Golf cart sul GRA a Roma. Cosa (non) dice il Codice della Strada
Il caso del Grande Raccordo Anulare a Roma riapre il dibattito sulla classificazione normativa dei golf cart turistici
È diventato virale un video di un golf cart che circola sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Il mezzo, insolito da vedere sulle strade del GRA, è stato filmato mentre percorre tranquillamente la carreggiata esterna fino allo svincolo verso l’autostrada Roma-Fiumicino. Il video di pochi secondi ha, oltre all’incredulità degli automobilisti, acceso il dibattito perché non è scontato che, Codice della Strada alla mano, quel mezzo abbia compiuto un’infrazione.
Cosa dice il Codice della Strada
L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi a Roma, ha lasciato senza parole gli automobilisti presenti e ha riacceso un dibattito che il boom dei golf cart turistici nella Capitale aveva già reso urgente. Le autorità stanno ora lavorando per identificare il conducente e la società proprietaria del mezzo, attraverso la targa e i segni distintivi visibili nel filmato.
Ma la vicenda, al di là della singolarità, è interessante anche e soprattutto dal punto di vista normativo. Alcuni golf cart circolanti a Roma risultano regolarmente immatricolati come veicoli di categoria M1, cioè autovetture elettriche a tutti gli effetti, registrate presso la Motorizzazione Civile. Dal punto di vista formale, questo li equipara alle automobili tradizionali, con diritto di accesso alle ZTL e, in teoria, alle strade ordinarie. Una classificazione che rende complicato per le amministrazioni locali introdurre divieti specifici senza intervenire a livello di normativa nazionale.
Una situazione controversa
A Roma il fenomeno dei golf cart non è nuovo. Dal 2024 in poi questi piccoli veicoli, così come per i monopattini elettrici, si sono moltiplicati nel centro storico della Capitale, diventando una presenza fissa tra le strade, le piazze e i monumenti. Sono ampiamente utilizzati per i tour turistici privati. La loro diffusione ha generato tensioni con i residenti e gli altri utenti della strada, ma il dibattito era rimasto confinato al contesto urbano. Un contesto nel quale la bassa velocità (anche per via del traffico costante) ha limitato i rischi e sostanzialmente portato a chiudere un occhio senza affrontare realmente la questione.
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Il Grande Raccordo Anulare è un’altra cosa. È una tangenziale che circonda la città ed è classificata come autostrada. Non tutti i mezzi, quindi, vi possono accedere e ci sono regole più stringenti rispetto a tutte le altre tipologie di strade. Senza contare che le velocità, la quantità di auto e le condizioni di traffico sono evidentemente incompatibili con un veicolo privo delle protezioni strutturali minime richieste per quel tipo di percorso. Un golf cart non ha abitacolo rinforzato, non ha airbag, non è progettato per sopravvivere a un impatto alle velocità che in media ci sono su un’autostrada.
Per fortuna l’episodio si è concluso senza conseguenze. Almeno per il momento. Se individuato, il conducente rischia sanzioni significative per aver circolato con un mezzo non idoneo su questa tipologia di strada. La questione, come detto, può essere più articolata. Finché la classificazione M1 di questi veicoli non verrà riconsiderata o accompagnata da limitazioni d’uso più stringenti, il vuoto normativo resterà aperto e non è detto che il conducente del golf cart sia davvero punibile.