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Decarbonizzazione dell'aviazione, le Iniziative di Airbus e il progetto ZEROe

Airbus ha illustrato i progressi compiuti durante l’Airbus Summit 2025.

Decarbonizzazione dell'aviazione, le Iniziative di Airbus e il progetto ZEROe
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Linda Brunelli
Linda Brunelli
Pubblicato il 26 mar 2025

L’industria dell’aviazione rientra nei settori che contribuiscono maggiormente alle emissioni globali di CO2 equivalente. L’aumento di richiesta dei viaggi aerei, unita all’impiego di combustibili fossili per i carburanti, ha portato ad un impatto ambientale che non può essere trascurato, con le emissioni provenienti dai motori degli aerei che rappresentano una delle principali sfide della decarbonizzazione del settore. 

Tra le soluzioni più promettenti troviamo l’utilizzo di idrogeno come combustibile alternativo, in quanto è in grado di eliminare le emissioni di CO2. Tuttavia, la grande problematica, come ben sappiano, rappresenta i costi di produzione di idrogeno verde tramite elettrolisi dell’acqua. Ancora oggi, infatti, il processo di produzione avviene tramite steam reforming del metano. 

In questo contesto, Airbus ha illustrato i progressi compiuti durante l’Airbus Summit 2025, delineando la propria visione per il futuro dell’aviazione commerciale nei decenni a venire. 

PROGETTO ZEROE E AEROMOBILE A CORRIDOIO

Entrando nel dettaglio, tra gli sviluppi più significativi presentati dall’azienda, troviamo i piani per la creazione di un aeromobile a corridoio singolo di nuova generazione, previsto per entrare in servizio nella seconda metà degli anni 2030 e l’evoluzione del progetto ZEROe, mirato allo sviluppo di tecnologie per il volo alimentato a idrogeno

Durante il Summit, Airbus ha ribadito il proprio impegno a introdurre sul mercato un aeromobile a idrogeno commercialmente sostenibile, presentando i principali elementi tecnologici che renderanno possibile l’ingresso in servizio di un aeromobile elettrico alimentato a celle a combustibile. Dopo anni di ricerca sull’aviazione a idrogeno, questa soluzione si conferma come una delle più promettenti per il futuro della mobilità aerea sostenibile.

Bruno Fichefeux, Head of Future Programmes di Airbus, ha dichiarato:

L'idrogeno è al centro del nostro impegno per la decarbonizzazione dell'aviazione. Sebbene abbiamo aggiornato la nostra roadmap, la nostra determinazione nel portare avanti il volo a idrogeno resta incrollabile. Così come abbiamo visto nel settore automobilistico, gli aeromobili completamente elettrici alimentati a celle a combustibile hanno il potenziale, nel lungo termine, di rivoluzionare il trasporto aereo, integrando il percorso rappresentato dai carburanti sostenibili per l'aviazione.

Il progetto dell’aeromobile a idrogeno presentato da Airbus include quattro motori elettrici da 2 megawatt ciascuno, alimentati da sistemi a celle a combustibile che trasformano idrogeno e ossigeno in energia elettrica. Questi motori sono alimentati da due serbatoi di idrogeno liquido, e il design del velivolo sarà perfezionato attraverso test nei prossimi anni, mirati a sviluppare soluzioni più efficienti per lo stoccaggio, la distribuzione dell’idrogeno e i sistemi propulsivi.

Glenn Llewellyn, Head of ZEROe di Airbus, ha aggiunto:

Negli ultimi cinque anni abbiamo esplorato diversi concept di propulsione a idrogeno, prima di scegliere questa configurazione completamente elettrica. Siamo fiduciosi che questa possa fornire la densità di potenza necessaria per un aeromobile commerciale alimentato a idrogeno, e che possa evolversi man mano che la tecnologia matura. Nei prossimi anni ci concentreremo sul perfezionamento dei sistemi di stoccaggio, distribuzione e propulsione, promuovendo al contempo la definizione del quadro normativo necessario per permettere a questi aeromobili di volare.

