Vuoi evitare la multa del Tutor? Questi “trucchi” non servono a nulla
C’è chi pensa che basti rallentare, chi crede che le auto con targa straniera siano invisibili e chi è convinto che con la pioggia il Tutor non funzioni. Ma quante di queste convinzioni sono vere?
Il Tutor continua a essere uno degli strumenti più temuti dagli automobilisti. E proprio intorno al sistema di rilevazione della velocità media sono nate negli anni numerose leggende metropolitane. Alcune sono diventate talmente diffuse da sembrare vere. Il problema è che affidarsi a questi “trucchi” può trasformarsi rapidamente in una multa per eccesso di velocità.
Il funzionamento del Tutor, infatti, è molto diverso da quello di un semplice autovelox. Il sistema rileva il veicolo in corrispondenza di un primo punto e registra il passaggio in un secondo punto, calcolando il tempo impiegato per percorrere quel tratto. In questo modo viene determinata la velocità media.
Frenare prima del secondo portale? Non basta
Una delle convinzioni più diffuse è che sia sufficiente viaggiare velocemente per gran parte del tratto e poi frenare poco prima del secondo rilevatore. È una strategia che non permette di “cancellare” la velocità accumulata nel tratto precedente: ciò che conta è la media complessiva tra i due punti di rilevazione. In altre parole, arrivare lentamente al secondo portale non significa automaticamente essere al sicuro.
E se si cambia corsia?
Anche questa è una delle tante presunte strategie applicate da molti automobilisti. Il Tutor non è pensato per controllare soltanto una determinata corsia: il sistema è in grado di rilevare i veicoli che attraversano i punti di controllo nelle corsie interessate. Cambiare corsia non evita in alcun modo il controllo.
Con la pioggia il Tutor non funziona
Altro falso mito molto diffuso. Le condizioni meteorologiche possono influire sulle condizioni di guida e, in determinati casi, anche sui limiti di velocità applicabili, ma non significa che il Tutor diventi automaticamente inattivo. Anzi, proprio in presenza di pioggia è ancora più importante verificare quale limite sia effettivamente previsto per quel tratto.
Le targhe straniere non vengono riconosciute
Anche questa convinzione è da prendere con molta cautela. Pensare che un veicolo con targa estera possa attraversare un tratto controllato senza lasciare traccia non è una strategia sulla quale fare affidamento. Il sistema di controllo è progettato per rilevare tutti i veicoli che transitano nei punti monitorati e se qualche targa non risultasse automaticamente riconosciuta dal sistema, sarebbe comunque soggetta ad una verifica puntuale dagli addetti al sistema sulla base delle registrazioni video.
Passare sulla corsia di emergenza
Utilizzare la corsia di emergenza per aggirare il controllo non è soltanto una pessima idea: può comportare conseguenze ben più serie della semplice sanzione per velocità. I moderni dispositivi di controllo sono progettati per monitorare l’intera carreggiata, inclusa la corsia di emergenza e l’uso improprio della corsia di emergenza infrange l’articolo 176 del Codice della Strada. Chi la percorre senza un valido motivo rischia sanzione amministrativa che va da 430 euro a 1.731 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e possibile sospensione del documento da 2 a 6 mesi.
La soluzione più semplice è anche l’unica davvero efficace: mantenere una velocità compatibile con il limite per tutto il tratto sottoposto a controllo. Affidandosi a una delle tante “tecniche” che circolano online si corre il rischio di scoprire troppo tardi che il trucco non funziona.