Monopattini elettrici: targa obbligatoria da maggio 2026
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblica le regole definitive per l’obbligo del “targhino” sui monopattini elettrici: costi, procedura e scadenze per mettersi in regola
La mobilità urbana in Italia sta per cambiare, almeno dal punto di vista normativo. Dopo un lungo iter burocratico, l’obbligo del contrassegno identificativo per i monopattini elettrici – detto “targhino” – è ufficialmente realtà. Con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo che disciplina la piattaforma telematica per il rilascio delle targhe, si completa il quadro normativo stabilito dalla riforma del Codice della Strada del 2024.
Obbligo dal 16 maggio
L’introduzione del targhino rappresenta l’ultimo passo di un piano più ampio volto a regolamentare i monopattini elettrici, vale a dire un aspetto della micromobilità che in questi anni è sempre rimasto in una zona grigia legislativa. La riforma sopracitata ha già reso obbligatori l’uso del casco per tutti i conducenti e la sottoscrizione di una polizza assicurativa. Fino a oggi l’obbligo della targa era rimasto in sospeso in attesa dei decreti tecnici necessari per definirne le caratteristiche. Ora l’iter si è concluso e l’obbligo del contrassegno identificativo scatterà dal 16 maggio 2026.
Caratteristiche e installazione
Il targhino non è un semplice adesivo, ma un documento ufficiale prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con materiali specifici e tecnologie anticontraffazione.
Ecco le principali caratteristiche:
- Dimensioni: 50 mm x 60 mm.
- Colorazione: fondo bianco con caratteri neri.
- Codice: 6 caratteri alfanumerici disposti su due righe (numeri da 2 a 9 per evitare ambiguità).
Per quanto concerne il posizionamento sul monopattino, la nuova normativa non lascia spazio all’improvvisazione. Il targhino deve essere installato nell’apposito supporto posteriore, quando previsto dal costruttore. In assenza di tale alloggio, va applicato sulla parte anteriore del piantone dello sterzo, facendo attenzione che sia sempre perfettamente leggibile.
Il targhino è personale
Una degli aspetti da notare è che il nuovo targhino per monopattini è legato alla persona e non al veicolo. Il contrassegno, infatti, viene associato al codice fiscale del proprietario e non al mezzo, dato che per i monopattini non è prevista l’iscrizione all’Archivio nazionale dei veicoli. Pertanto, se venderà il monopattino, il proprietario potrà tenere il proprio targhino personale per utilizzarlo su un nuovo veicolo.
Costi e modalità di richiesta
La procedura per ottenere il contrassegno identificativo per monopattini è piuttosto snella e digitalizzata. Ecco le principali fasi.
- Richiesta: da fare tramite una piattaforma telematica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
- Lavorazione: la pratica verrà gestita dal Centro Servizi della Motorizzazione Civile.
- Ritiro: una volta completata la procedura, il proprietario dovrà recarsi allo sportello della Motorizzazione per ottenere il contrassegno.
Il costo del targhino è fissato a 8,66 euro, a cui vanno però sommati l’imposta di bollo e i diritti di motorizzazione.
Le sanzioni
Dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina, per chi circolerà con il proprio monopattino elettrico senza il contrassegno identificativo sono previste sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 100 euro fino a un massimo di 400 euro.
Con questa normativa, l’esecutivo punta a responsabilizzare gli utenti della strada che scelgono di spostarsi con il monopattino elettrico, che viene da ora considerato un veicolo motorizzato a tutti gli effetti. Sarà così più facile l’identificazione dei conducenti in caso di infrazioni o incidenti.