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Lamborghini Miura, i sessant'anni della prima supercar

La prima supercar della storia, l'auto che ha rivoluzionato il mondo delle quattro ruote ad alte prestazioni: Lamborghini Miura

Lamborghini Miura, i sessant'anni della prima supercar
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 10 mar 2026

Il 10 marzo del 1966, al Salone di Ginevra, il mondo dell’automobile smise di essere lo stesso. Non era solo il debutto di una nuova vettura; era la nascita della Lamborghini Miura, la prima supercar della storia, capace di ridefinire radicalmente ciò che un’auto stradale ad alte prestazioni poteva essere. Con la Miura, la giovane Casa di Sant’Agata Bolognese, fondata appena tre anni prima, creò un segmento completamente nuovo, dando vita alla moderna supersportiva a motore centrale.

Come tutto ebbe inizio

Tutto ebbe inizio dalla visione ambiziosa di Ferruccio Lamborghini, che sognava una vettura ancora più potente delle precedenti, in grado di lasciare il mondo senza parole. Un team di ingegneri giovanissimi e visionari – guidato da Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, con il pilota Bob Wallace – trasformò quell’intuizione in realtà, lavorando al progetto, inizialmente denominato “400 TP” o “Progetto L105”, spesso oltre l’orario di lavoro. Il cuore di questa rivoluzione era un motore V12 da 3,9 litri montato trasversalmente in posizione centrale, un’architettura dirompente che rompeva con la tradizione delle Gran Turismo.

Al Salone di Torino del 1965, Lamborghini espose il solo telaio nudo: una struttura in acciaio con pareti di appena 0,8 millimetri e un peso di soli 120 kg. Fu lì che Nuccio Bertone, osservando quel capolavoro di ingegneria con i suoi scarichi bianchi, si fece avanti con una promessa: creerebbe “la scarpa perfetta per questo meraviglioso piede. Quella “scarpa", disegnata da Marcello Gandini, divenne un’opera d’arte schiacciata al suolo, alta appena 105 centimetri, sensuale e aggressiva come un predatore pronto a scattare. Caratterizzata dai celebri fari con le iconiche “ciglia”, la Miura stabilì standard stilistici che restano senza tempo.

Prestazioni impressionanti

Le prestazioni erano, per l’epoca, quasi irreali: con una velocità massima di 290 km/h, la Miura divenne l’auto di serie più veloce del mondo. Il leggendario V12 evolse dalla P400 (350 CV) alla P400 S (370 CV), fino alla definitiva P400 SV da 385 CV. Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini, ha celebrato oggi il sessantesimo anniversario dichiarando: “La Lamborghini Miura non è soltanto un’auto da sogno per le sue prestazioni, il design e il suo ruolo di icona. Da sessant’anni rappresenta una pietra angolare del nostro Marchio e ancora oggi è un riferimento per performance e stile”.

Tra il 1966 e il 1973 vennero costruiti 763 esemplari, con prezzi che andavano dai 7,7 milioni di lire della P400 agli 8,6 milioni della SV. La Miura non fu solo meccanica, ma un impatto culturale che arrivò fino al cinema, con la leggendaria sequenza iniziale di The Italian Job. Il legame con la tauromachia, scelto da Ferruccio in omaggio alla razza di Don Eduardo Miura Fernández, segnò il DNA del brand. Come concluso da Winkelmann, “celebrare questo anniversario significa rendere omaggio a un capolavoro che continua a ispirarci, ricordandoci che il vero cambiamento deriva dal coraggio di sfidare le convenzioni”. Oggi, la Miura non invecchia, ma matura come un’icona assoluta di ingegneria visionaria.

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