SISTEMA DI PROPULSIONE A IDROGENO

Nel 2023, Airbus è riuscita a completare con successo la dimostrazione di un sistema di propulsione a idrogeno da 1,2 MW, e nel 2024 ha concluso i test end-to-end di un sistema integrato comprendente stack di celle a combustibile, motori elettrici, riduttori, inverter e scambiatori di calore.

Per affrontare le sfide relative alla gestione e distribuzione dell’idrogeno liquido in volo, Airbus ha collaborato con Air Liquide Advanced Technologies per sviluppare il Liquid Hydrogen BreadBoard (LH2BB) a Grenoble, in Francia. I test a terra per la validazione del sistema sono programmati per il 2027, presso l'Electric Aircraft System Test House di Monaco di Baviera, dove verranno esaminati insieme i sistemi di propulsione e distribuzione dell'idrogeno.

Oltre all'innovazione tecnologica, Airbus è impegnata a favorire lo sviluppo di un'economia basata sull'idrogeno per l'aviazione, promuovendo anche l'elaborazione di un quadro normativo che consenta l'introduzione di aeromobili alimentati a idrogeno a livello globale. Questo approccio mira ad avviare una vera e propria rivoluzione nel settore, favorendo la transizione verso un futuro più sostenibile per l'aviazione commerciale.

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Commenti Regolamento
M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Ahahhahha certo, come no. Sono sì disponibili ma non lo sono su scala industriale e non lo saranno mai. Senza contare tutti quelli che hanno bisogno di essere comunque miscelati alla benzina e il fatto che magari sono a CO2 netta 0 ma comunque tutto il resto c'è...

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

il problema dei 2 carburanti sopra citati sono semplicemente il costo nella produzione. ma di fatto potrebbero tranquillamente sostituire i carburanti fossili all'istante.
non è un problema funzionale come può essere il mezzo elettrico a batteria

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Bhe le streghe volanti hanno la stessa credibilità dei carburanti sintetici o dell'idrogeno quindi sì, potremmo parlare di streghe volanti...

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

ma l'aria calda in espansione che fa girare la ventola. quindi sfrutti il calore generato per aumentare la forza della ventola che crea la spinta.
per dire che il calore è molto importante in un motore aeronautico, cosa che nelle vetture con motori endotermici il 70 % del calore viene buttato...
se usi solo l'energia elettrica per muovere la ventola non sfrutti nessuna delle altre caratteristiche fisiche per generare energia.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Sai qual è il discorso in realtà? Se questi andassero con i jet privato ad una conferenza dove si decide che, da domani, vengono messi al bando tuti gli imballaggi di plastica, o che magari tutti i prodotti devono essere riparabili per tot anni, l'impatto ambientale del volo di Stato passerebbe non in secondo, ma in terzo piano.

E' un po' come il discorso dello stipendio dei parlamentari: una persona che ha la responsabilità di una Nazione DEVE guadagnare tanto, è giusto. Il problema, se mai, è che non fanno niente per risolvere i problemi che sono pagati per risolvere, non il loro stipendio, non i jet privati. Se i parlamentari facessero il loro lavoro e gli interessi dei cittadini, io sarei ben felice di pagarli tanto. Discorso diverso se i miei soldi vanno finire in tasca a fannulloni che li usano per girare le sagre (ogni riferimento è puramente casuale).

Il problema ambientale, tra l'altro, è MOLTO complesso, perché riguarda non solo le scelte politiche, ma la sensibilità individuale di ciascuno di noi. Se i pezzenti non cambiano mentalità e continuano a buttare le batterie esauste nell'umido perché "tanto i politici inquinano", finiremo per vivere in un mondo in cui il problema non sono i 10 jet privati, ma i miliardi di batterie esauste gettate nell'umido.

Io preferisco di gran lunga un politico che si muove con il jet privato ma LAVORA per risolvere i problemi, piuttosto che uno che si muove in treno per fare propaganda e poi non fa niente dalla mattina alla sera. Me lo ricordo ancora l'ultimo Presidente del Consiglio che andava a lavorare in bicicletta mentre demoliva l'articolo 18 e sdoganava la precarietà.

