Maserati guarda alla Cina: JAC conferma i colloqui con Stellantis e Huawei
La Casa del Tridente potrebbe affidarsi a competenze e tecnologie cinesi per sviluppare la prossima generazione di modelli. Sul tavolo ci sarebbero una grande SUV e una GT elettrica, ma resta da definire il ruolo degli stabilimenti italiani
Per mesi è rimasta nel territorio delle indiscrezioni. Ora, però, la possibilità che il futuro di Maserati passi anche attraverso una collaborazione con l’industria automobilistica e tecnologica cinese trova una prima conferma ufficiale. A fornirla è JAC Motors, che in un documento diffuso attraverso i canali della Borsa di Shanghai ha riconosciuto l’esistenza di discussioni con Stellantis e Huawei per una possibile collaborazione.
È un passaggio significativo: JAC ha infatti precisato che contenuti e modalità dell’eventuale cooperazione devono ancora essere definiti e che, al momento, non è stato sottoscritto alcun accordo formale e vincolante. La stessa società cinese ha inoltre sottolineato l’incertezza sugli sviluppi futuri del progetto.
Un’ipotesi che parte dalla tecnologia
La prospettiva è comunque interessante perché inserisce Maserati all’interno di un modello di collaborazione molto diverso da quello tradizionale. Da una parte ci sarebbe il marchio del Tridente, chiamato a preservare design, identità, posizionamento e caratteristiche dinamiche delle vetture; dall’altra JAC, che potrebbe mettere a disposizione capacità industriali e competenze nello sviluppo e nella produzione; infine Huawei, con il proprio patrimonio tecnologico nel campo del software, dell’elettronica di bordo, della connettività e dei sistemi di assistenza alla guida.
Non si tratterebbe, quindi, di acquistare una piattaforma già pronta e applicarvi il logo Maserati. Le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane descrivono piuttosto una possibile divisione dei compiti, nella quale le competenze dei tre soggetti verrebbero integrate per accelerare lo sviluppo dei nuovi prodotti e contenere gli investimenti necessari.
Del resto, JAC e Huawei hanno già maturato un’esperienza comune nel settore automobilistico premium attraverso l’ecosistema che ha portato alla nascita del marchio Maextro. È proprio questo precedente a rendere concreta l’ipotesi di una collaborazione anche per Maserati, pur senza che ciò significhi che lo schema sia già stato definito per il Tridente.
Due nuovi modelli nel mirino
La vera partita, però, si gioca sui prodotti. Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime settimane, il progetto riguarderebbe almeno due vetture destinate a occupare la fascia alta della gamma Maserati: una SUV di grandi dimensioni, destinata a raccogliere l’eredità della Levante, e una GT elettrica di grandi dimensioni, chiamata a inserirsi nella tradizione delle granturismo del marchio.
È un passaggio particolarmente importante per Maserati, che ha bisogno di tornare a presidiare il segmento E con prodotti capaci di ampliare una gamma oggi concentrata su Grecale, GranTurismo e GranCabrio.
Anche la tecnologia dei due modelli potrebbe essere oggetto della collaborazione. Le prime indiscrezioni parlano di architetture elettriche e sistemi digitali sviluppati con il contributo cinese, mentre Maserati manterrebbe un ruolo determinante nella definizione dello stile e nell’impostazione finale delle vetture. Non è inoltre escluso che, alla luce dell’evoluzione del mercato, possano essere considerate soluzioni elettrificate differenti dalla sola alimentazione a batteria, compresa la tecnologia range extender. Si tratta, però, di ipotesi ancora da confermare.
Cina per sviluppare, Italia per completare?
Uno degli aspetti più delicati riguarda la produzione. Secondo le ricostruzioni circolate finora, una delle possibilità allo studio sarebbe il ricorso al sistema SKD, acronimo di Semi Knocked Down: una parte consistente della vettura verrebbe prodotta in Cina e successivamente trasferita in Italia per l’assemblaggio finale e le attività di completamento e messa a punto. Tra gli impianti italiani indicati nelle indiscrezioni c’è Cassino.
È proprio qui che la possibile collaborazione assume una dimensione industriale che va oltre il semplice sviluppo di nuovi modelli. L’obiettivo sarebbe combinare la capacità produttiva e tecnologica disponibile in Cina con il know-how italiano nella definizione del prodotto e nella fase finale di industrializzazione. Resta tuttavia da capire quale sarà la configurazione definitiva e, soprattutto, dove verranno effettivamente costruite le vetture destinate ai diversi mercati.
Il problema dei costi
A complicare il quadro c’è anche la questione economica. L’accesso alle tecnologie cinesi potrebbe consentire di ridurre tempi e investimenti nello sviluppo di una nuova generazione di Maserati, ma allo studio ci sarebbe anche una differenziazione delle dotazioni in funzione dei mercati: le vetture destinate alla Cina potrebbero adottare sistemi più avanzati, mentre per Europa e altri Paesi potrebbero essere previste configurazioni differenti, anche per effetto delle diverse normative.
È un elemento tutt’altro che secondario, perché mette sul tavolo il tema dell’equilibrio tra tecnologia, costi e posizionamento premium. Maserati dovrà infatti mantenere un’identità di prodotto riconoscibile anche nel caso in cui una parte significativa dell’architettura tecnologica e industriale arrivi dalla Cina.
La conferma di JAC
Finora Stellantis aveva parlato genericamente della ricerca di partner tecnologici e industriali per Maserati. A giugno, l’amministratore delegato Antonio Filosa aveva confermato l’esistenza di trattative con due partner in grado di portare tecnologie e competenze al marchio, senza però identificarli pubblicamente.
Il percorso verso un’intesa con JAC e Huawei è aperto, ma nessun elemento dell’eventuale accordo può essere considerato definitivo. Sulla base delle recenti dichiarazioni di Santo Ficili l’obiettivo è arrivare alla presentazione del nuovo piano industriale per dicembre, e a quel punto dovrebbe diventare più chiaro quale strada Stellantis intenda seguire per il Tridente.