Siti web che vendono Volkswagen usate inesistenti: nuova truffa
Un fenomeno sempre più diffuso che non riguarda solo Volkswagen: ecco la truffa che riguarda portali web fraudolenti
Le truffe online riguardano anche il settore auto. Lo sa bene Volkswagen che per l’entità del problema è dovuta torna a parlare in maniera ufficiale. Anche perché il fenomeno si sta diffondendo con velocità sorprendente. In diverse aree d’Europa, infatti, sono comparsi siti di auto usate costruiti per imitare in modo credibile l’identità del marchio. L’aspetto grafico, i loghi e perfino la struttura delle pagine riproducono quelli dei portali ufficiali e creano un ambiente apparentemente affidabile. È in questo scenario che gli acquirenti vengono attirati da vetture offerte ovviamente a prezzi interessanti. Il problema è che una volta inviato il pagamento i clienti scoprono che quelle auto semplicemente non esistono.
Come funziona la truffa
L’allerta riguarda in modo particolare Germania, Austria e Svizzera. Il Gruppo ha diffuso una comunicazione formale per avvisare i clienti che in questi Paesi vengono offerti modelli usati a cifre molto inferiori al mercato.
Lo schema è di per sé molto semplice e altrettanto efficace. I truffatori creano portali che replicano l’estetica e i contenuti dei canali ufficiali Volkswagen, utilizzando indirizzi e-mail falsi, numeri di telefono fasulli e coordinate bancarie fraudolente. Chi cade nella trappola si ritrova ad aver pagato un’auto che non vedrà mai. Volkswagen ha invitato chiunque si trovi in questa situazione a rivolgersi alle autorità locali.
Non è la prima volta che accade
Non è la prima volta. Un avviso quasi identico era già stato diffuso a metà dello scorso anno, sempre rivolto agli stessi tre Paesi. E prima di Volkswagen, segnalazioni simili erano arrivate da Mercedes e Audi, a conferma che il fenomeno non riguarda un singolo marchio ma un sistema di frode strutturato.
Il problema non riguarda soltanto l’Europa. Circa un anno fa lo Stato del Wisconsin, negli Stati Uniti, aveva emesso un avviso simile. La responsabile della sezione DMV Dealer and Agent, Maura Schifalacqua, aveva descritto lo schema con precisione, spiegando che i truffatori creano siti o profili social che si spacciano per concessionarie reali, utilizzando foto di veicoli e concessionari esistenti per dare un’apparenza di legittimità.
La crescita di questo tipo di frode rappresenta una sfida difficile da contrastare. Ed è un problema trasversale per diversi settori (moda, tecnologia, eccetera). La difficoltà principale è individuare l’inganno prima di effettuare il pagamento. E per le autorità risulta altrettanto complesso intervenire in maniera tempestiva prima che questi siti possano mietere vittime.
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