noti che è un bene che la percentuale di miglia percorse da veicoli Uber e Lyft sia cresciuta, tuttavia questo andrebbe accompagnato da una riduzione del traffico degli altri veicoli passeggeri non in percentuale ma a livello assoluto. Cosa che non sta accadendo.


Lo studio ha inoltre analizzato le diverse condizioni di utilizzo di un servizio di ride sharing, dall'auto vuota alla ricerca di passeggeri all'auto al completo, esaminandone l'impatto sul traffico. Lo studio evidenzia che, in media, solamente una percentuale che va dal 54 al 62% delle VMT è stata percorsa con un passeggero seduto sul divanetto posteriore.

La soluzione più drastica ma efficace, secondo le due società, sarebbe disincentivare fortemente l'utilizzo di veicoli privati, la cui incidenza sul traffico nei centri urbani viaggia tra l'87 e il 99%. Semplificando al massimo - quella del traffico è una questione decisamente complessa e non esiste una sola soluzione - una sorta di "Congestion Charge" in stile Londra (una tassa per l'accesso al centro città) potrebbe ridurre la componente di auto private in modo assoluto, aumentando al contempo la componente di trasporti pubblici e alternativi.

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Commenti

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Bruce Wayne

io le mie tasse le pago.

FirstFist

paga tu, sei tu il milionario

Bruce Wayne

trova tu i soldi per fare una cosa del genere.

ninuzzo

La dashcam devi comprarla tu, è ovvio, mica te la danno loro...
L'altra assicurazione si oppone con quale motivazione?

Tony Musone

Tu me lo potrai pure confermare ma a me non risulta che nessuna assicurazione, a differenza delle scatole nere, proponga delle dash cam nella polizza e quindi sia così automatico il rimborso, tanto più che non essendo riconosciute nel nostro ordinamento, l'altra assicurazione può benissimo opporsi.

Detto questo, stai descrivendo un'eccezione, quella in cui il ciclista sia responsabile di un incidente, purtroppo la regola vuole che nella stragrande maggioranza dei casi i responsabili siano gli automobilisti/camionisti.

Dubito che potrei mai darti ragione accettando un'idea talmente reazionaria e ripeto, la sicurezza stradale di tutti, è garantita da quante più bici sono in circolazione, non dalla targa. Se ci sono arrivati gli svizzerotti ci puoi arrivare anche tu.

ninuzzo

Ti confermo che la dashcam viene accettata dall'assicurazione, che, dopo aver visionato il video, procede automaticamente al rimborso del sinistro. Per quanto riguarda il giudice, non lo so, ma dubito che un giudice si rifiuti di accettare una prova video di un incidente.

Ripeto: io non sono contro i ciclisti; vado anche io spesso in bici. Ciò che dico è che, per la sicurezza di tutti, dovrebbero essere identificabili. Augurati di non subire mai un danno fisico o materiale causato da un ciclista che poi scappa, perché poi mi darai ragione...

Tony Musone

La dashcam in Italia PUÒ essere presentata come prova MA il suo accoglimento NON è automatico, è a discrezione del giudice.

Evidentemente la targa (quindi maggiore burocrazia) così come un eventuale caschetto obbligatorio, riduce il numero dei ciclisti non li aumenta (come si evince dalle statistiche) e siccome più bici in circolazione vuol dire più sicurezza per tutti, ecco perchè anche la Svizzera ha deciso che la targa fosse anacronistica.

Poi non si capisce in base a cosa i ciclisti italiani dovrebbero essere meno civili di tutti quelli nel resto del mondo. Hai una ricerca, dei dati, qualcosa che lo confermi, per caso me li potresti allegare?

Sappi, se non lo sai, che sotto ogni articolo in cui si parla di biciclette sembra che i ciclisti siano i responsabili di ogni nefandezza, come se sulla strada fossero i più indisciplinati e rappresentassero il problema numero uno per la sicurezza stradale. Così si scopre che ogni commentatore/automobilista ha un parente a cui un pedalatore ha investito un "cuggino".

