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Parigi si riprende la scena: apre il Mondial de l'Auto 2026. Tutte le novità

Apre il Salone dell’Auto di Parigi 2026: oltre 60 marchi, 5.000 test drive e l'avanzata dei brand cinesi. Tutte le anteprime del Mondial de l'Auto.

Parigi si riprende la scena: apre il Mondial de l'Auto 2026. Tutte le novità
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 12 ott 2026

Parigi torna a ruggire. Porte di Versailles, padiglioni aperti. Da oggi, lunedì 12 ottobre, la stampa calca i corridoi della 91ª edizione del Mondial de l’Auto, pronta a spalancare i battenti al pubblico da domani fino a domenica 18. Dopo anni di appannamento, il Salone tenta il tutto per tutto per riprendersi il centro del ring europeo. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: si passa dai 48 marchi del 2024 a oltre 60 espositori quest’anno. Un segnale di riscossa, forte della spinta di un’industria che non vuole mollare il colpo, forte anche dei 508 mila visitatori staccati nell’ultima edizione.

Non solo vetrina

Guidare, toccare, testare. Questa è la ricetta scelta da Parigi per non trasformarsi nel solito museo statico. Gli organizzatori hanno quindi messo in piedi un vero e proprio “parco giochi” per gli automobilisti, con oltre 5.000 prove su strada distribuite su blocchi da 30-45 minuti a bordo di una flotta di circa 90 macchine.

C’è pure spazio per saggiare lo stato dell’arte della guida assistita: Tesla cala sul tavolo sei Model 3, mentre XPENG risponde con due L03. Chiaro: niente fantascienza o guida autonoma senza mani sul volante, ma prove sul campo per capire cosa offrono davvero i sistemi di bordo oggi.

La carica dei francesi e il maxi-stand Stellantis

Il blocco casalingo risponde presente senza risparmiarsi. Stellantis cala l’asso occupando oltre 5.000 metri quadrati con otto brand, portando in prima europea la compatta elettrica Leapmotor B03, chiara fotografia di come gli accordi asse Cina-Europa stiano ridisegnando le fabbriche.

  • Renault: la Losanga fa sul serio. Tra gli stand sfilano la Nuova Megane E-Tech Electric, il Nuovo Trafic E-Tech Electric, la serie limitata Rafale Hypnotic e una folle e personalitatissima Renault 5 Turbo 3 E. Ma il vero colpo d’occhio è il Renault E-Space Concept, anteprima mondiale che ridisegna i confini dei viaggi in famiglia a zero emissioni.
  • Dacia & Alpine: Dacia punta dritta al sodo con la nuova Spring e la Striker, una familiare rialzata pensata per digerire qualsiasi alimentazione. Alpine fa le cose in grande con ben quattro anteprime mondiali: la PS1, la show car A110 Sculpture, la A290 Collection e le nuove tinte per la A390.
  • Citroën, Peugeot, DS e Opel: Citroën stuzzica la curiosità con il concept di una 2CV elettrica dai contorni ancora misteriosi. Peugeot sfodera la e-208 GTi e studi di design inediti. DS scommette sulla N°7, mentre Opel affianca alla Corsa GSE un progetto di carrozzeria mai visto prima.
  • Alfa Romeo, Lancia e Fiat: Alfa svela Cuorerosso, un manifesto stilistico nato a Torino per tracciare la rotta futura del Biscione (senza velleità da serie, per ora) affiancato dalla 33 Stradale. Lancia cala la carta della nuova Gamma, crossover di segmento D ibrido ed elettrico vicino alla Ypsilon. Fiat, dal canto suo, spinge con i nuovi Grizzly e Grizzly Fastback, strizzando l’occhio al futuro con un concept anteprima.

L’offensiva asiatica fa tremare i listini

Se gli europei cercano di riordinare le idee, i costruttori asiatici sbarcano a Parigi con il coltello tra i denti. La Corea non sta a guardare. C’è Kia che porta il SUV Seltos Hybrid, la compatta K4 Hybrid, le declinazioni sportive GT elettriche e il versatile PV5, pensato sia per le famiglie che per le flotte commerciali. Hyundai risponde con il debutto della nuova Bayon, la prima europea della Tucson e la sfilata di Ioniq 3, Ioniq 6 N, Staria Electric e di un veicolo commerciale a batteria.

Ma il vero terremoto porta i nomi di Pechino e dintorni. I brand cinesi raddoppiano e passano a 20 marchi presenti: BYD, Chery, XPENG, Zeekr, Geely, Changan, AITO e Avatr. Alcuni sono volti noti, altri cercano il primo bagno di folla. BYD mescola carte tra elettriche e ibride, XPENG punta tutto su SUV e assistenze alla guida. I dati Reuters e Schmidt Automotive Research parlano chiaro: nel secondo trimestre del 2026 i marchi cinesi hanno toccato il 10,7% del mercato europeo (quasi il doppio rispetto al 5,7% dell’anno prima), dominando addirittura oltre il 26% del mercato delle ibride plug-in in Europa occidentale.

Volvo torna dopo dodici anni e… le grandi assenze

Per arginare l’ondata, Volkswagen cala la nuova ID. Tiguan (erede della ID.4) e le più compatte ID. Polo e ID. Cross, mentre Škoda scommette sui SUV a batteria Epiq e Peaq. Mercedes presidia la fascia alta e, notizia nell’aria da tempo, Volvo si ripresenta a Parigi dopo ben dodici anni di assenza con il nuovo SUV elettrico EX60.

Eppure, a guardare chi manca, il quadro si fa frammentato. Le defezioni pesano come macigni: BMW e MINI hanno fatto dietrofront all’ultimo secondo per priorità mutate e conti inferiori alle attese. Vuoti pesanti anche tra le supercar e i marchi di lusso. Niente Porsche, Ferrari, Lamborghini e Maserati. Così come mancano all’appello Jaguar Land Rover e Nissan. MG, pur essendo ormai una presenza fissa in Francia, non ha voluto uno stand ufficiale, mentre Toyota ha preferito rintanarsi unicamente nell’area dedicata all’innovazione.

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