Mobilità elettrica: le tecnologie (e le idee) di Porsche

25 Gennaio 2018 0

L'elettrificazione di Porsche, iniziata da ormai diversi anni con le varianti ibride plug-in di Cayenne e Panamera, sarà protagonista nei prossimi due anni di un grande salto in avanti con l'arrivo della prima berlina elettrica Mission E. Per questo, a Zuffenhausen non stanno di certo con le mani in mano. Ecco quali sono le tecnologie alla base della futura offerta di ibride ed elettriche firmate Porsche in questa intervista realizzata dal costruttore a Uwe Michael, responsabile della Divisione Electrics/Electronics (EE) Development.

1. Una rete di ricarica rapida

Prima di parlare di sostenibilità, prestazioni, silenziosità non si può tralasciare l'aspetto principale che attualmente frena la diffusione delle auto a batteria: la ricarica. Porsche sta infatti sviluppando un'innovativa infrastruttura di ricarica. Una vera sfida, oltre che tecnologica, anche logistica, alla base dei ragionevoli dubbi che attanagliano i clienti Porsche intenzionati ad acquistare un'auto elettrica.

Porsche intende rivoluzionare i tempi di ricarica raddoppiando la capacità del sistema ad alta tensione da 400 V a 800 V. In poche parole, sarà possibile percorrere 400 km dopo soli 20 minuti di ricarica: la metà del tempo rispetto ai migliori concorrenti oggi sul mercato (il riferimento è naturalmente a Tesla). Ricarica rapida, ma anche comoda: per i clienti che vorranno ricaricare le proprie Porsche a casa, a Zuffenhausen stanno pensando a dei wallbox (fino a 22 kW di potenza) "intelligenti", perché possono essere programmati con un'app per selezionare i tempi di ricarica quando l'energia costa meno.

A questo punto, se ipotizziamo un quartiere dove tutti gli abitanti arrivano a casa la sera e mettono in carica la propria auto elettrica, si presenta il problema dei black-out di energia. La risposta di Porsche a questo problema è un nuovo sistema integrato di gestione dell'energia, che regola l'alimentazione dell'auto durante il processo di ricarica in base alle necessità della singola famiglia. Questo vuol dire che la potenza di ricarica non sarà mai massima, ma varierà in base alle esigenze energetiche delle singole abitazioni. Un po' come quando spegniamo il phon perché altrimenti salta la corrente...

A tale proposito, i sistemi di ricarica in fase di sviluppo in Porsche prevedono la presenza di una sorta di Powerwall, in grado di accumulare la corrente quando costa meno, quando la richiesta energetica è inferiore oppure tramite l'energia proveniente dai pannelli fotovoltaici: in questo modo, è possibile ricaricare fino a tre vetture senza collegarsi alla rete.

2. Batterie e sistemi all'altezza di Porsche

Passando all'architettura dei veicoli, i costruttori stanno proponendo sempre di più impianti elettrici a 48 V. Anche le nuove Porsche ibride ed elettriche accoglieranno questo sistema, ritenuto indispensabile per il funzionamento di turbocompressori elettrici e sistemi avanzati di assistenza alla guida. Una buona soluzione è avere due impianti elettrici: uno tradizionale da 12 V e uno da 48 solo per alimentare i sistemi più energivori e complessi.

Passando al capitolo batterie, Porsche è al lavoro con i maggiori fornitori di accumulatori al mondo per contribuire allo sviluppo di pacchi batterie adeguati alle prestazioni delle proprie vetture. Oggi, è ancora necessario scendere a compromessi: per questo, la collaborazione avviene con i produttori di tutti i diversi componenti. L'acquisto di "pacchetti completi" non è contemplato da Porsche, che selezionerà accuratamente ogni tecnologia per integrarla al meglio con il proprio powertrain.

E sulle batterie allo stato solido, Michael frena gli entusiasmi:

Non ci aspettiamo di vedere modelli adatti all'uso in auto prima del 2025. Abbiamo già fatto molti progressi in questo settore con il nostro partner Quantumscape. L'uso della tecnologia al litio-aria è anche una prospettiva molto eccitante. Ma - aggiunge - realisticamente parlando, è improbabile che vedremo questa tecnologia nei veicoli di serie prima del 2030.

3. Connettività e intelligenza artificiale al servizio della guida

Riguardo alla guida autonoma, le idee sono ancora più chiare:

Porsche non considera l'automazione di livello 5 - la guida senza il volante, il pedale del freno e dell'acceleratore - come priorità, ma abbiamo già fatto enormi passi in avanti nel campo della guida automatica: assistenti nel traffico, sistemi assistenza alla manovra e tutto quello che aiuta a rendere la guida più rilassata sono già realtà.

Niente guida senza conducente per una Porsche. Ma la connessione a internet sarà fondamentale, per esempio per aggiornare over-the-air il sistema di infotainment o il software di bordo per gestire da remoto alcune funzioni dell'auto, come un incremento di potenza o l'introduzione di nuove features, oppure anche per comunicare con le altre vetture o con le infrastrutture, o ancora per consegnarci un pacco nel bagagliaio quando siamo fuori casa.

Tutto risponde ad una tendenza alla digitalizzazione che Porsche ha deciso di cavalcare negli ultimi anni. Lo sviluppo di app proprietarie, che rispettino gli standard Porsche di usabilità e design, oppure la collaborazione con importanti aziende nel settore IT e dell'intelligenza artificiale, saranno sempre di più al centro del business di Porsche.

L'intervista si conclude proprio sull'intelligenza artificiale:

Guidare una Porsche è sempre un'esperienza estremamente piacevole. L'intelligenza artificiale arricchirà ulteriormente questa esperienza. I sistemi di autoapprendimento sono il risultato naturale dei moderni semiconduttori che hanno la capacità di elaborare e collegare enormi quantità di dati sia nei sistemi di back-end sia localmente nel veicolo stesso. La guida altamente automatizzata in un ambiente complesso diventerà fattibile solo quando avremo sistemi che diventano continuamente più intelligenti da soli.


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