Angelo Mantellini

Vivo a parigi e condividere uber è la cosa più normale.
Non si condivide tutto il tragitto, ma parte di esso.
I costi, con uber pull, sono la metà.
Ma queste cose funzionano solo in grandi città.
Non è che sei tassista?

ninuzzo

Se usi una dashcam hai una prova video di ciò che è successo, che puoi usare per ottenere il giusto risarcimento.
Ma se il responsabile non ha una targa, come fai dal filmato a capire chi è e a rintracciarlo? Non puoi!

"perchè in NESSUNA parte del MONDO targano le biciclette?"
Evidentemente all'estero c'è più civiltà, e ci si ferma quando si causa un danno a cose e/o persone.

La targa non deve servire a limitare l'uso delle bici, ma a responsabilizzarne l'uso. Chi fa un danno deve pagare.

Se vai all'articolo che parlava dei monopattini su questo sito, c'è un utente che ha raccontato che una donna in bici sul marciapiede gli è andato addosso e gli ha fratturato un piede. La donna è scappata, senza prestare soccorso (ed è un reato), senza fornire le proprie generalità (ed è un altro reato) e senza risarcirgli i danni. Ti sembra una cosa giusta?

Tony Musone

Non so quanto possa costare "una targa di metallo" quel che so è che per immatricolare una moto ci vogliono circa 200 euro.

Ora, a parte tutte queste "persone" (al plurale) che sono state investite, mi chiedo e ti chiedo: se fossero così tante e i danni fossero importanti, perchè in NESSUNA parte del MONDO targano le biciclette, nemmeno a Copenaghen, dove il 40 % delle persone si sposta in bici o ad Amsterdam, dove ci sono più biciclette che abitanti e invece, in entrambi i posti ne vogliono sempre di più?

Se "si sono ritrovati l'auto raschiata" (plurale anche in questo caso) chi ti dice che il danno sia stato causato proprio da una bici? Potrebbe essere stata anche una carrozzina da bimbo o di un invalido. E poi, anche se mi sfugge come una bici possa "raschiare" una carrozzeria (e come sia possibile che tu conosca così tanti casi) credi che una targa risolva il problema? No perchè a mia madre un furgoncino di una ditta fece un danno durante una manovra in un parcheggio e il responsabile negò di essere mai stato lì. Anch'io, sulla mia macchina, ho un piccolo bozzo causato (presumibilmente) dall'apertura di una portiera lato passeggero, eppure nessuno mi ha mai risarcito nulla.

p.s.
Ripeto, la Svizzera, l'unico Paese al mondo che targava le bici, le ha eliminate da qualche anno. Sostituendole con un articolo nella Costituzione che ne incentiva e ne promuove l'uso. Fatti una domanda e datti una risposta ;)

ninuzzo

Suvvia, quanto costa una targa di metallo?
Ci sono persone che sono state investite da una bicicletta, hanno riportato dei danni e non hanno visto un cent perché l'investitore è scappato.
Ci sono altri che si sono ritrovati l'auto raschiata da una bicicletta e hanno dovuto pagare di tasca loro i danni.

Un'auto la rintracci con la targa. Una bici come la rintracci?

boosook

Usato negli Usa senza problemi.

Mattia

No perché girano spesso solo quelli con 3000 recensioni quindi anni di guida

zegalvis

Da due anni e mezzo non ho altro mezzo che la mia bici elettrica.
Per l'inverno basta coprirsi esattamente come in moto.
Con la pioggia il problema si risolve facilmente perché esistono le cappottine apposite.
Se si devono portare grossi carichi, esistono le cargobike...
Se si devono portare più persone ci sono i tandem, e i risciò.
Se si vuole un mezzo veloce ma a pedali e magari cabinato, esistono le velomobili...

zegalvis

Tutta questa manfrina per le targhe alle bici è fondata sull'assunto che non esistano mezzi di riconoscimento migliori.
In Cina gli attraversamenti pedonali sono provvisti di camere con riconoscimento facciale.
Se attraversi la strada senza aspettare il verde, ti arriva in pochi secondi la notifica della multa sul cellulare con addebito immediato...

zegalvis

E poi c'erano le marmotte che chiudevano le carte delle cioccolate...

