F1, perché questa può essere la stagione della consacrazione per Haas
La nuova stagione della Formula 1 inizia all’insegna dell’ottimismo per la squadra americana.
La stagione di Formula 1 sta per iniziare. Il prossimo weekend è quello in cui finalmente in Australia si tornerà a correre. E sarà una stagione diversa dalle altre anche per l’adozione del nuovo regolamento. Un cambiamento importante che riequilibra le gerarchie nel midfield. E proprio nella zona media della classifica, c’è una squadra che ha tutte le carte in regola per emergere definitivamente. Parliamo di Haas F1 Team.
Le aspettative per il 2026
Il team Haas, infatti, non è più quella che lotta per la sopravvivenza. I fantasmi del 2020 e del 2021, quando il piccolo team di Gene Haas rischiava di scomparire dalla griglia, appartengono al passato. La stagione che si è appena conclusa ha segnato il momento della stabilizzazione. È stato possibile grazie a una coppia di piloti rinnovata che ha saputo offrire risultati solidi, portare punti alla classifica costruttori e soprattutto una gestione tecnica finalmente consapevole del proprio ruolo.
Ciò che distingue questa Haas dalla precedente non è solo la continuità sportiva, ma una struttura finanziaria più solida e una partnership che sta cambiando gli equilibri interni della squadra. Ecco perché per la nuova stagione ci sono aspettative elevate per il team americano.
Una stagione di consolidamento
Il 2025 ha rappresentato un punto di svolta per la Haas. Dopo aver collezionato 21 punti in più rispetto all’anno precedente, il team ha chiuso all’ottavo posto in classifica costruttori. Un risultato che potrebbe sembrare modesto ma che acquista significato se considerato nel contesto di una zona centrale della griglia rinvigorita dalla concorrenza interna.
Oliver Bearman ha completato il suo primo anno da pilota titolare con alterne fortune. Ha iniziato in maniera incerta (vittima anche della propria inesperienza) ma ha saputo trovare la strada giusta durante la stagione. Gli appuntamenti oltreoceano hanno segnato il vero spartiacque per il pilota britannico, che ha collezionato cinque risultati consecutivi a punti e un quarto posto a Città del Messico che ha rappresentato il momento di massima competitività della stagione.
Esteban Ocon, dal canto suo, ha goduto del ruolo di leader almeno nella prima parte dell’anno. Una quinta posizione straordinaria a Shanghai e una serie di piazzamenti interessanti nelle prime gare lo hanno visto partire con le migliori intenzioni. Peccato che il francese abbia poi subito un calo di rendimento nel secondo semestre, raccogliendo appena 15 punti in 12 gare e perdendo il contatto con Bearman nelle statistiche di qualifica, dove lo ha superato 14 volte a 10.
Ocon e Bearman arrivano a questa stagione con due situazioni molto diverse. Il francese avrà l’esigenza di dimostrare che il calo di forma dell’anno scorso è stato un episodio isolato e non il riflesso di un gap tecnico irreversibile rispetto al compagno. Bearman, invece, deve consolidare il momento positivo evitando le sbavature che lo hanno caratterizzato nella stagione appena conclusa. Gli incidenti di disciplina, dalla mancata osservanza della bandiera rossa a Monaco e Silverstone fino ai vari contatti che gli hanno attirato l’attenzione dei commissari, hanno rappresentato il vero limite della sua annata. Con la minaccia di una possibile squalifica automatica incombente, il britannico non può permettersi di ripetere quelle distrazioni.
Le prospettive
La Haas F1 Team si ritrova in una posizione non comune nel campionato mondiale. È in una fase di crescita e dispone di strutture finanziarie solide e di una partnership internazionale che le offre risorse che non tutte le squadre di media dimensione possono vantare. Ciò che manca ora è la conferma pratica che questo fondamento solido possa tradursi in progressi sportivi tangibili.
Le prossime 24 gare diranno molto di più di qualsiasi dichiarazione o sessione di test. Se la VF-26 funzionerà come le prime impressioni suggeriscono, la Haas potrebbe effettivamente emergere come il principale antagonista dei team davanti nel midfield. Se invece il nuovo regolamento non avrà premiato i criteri di sviluppo scelti dal team americano, allora il discorso cambierà radicalmente.
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