Compra una Lamborghini iconica e trasforma la sua passione in un business
Un meccanico, dopo aver acquistato una Lamborghini Diablo, ha scelto di fondare una azienda per creare rari pezzi di ricambio
La vita è fatta di piccole grandi intuizioni che spesso nascono da passioni profonde. Gli amanti delle supercar sono cresciuti a pane e modellini, sognando un giorno di possedere un leggendario esemplare in garage. La Diablo è un simbolo dell’eccellenza nostrana, erede della mitica Countach. Apriamo il cassetto dei ricordi e facciamo un salto al 1990, anno della presentazione ufficiale della Lamborghini Diablo nel Principato di Monaco in occasione dell’apertura del Rally di Monte Carlo.
Il progetto della Diablo aveva l’obiettivo di innalzare il livello prestazionale della sua predecessora. I primi prototipi ripercorsero le tradizionali linee, spigolose e taglienti, perfezionate con l’arrivo di Chrysler, che permise un futuro finanziario all’azienda creata da Ferruccio. A spingere la Diablo, nome tratto dal mondo della tauromachia e legato alla leggenda iberica del Diavolo con le corna, c’era un motore V12 da 5,7 L con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, che erogava una potenza massima di 492 CV e 580 Nm di coppia sino a raggiungere una velocità massima di 325 km/h. Numeri spaventosi per una supercar dell’epoca. Da ferma l’opera d’arte disegnata da Gandini scattava sino a 100 km/h in 4,5 secondi, mentre lo 0 a 200 km/h era coperto in 13,7 secondi.
Il sogno italiano
Negli Stati Uniti un meccanico appassionato di Lamborghini è riuscito ad accaparrarsi un esemplare di Diablo, pur non provenendo da una famiglia ricca, uscito dallo stabilimento di Sant’Agata Bolognese nel 1991. Dopo aver visto l’annuncio su Facebook, l’uomo ha deciso di acquistarla d’istinto, risvegliando quel desiderio che aveva sopito sin da bambino. “Era l’auto simbolo di un’intera generazione. Appena ho potuto, l’ho comprata”, ha annunciato il tecnico nel video in basso del canale YouTube Magnacars.
Appena ha visto la vettura dal vivo, nonostante avesse delle imperfezioni, il meccanico ha deciso che sarebbe stata sua. Una supercar old school senza servosterzo, ABS, airbag, solo tanti cavalli e la trazione posteriore. Un bolide che non lascia spazio a incertezze. “Quest’auto vuole ucciderti. Non puoi mandare messaggi mentre guidi questa macchina. Quando sei al volante, sei concentrato sul lavoro”, ha spiegato l’acquirente. Ci vuole coraggio ed esperienza per portare al limite una Diablo. La sinfonia del motore V12, unito a un handling d’altri tempi, è in grado di creare una combinazione micidiale.
La nascita del business
L’uomo, oltre a divertirsi alla guida della sua amata vettura italiana, bada personalmente alla sua manutenzione. Queste auto senza aiuti elettronici sono relativamente semplici da riparare. “Una volta che ci si prende la mano, diventa tutto più gestibile”, ha dichiarato il meccanico. Oltre a trasformare un sogno d’infanzia in realtà, il collezionista ha deciso di creare una sua azienda, ispirandosi al nome in codice del progetto Diablo: Project 132.
Con lo scopo di riprodurre e perfezionare i componenti essenziali per consentire ai proprietari di continuare a guidare le loro vecchie glorie, il meccanico ha deciso di offrire un servizio eccezionale. In questo modo il sogno di guidare le supercar del passato può diventare più raggiungibile. Prima di concludere il filmato, l’uomo ha condiviso un messaggio di speranza: “Non rinunciate mai ai vostri sogni”. Un appello anche ai più giovani che sembrano sempre più distanti dalla sportività dell’industria delle quattro ruote.