Emanuele

da un certo punto di vista è un'idea interessante ma imho mettere tariffe a tempo incentiverebbe comportamenti scorretti, primo fra tutti l'eccesso di velocità… della serie "dai dai mi devo sbrigare cosi spendo meno"

CAPSLOCK

Guarda che a trovare un altro passeggero che fa il tuo tragitto ci pensa l’app. Costa addirittura la metà della corsa privata solo che si allunga un pochino per prendere gli altri passeggeri o lasciarli.

CAPSLOCK

Guarda ormai i prezzi sono allineati, a volte uno costa meno dell’altro perché ci sono più macchine nei paraggi. Tu tieniti entrambe le app

Tony Musone

Scatola nera? E poi con il 5G alle porte, volendo, potrebbe essere un gioco da ragazzi ;)

Tony Musone

La targa presuppone un'immatricolazione e quindi un costo.

Tony Musone

Il "problema sollevato anche in campo europeo" riguarda le e-bike.

marco

senza alcun dubbio fanno meno danni ma il lato negativo di targare una bici quale sarebbe? non parlo di tassarle ma solo di targarle per evitare anche quell'unico caso

GianL

Una specia di numero di telaio sulle bici esiste già, c'è chi vorrebbe utilizzarlo per riassegnare bici rubate ritrovate però si è dimostrato di difficile attuazione, forse una app ha avuto qualche risultato di rilievo.

Ovviamente le bici possono fare danni, però 14 kg di massa a 20 km/h (bici) rispetto a un'auto di minimo 1000 kg anche solo a 50 km/h hanno un'energia ben diversa; però sono anche d'accordo con chi vorrebbe imporre l'assicurazione a Pedelec al di sopra di una certa potenza del motore elettrico; considera che ora il massimo per legge di unmotore elettrico in assistenza è di 250kW mentre un ciclistica amatoriale ha potenze _di picco_ che difficilmente arrivano alla metà di quel valore.

Tony Musone

- Non sono "punti di vista" tanto è vero che Spagna, Irlanda e Gran Bretagna e altri Paesi europei consentono di pedalare in coppia proprio per i motivi scritti sopra. Oltretutto ci sono 219 ciclisti rimasti sull'asfalto nel 2018 e l'anno prima erano 254. I quali sommati ai pedoni, fanno in entrambi gli anni: 1 utente debole della strada ogni 10 ore (feriti gravi, esclusi). E le statistiche dicono che nella maggior parte dei casi, la colpa è degli automobilisti, non il contrario.

Purtroppo la verità è che (soprattutto in Italia) mettere mano al Codice, in difesa dei più deboli o per rendere legale ciò che adesso è illegale per un ciclista italiano ma legale altrove da anni (come il "controsenso eccetto bici" o la svolta a dx col semaforo rosso) in un Paese con così tanti automobilisti/elettori, richiederebbe molto coraggio.

- Moto e bici viaggiano entrambe su due ruote ma già per il sol fatto che hanno un peso diverso e vanno a due velocità diverse, li rende due mezzi differenti. Infatti se tu fossi un ciclista e sapessi cosa vuol dire essere sorpassati (senza nessuna precauzione) da un TIR o da una macchina, a meno di un metro mentre loro viaggiano (se va bene) a 70 km/h e tu pedali a 20 km/h a bordo strada (magari sulla banchina), non metteresti in dubbio quanto ho scritto e non opporresti delle futili obiezioni riguardo la misurazione del metro e mezzo, che ti ricordo è già legge in molti Paesi del mondo.

Davide

Non che io sappia

Davide

Quante persone conosci che vanno dal tuo punto A (casa tua) al tuo punto B (lavoro)?
Zero? Tanto vale prendere pullman e treni a questo punto.
L'auto poi di chi è? Chi paga? Perché uno dovrebbe perdere tempo a passare a raccattare su tutti quando potrebbe benissimo dormire un quarto d'ora in più e poi andare in macchina per conto suo?
Tu vorresti estranei sulla tua macchina? Io no. La macchina la prendi in sharing? Va che paghi da quando ci entri dentro, perché dovresti spendere tempo=soldi per passare a tirar su sconosciuti? Come ti accordi con loro per il pagamento del tempo extra che ti è servito per raggiungerli?
Ecco, mi fermo qui perché di problemi ce ne sarebbero davvero troppi.

