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BMW M5 Touring by Manhart: station wagon da 910 CV

La BMW M5 Touring G91 passa sotto le mani di Manhart e diventa MH5 900E. Un mostro ibrido da 910 CV e 1.200 Nm che riscrive le regole

BMW M5 Touring by Manhart: station wagon da 910 CV
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 30 mar 2026

C’è qualcosa di profondamente assurdo nel voler mettere le mani su una macchina che già di serie vanta numeri da capogiro. Parliamo della nuova BMW M5 Touring G91, un mostro sacro che sotto il cofano nasconde un cuore Plug-in Hybrid capace di erogare 727 CV e 1.000 Nm di coppia. Un’auto pazzesca. Veloce come una supercar ma con lo spazio per caricarci i bagagli di tutta la famiglia. Eppure, per qualcuno, tutto questo è solo il punto di partenza. È qui che entra in gioco il team di Manhart Automotive. Lo sappiamo. Gente che non si accontenta mai della “normalità”. La loro creatura? E’ stata ribattezzata MH5 900E Touring. E trasforma quella che era un’elegante station wagon in una variante “super dopata” con un look che non lascia spazio a interpretazioni.

Un cuore da 910 CV: quando l’ibrido diventa cattivo

Il lavoro grosso è stato fatto sul V8 S68 da 4,4 litri. Grazie a un upgrade del sistema turbo e alla centralina Mhtronik, la potenza schizza all’incredibile cifra di 910 CV, con una coppia mostruosa di 1.200 Nm. Numeri che, sinceramente, fanno quasi paura solo a leggerli. Per far cantare a dovere questo propulsore, i tecnici hanno installato uno scarico in acciaio inox con valvole attive e quattro terminali da 115 mm in nero opaco che regalano un sound cupo e viscerale. Certo, per chi vuole esagerare ci sono anche i downpipe race, ma occhio: quelli non sono omologati e sono pensati solo per l’export (o per chi ha molta voglia di rischiare).

Non si tratta solo di correre sul dritto. Per tenere a bada tutta questa esuberanza, Manhart propone due strade per l’assetto: si può andare sul classico con le molle della H&R o puntare al top con un coilovers Variante 4 di KW Suspensions. L’auto non è solo più bassa e cattiva alla vista, ma diventa molto più reattiva tra le curve, perdendo quel pizzico di “morbidezza" che BMW deve necessariamente mantenere per il mercato di massa. L’impatto visivo, però, lo danno le scarpe. I cerchi Concave One da 21 e 22 pollici riempiono i passaruota in modo quasi imbarazzante, specialmente nella versione forgiata che monta pneumatici da ben 315 al posteriore. Sono quei dettagli che ti fanno capire subito che non sei davanti a una M5 qualsiasi che potresti incrociare al semaforo.

L’abitacolo si veste di Alcantara

Esteticamente la M5 G91 è già bella “massiccia", quindi Manhart ha scelto la strada della sobrietà (per quanto possibile). Niente kit estetici troppo pacchiani, ma il classico set di decalcomanie dorate o nere che sono ormai il marchio di fabbrica del tuner. Un modo per dire “sono io" senza dover urlare troppo, lasciando che siano i muscoli a parlare. Anche dentro l’occhio vuole la sua parte. Certo, non aspettatevi rivoluzioni totali, ma tocchi di classe che fanno la differenza tra una macchina di serie e un pezzo unico. Tappetini ricamati a mano e un magnifico cielo in Alcantara che rende l’ambiente ancora più esclusivo. In fondo, se hai quasi mille cavalli sotto il piede, è giusto che anche il tatto e la vista abbiano la loro dose di lusso.

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