Nuova Opel Astra 2026, ora costa meno e regala una nuova tinta
La nuova Opel Astra Start debutta a 32.450 euro. Dotazione ricca con sedili Intelli-Seat, display da 10 pollici e motori ibridi, diesel oppure 100% elettrici
Un’iniezione di convenienza per la compatta di Rüsselsheim. A distanza di circa un anno dal lancio sul mercato, la nuova Opel Astra si ripresenta ai blocchi di partenza del nuovo anno modello con un listino rivisto e una novità pensata per intercettare chi guarda al sodo: l’allestimento Start. L’obiettivo della casa tedesca è chiaro. Rendere la tecnologia e il design della propria vettura di punta ancora più accessibili, con un prezzo d’attacco che scende di 550 euro rispetto al passato.
Per mettersi al volante della versione a cinque porte bastano ora 32.450 euro (chiavi in mano, IPT esclusa), che diventano 33.650 euro per la spaziosa variante station wagon Sports Tourer. Una mossa strategica con cui il marchio punta a farsi strada in un segmento sempre più combattuto.
“Con la versione Start offriamo ai clienti la possibilità di guidare un’auto prodotta in Germania, già ricca di contenuti, risparmiando rispetto a prima“, spiega Giorgio Vinciguerra, Managing Director di Opel Italia. “Vogliamo garantire una mobilità individuale davvero alla portata di tutti, indipendentemente dalla motorizzazione scelta, posizionandoci in modo decisamente più competitivo rispetto a diverse concorrenti dirette“.
Debutta il Denim Blue e la dotazione si fa ricca
La novità non riguarda soltanto il prezzo. Con il debutto di questo allestimento fa il suo esordio in gamma anche la vernice metallizzata Denim Blue, una tonalità ispirata al tessuto jeans offerta di serie, che regala alla carrozzeria un tocco di eleganza sobria.
Andando oltre l’estetica, la dotazione di bordo non risente affatto del posizionamento d’ingresso. Di serie si trovano i sedili ergonomici Intelli-Seat con sei regolazioni manuali e la caratteristica scanalatura centrale studiata per ridurre la pressione sulla colonna vertebrale, un dettaglio non da poco per chi passa molte ore al volante. Il quadro si completa con il climatizzatore automatico, la plancia digitale composta dal display da 10 pollici per la strumentazione e dal touchscreen centrale per l’infotainment, oltre ai sensori di parcheggio anteriori e posteriori che affiancano la dotazione di sicurezza standard.
Benzina, diesel o elettrica: la scelta dei motori resta totale
Uno dei punti di forza della formula Start sta nella libertà di scelta sul fronte delle motorizzazioni. La cifra d’attacco di 32.450 euro permette infatti di accedere direttamente alla variante ibrida da 145 CV (107 kW) e 230 Nm di coppia, abbinata al cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti.
Chi macina molti chilometri in autostrada può invece puntare sul collaudato turbodiesel da 130 CV (96 kW) con cambio automatico a otto marce. Non manca infine l’opzione a zero emissioni: l’Astra Electric Start mette sul piatto 156 CV (115 kW), una coppia immediata di 270 Nm e il supporto alla ricarica bidirezionale V2L, utile per alimentare dispositivi elettrici esterni direttamente dalla batteria dell’auto.
Un listino più chiaro e lineare per tutta la gamma
L’arrivo della versione Start su Astra non è un caso isolato, ma segue l’impostazione già vista su altri modelli del brand come Frontera e Combo. Opel sta infatti riorganizzando la propria offerta attorno a una logica più semplice: da un lato le versioni d’attacco pensate per offrire il miglior rapporto qualità-prezzo, dall’altro gli allestimenti superiori, arricchiti di accessori specifici per marcare con maggiore chiarezza le differenze tra le varie opzioni a listino.