SlyAndrew

Punti di vista, ma trovo che i ciclisti oggi sia irrispettosi perché hanno un senso di onnipotenza. Io oltre a essere un automobilista sono anche un motociclista e so cosa voglia dire andare sulle 2 ruote. Ma spesso i ciclisti sono indisciplinati.
Infine in che modo si misurano che siano effettivamente 1.5metri dal ciclista quando si sorpassa o ne sono di meno?
Il tutto si riduce al buon senso delle persone che, a mio avviso, oggi è molto molto basso

Tony Musone

Anche tu devi perdonarmi ma le bici pedalano in gruppo non certo per dispetto, per sfida o per indisciplina ma lo fanno solo per poter garantire la propria incolumità. Dato che il nostro Codice non lo fa e quello è l'unico modo per impedire di essere sorpassati a filo manubrio (spesso oltre i limiti di velocità) magari (da un mezzo pesante) mentre s'incrocia un altro veicolo.

Infatti in alcuni Paesi europei, dove si vuole incentivare l'uso della bici e garantire maggiore sicurezza, è permesso pedalare in coppia, di modo che le macchine per sorpassare devono rallentare, mettere la freccia, aspettare che l'altra corsia sia libera e solo dopo sorpassare mantenendo una distanza di 1.5 metri dal ciclista (cosa che tra l'altro, anche solo il buon senso suggerirebbe di fare). Quindi in attesa che anche il nostro Codice si adegui, si fa quel che si può.

https://www.youtube.com/watch?v=OTGRQgw6PDA

marco

ahah no no semplicemente è un problema sollevato anche in campo europeo con la proposta di targarle ed obbligo di assicurazione. ora sull'assicurazione posso anche essere d'accordo che sia un problema minore, ma le targhe andrebbero messe semplicemente per rendere più facile identificare i soggetti e si ridurrebbe il numero dei furti, se la targa non corrisponde al n. di telaio c'è qualcosa che non va e così chiunque potrebbe essere sicuro

GianL

sì, è un problema sentito negli Stati Uniti. Le grandi aziende mandano una serie di consigli ai propri dipendenti quando si utilizzano questi servizi: accertarsi che ci siano i segni di riconoscimento tipici di quella società di trasporti, controllare che il tesserino d'idnetità sia esposto in auto, stabilire un contatto con gli occhi del conducente (qusta non l'ho capita, sinceramente)...

GianL

Biciclette is the new "olio di palma".
Sei stato investito da piccolo da una bicicletta? ;-)

Tony Musone

Veramente se tra i due c'è qualcuno che estremizza quello non sono di certo io. Le statistiche non vengono redatte in base al nome e cognome e nemmeno fa statistica un incidente che incidente non è, neanche questo mi pare difficile da capire.

La riprova sta nel fatto che in NESSUN Paese esiste l'obbligo di targa e assicurazione per le bici (anzi, la Svizzera che quell'obbligo l'aveva, l'ha levato), nemmeno laddove le due ruote rappresentano uno dei principali mezzo di trasporto.

SlyAndrew

Non riesco a comprendere la tua ilarità. Non so dove tu viva, ma io dalle mie parti ho avuto possibilità di vivere l'autobus solo per determinate tratte, le quali funzionano anche discretamente. Ma per il resto dalle mie parti i mezzi pubblici vertono in uno stato più che pietoso.
Ma ripeto non riesco a comprendere la tua ilarità XD

L0RE15

Ho confuso Andrea con Marco...correggo! :)
Beh, sono d'accordo sul percorso riabilitativo in generale, ma spesso fallisce (come nel caso nel bus già menzionato prima, fatto di cronaca recente).

Me.Tano

A breve mi recherò negli Stati Uniti e ho visto che come mezzo di trasporto c’è Lyft che costa ancora meno di Uber. Qualcuno l’ha mai direttamente usato e mi sa dire se funziona bene ?