Ti faccio un esempio: se domani il politico X si recasse con il suo jet privato alla conferenza X, dove viene deciso che tutti i dispositivi elettronici devono disporre di batteria sostituibile, l'impatto di quel volo rappresenterebbe il nulla in confronto ai danni ambientali evitati grazie alla decisione presa alla conferenza, non trovi?

Poi, se la vogliamo mettere dal punto di vista morale, è anche giusto che i politici siano i primi a dare l'esempio, e su questo ti do ragione. Ma continuo a preferire un politico che si muove con il jet e fa le cose piuttosto che uno che si muove in bicicletta e non fa un tubo, perché in fin dei conti quello che conta è la matematica, perché il nostro mondo è governato da leggi matematiche: se tu emetti 10 tonnellate di CO2 per recarti a una conferenza, ma le decisioni che prendi permettono di ridurre le emissioni di 5000 tonnellate al giorno, ecco che le tue 10 rappresentano il nulla.

Se invece vai a fare presenza e non fai niente, ecco che quelle 10 sono semplicemente l'ennesimo +10 inconcludente, non so se mi spiego.

ユダ 01 Jan 1970 @ 00:00

Si ma capisci che non quadra un ragionamento simile se, chi ti dice di non inquinare, si dimostra non solo primo inquinatore...ma addirittura super-inquinatore. Cioè, è il solito discorso del "non fate come faccio, ma fate quel che dico"....

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Che piaccia o che non piaccia, noi poveri pezzenti siamo i principali responsabili dell'inquinamento atmosferico. Dieci jet che vanno ad una conferenza inquinano MOLTO meno rispetto agli sprechi quotidiani delle persone comuni.

Poi magari tu sei virtuoso (e anche io cerco di esserlo, nel limite del possibile), ma ti posso assicurare che tanti "pezzenti":

- Usano la macchina anche per fa 200 metri
- Girano per un'ora cercando parcheggio per non fare 3 passi a piedi
- Non fanno la raccolta differenziata e buttano via rifiuti inquinanti
- Buttano via prodotti ancora perfettamente funzionanti e riparabili

Un jet privato consuma relativamente poco carburante. Pensa quanta energia elettrica consumano i negozi di una città per avere i canonici 30 gradi quando fuori ne fanno 2, oppure i 15 gradi estivi quando fuori ne fanno 30.

Ora moltiplica tutto ciò per miliardi di pezzenti, poi dimmi.

R
RatGPT 01 Jan 1970 @ 00:00

Nei moderni turbofan oltre l'80% della spinta è generata dall'aria mossa dalla ventola, che non passa nemmeno nell'area calda del motore. Per questo si parla di motori ad alto bypass, perché la stragrande maggioranza dell'aria aspirata dalla ventola genera la spinta, ma non entra mai in contatto con la parte calda del motore.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Finalmente i motori green alimentati a Nitrito di equino

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

e di cosa vuoi parlare? streghe volanti?

D
DjMarvel 01 Jan 1970 @ 00:00

i motori tradizionali sfruttano anche l'espansione dell'aria calda.

Con i motori elettrici si deve sfruttare solo la forza delle ventole... un grande spreco.
Se bruciassero direttamente l'idrogeno sarebbe meglio.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho letto l'articolo, si parla anche qui delle solute bufale su carburanti sintetici o idrogeno?

ユダ 01 Jan 1970 @ 00:00

Così anche quelli che vanno alla Cop o a Davos a parlare di clima coi jet privati invitando noi poveri pezzenti a inquinare meno faranno la loro parte!
Sono felicissimoh!!111!!1!

s
ste 01 Jan 1970 @ 00:00

l'altro enorme problema dell'idrogeno è lo stoccaggio. a parità di energia dell'equivalente a cherosene (ma anche dei SAF), servono volumi enormi per immagazzinare sotto enormi pressioni la quantità di idrogeno necessaria. forse il SAF è l'unica alternativa in questo settore

K
KillerPenguin 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unica soluzione sarà sperare nella produzione in massa degli e-fuel