In Francia ci sono un milione di auto fantasma. Cosa sta succedendo
Un rapporto denuncia le falle del sistema di immatricolazione digitalizzato nel 2017 per un danno stimato di circa 550 milioni di euro
Cosa sta succedendo oltre i confini italiani? In Francia circolano quasi un milione di veicoli fantasma. Di cosa si tratta? Di veicoli immatricolati per attività fraudolente. Non è una stima di un’associazione, ma quanto emerge dal rapporto dalla Cour des Comptes, l’equivalente francese della Corte dei Conti, che parla apertamente di “deriva” e chiede un intervento urgente da parte dello Stato.
Un sistema troppo facile da aggirare
Il problema nasce nel 2017. Nove anni fa, con il piano Préfecture Nouvelle Génération, la Francia ha eliminato gli sportelli fisici nelle prefetture, dove circa 1.900 agenti pubblici gestivano le pratiche di immatricolazione. Parallelamente ha affidato l’accesso diretto al sistema informatico SIV (Système d’Immatriculation des Véhicules) a oltre 30.000 operatori privati, principalmente professionisti del settore automotive. L’obiettivo era la modernizzazione, ma la realtà nel tempo ha raccontato tutt’altra storia.
Il meccanismo di abilitazione al SIV era stato pensato per rendere più facili e veloci le procedure. Si fondava sulla fiducia. E non prevedeva controlli periodici. Un approccio che ha finito per attirare l’attenzione dei malfattori. Che hanno creato appositamente strutture per immatricolare queste auto fantasma. Circa 300 società fittizie, spesso ridotte a una semplice casella postale, hanno ottenuto credenziali ufficiali e hanno iniziato a produrre immatricolazioni in serie. I documenti generati erano perfettamente validi per le forze dell’ordine, ma riferiti a proprietari inesistenti o indirizzi fittizi. Un singolo operatore compiacente ha registrato da solo oltre 265.000 operazioni fraudolente in tre anni per conto di garage fantasma.
Il danno economico per il periodo 2022-2024 supera i 550 milioni di euro. Nel dettaglio, circa 255 milioni derivano da multe per eccesso di velocità e infrazioni per il parcheggio mai pagate, mentre quasi 300 milioni corrispondono a imposte non percepite. A questi si aggiungono i casi di SUV di lusso registrati come veicoli speciali per aggirare tasse fino a 60.000 euro a vettura, e la reimmissione in circolazione di veicoli rubati o gravemente incidentati con una nuova identità.
Un veicolo invisibile al sistema non risponde a nessuna contestazione. Niente punti decurtati dalla patente, niente responsabilità civile tracciabile, niente ritiro del titolo. Non a caso, tra il 2016 e il 2022 le infrazioni per eccessi di velocità sono aumentate del 160%. Da questo dato gli investigatori sono riusciti a risalire per la prima volta all’entità del fenomeno. A fronte di tutto questo, i procedimenti giudiziari aperti rappresentano appena lo 0,07% dei fascicoli fraudolenti identificati.
Come risolvere il problema
Il Ministero dell’Interno ha adottato un piano che prevede 31 misure. La Cour des Comptes lo ha giudicato insufficiente. Le abilitazioni attive sono scese da 39.000 a circa 27.000, ma il rapporto chiede un’ulteriore riduzione drastica, limitando l’accesso al SIV a un gruppo ristretto di operatori con attività consolidata, garanzie di affidabilità verificate e sottoposti a controlli periodici.
La soluzione sarebbe un nuovo sistema informatico. Ma il progetto è stato rinviato al 2028. Un ritardo che costerà qualcosa come 8-10 milioni di euro. Nel frattempo, la Cour raccomanda che i controlli vengano spostati a monte, prima della convalida delle immatricolazioni, invece che a posteriori come avviene ora. Una scelta che, secondo i magistrati, ha condannato lo Stato “a una forma di impotenza”.
-
Fonte:
- Fonte