Desmond Hume

Si fa prima e hanno un prezzo ragionevole rispetto ai mezzi di trasporto tradizionali il che li rende comodi da usare, anche la mancia la lascio volentieri.

Ungarus

Ahahahaha stai forse parlando degli autobus?

Porco Zio

3) ridurre costo del biglietto soprattutto per tratte extra urbane
4) far pagare il biglietto all’entrata del mezzo

Nalin

Vedo che estremizzi un qualcosa in realtà molto semplice. Se non c'è tracciabilità, la statistica non la fai, non è difficile da capire.
Invece sei tu che sei partito facendo un paragone che non sta in piedi proprio perchè non si può fare.

Nalin

Quindi non hai mai preso uno shuttle bus giusto?

SlyAndrew

Perdonami ma ne vogliamo parlare dei ciclisti che camminano in gruppo invadendo tutta la corsia? Ne vogliamo parlare che agli incroci non rispettano nulla? Cambiano direzione come se per strada esistessero solamente loro, non rispettano il codice della strada (i ciclisti hanno l'obbligo di rispettare il codice della strada).
Mi è capitato più volte di incontrare il gruppo di ciclisti a centro strada, come norma vuole emetto un segnale acustico per avvisarli che sta sopraggiungendo il veicolo per tutta risposta, nel caso migliore, fanno finta di non capire; nel caso peggiore si girano e mi mandano a quel paese.
Si vogliono usare le bici? Perfetto io sono favorevole, ma che si abbia un minimo di rispetto non delle regole ma del prossimo come individuo e non vivere come se si esistesse per conto proprio

SlyAndrew

Prendiamo, per esempio, 4 persone che ogni giorno partono dal medesimo punto A tra le 7:15 e le 7:25 e vanno al medesimo punto B e vanno tutti con la propria vettura. Immagina che ci sia un servizio di car sharing che prende tutti alle 7:20 dal punto A e li porta al punto B.
Ce ne sono tantissime di persone che viaggiano in questo modo, inoltre un pullman non viene condiviso con persone sconosciute? Il treno non viene condiviso con persone sconosciute? Quindi perché un'automobile non potrebbe essere condivisa con persone sconosciute? Solamente perché si vuol stare per i fatti propri? Beh si può stare per i fatti propri anche avendo una persona seduta affianco, un pò come accade sui pullman; non credo possa essere una cosa così trascendentale!
Inoltre ciò ridurrebbe enormemente il traffico, il tempo medio di percorrenza e l'inquinamento

Tony Musone

Se un incidente non prevede l'arrivo di un ambulanza o una visita al Pronto Soccorso, allora può essere catalogata alla stregua di due pedoni (uno dei quali può essere un corridore amatoriale o solo di fretta) che si scontrano, o vogliamo targare e obbligare all'assicurazione pure loro?

Davide

ride sharing e car sharing sono due facce della stessa medaglia. Salvo che tu sia con colleghi o amici non farai mai ride sharing con estranei sia perchè sono estranei sia pèerchè è impossibile che condividiate le stesse rotte.
Di conseguenza andrai di car sharing (ride sharing fatto da soli). O se vuoi vederla al contrario, il ride sharing è il car sharing fatto non da soli.

Nalin

Un incidente non per forza include l'intervento di polizia o pronto soccorso. Così come avviene per le auto se si toccano non arriva subito la cavalleria, però almeno dal cid è tracciato che un sinistro c'è stato.

Nalin

Almeno hai capito cosa sia il ride sharing?

Tony Musone

Le statistiche vengono redatte in base al numero degli incidenti e sulle cause, rilevate dalla Polizia e nei Pronto Soccorsi, non dalle assicurazioni o dalle generalità del ciclista.

Tony Musone

E quanti scippi o lesioni causate da un ciclista in fuga conosci? Se in NESSUN Paese si sente la necessità di targare le bici e invece si preferisce che il loro numero aumenti, un motivo ci sarà?

Davide

Quello che i santoni del car sharing non vogliono capire è che alla gente non interessa condividere la macchina, tantomeno con sconosciuti.
Non considerano mai neanche l'impossibilità di trovare altra gente che percorra le nostre specifiche tratte. Resta tutto un'idea idilliaca e astratta.

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