Bonus retrofit auto a GPL e metano: da 400 a 800 euro senza rottamazione
Conversione di un veicolo a gpl o metano: a quanto ammontano gli incentivi 2026, i requisiti del richiedente e dell’impianto, come viene erogato il bonus.
Il continuo rialzo dei prezzi dei carburanti tradizionali e l’elevato costo d’acquisto dei veicoli spingono gli automobilisti italiani a cercare soluzioni alternative per contenere la spesa dei rifornimenti quotidiani. In questo complesso scenario, la conversione delle auto a GPL o metano rappresenta una scelta da non sottovalutare. A sostegno di questa possibilità, la disciplina statale sul retrofit a gas riconosce un contributo economico diretto che non richiede la rottamazione del mezzo né l’acquisto di un veicolo nuovo, favorendo una sensibile riduzione dei costi d’esercizio, nonché il prolungamento della vita utile del parco circolante e la contestuale riduzione delle emissioni inquinanti.
Le risorse stanziate
L’impianto normativo trova il proprio fondamento istituzionale nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026, che disciplina il contributo retrofit all’interno del quadro generale del Fondo Automotive 2026-2030. La misura poggia su una dotazione finanziaria programmata su base pluriennale:
- per l’anno 2026 sono stati stanziati 4 milioni di euro;
- per il triennio 2027, 2028 e 2029 la cifra sale a 5 milioni di euro all’anno;
- per l’annualità 2030 l’importo si attesta a quota 1 milione di euro.
Le risorse finanziarie non vengono ripartite preventivamente tra i due carburanti, ma sono assegnate in base all’ordine cronologico delle prenotazioni fino al completo esaurimento del plafond stanziato sulla piattaforma informatica dell’Ecobonus gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), attiva dallo scorso 29 luglio 2026.
Da 400 a 800 euro una tantum
Sotto il profilo economico, la misura prevede un’agevolazione predeterminata a somma fissa, indipendente dal prezzo complessivo richiesto dall’officina per manodopera e componentistica. Per l’installazione di un impianto a GPL è stabilito uno sconto diretto di 400 euro, mentre per il passaggio al metano il contributo pubblico sale a 800 euro, a fronte di un costo d’impianto mediamente più elevato.
I requisiti e le esclusioni per l’accesso al bonus
Per accedere alla misura, i veicoli devono rispettare precisi criteri tecnici. Il contributo è riservato alle autovetture usate omologate nella categoria M1, destinate al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente.
Rispetto ai precedenti schemi normativi che limitavano l’accesso ai soli veicoli Euro 4, la nuova disciplina del DPCM 10 giugno 2026 amplia la platea dei beneficiari includendo anche le autovetture Euro 3 o superiore, originariamente alimentate in modo esclusivo a benzina o gasolio.
Vengono escluse dai contributi le vetture già bifuel, quelle già convertite a GPL o metano, nonché i veicoli 100% elettrici, a idrogeno ed ibridi. Possono beneficiare dell’incentivo persone fisiche e giuridiche, con l’unica eccezione delle imprese commerciali di compravendita di veicoli M1, limitazione introdotta per evitare che il bonus vada a vantaggio di auto destinate alla rivendita.
I requisiti tecnici dell’impianto
Un ulteriore elemento riguarda i requisiti tecnici dei componenti e l’iter procedurale. L’impianto montato deve essere nuovo di fabbrica ed essere dotato di regolare codice di omologazione secondo la normativa nazionale o in conformità al regolamento ONU n. 115. Tutte le fasi dell’intervento – dall’acquisto all’installazione, fino al collaudo – devono avvenire successivamente all’entrata in vigore del DPCM del 10 giugno 2026. L’agevolazione non è cumulabile: i veicoli che hanno già usufruito dei contributi dell’Ecobonus non possono accedere all’incentivo per il retrofit. Il quadro tecnico è stato ulteriormente dettagliato dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 24 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 settembre, che aggiorna le disposizioni su omologazione, immatricolazione e verifiche periodiche dei sistemi a GPL, GNC e GNL.
Sconto in fattura: fa tutto l’officina
Il meccanismo burocratico azzera gli adempimenti a carico dell’automobilista. Il proprietario della vettura non deve inoltrare alcuna domanda agli uffici ministeriali, poiché la pratica viene gestita interamente dall’officina. L’installatore si collega alla piattaforma Ecobonus, verifica la disponibilità dei fondi, prenota il contributo e lo applica direttamente come sconto in fattura all’atto del pagamento. Successivamente, il costruttore dell’impianto rimborsa l’officina e recupera l’importo sotto forma di credito d’imposta. Al momento della fatturazione, l’officina indica lo sconto applicato ed il nominativo dell’intestatario della vettura. Dalla data di inserimento della prenotazione, la procedura deve essere completata entro 120 giorni.
Quando conviene
In conclusione, la valutazione sulla convenienza economica della conversione deve basarsi sul calcolo del punto di pareggio tra la spesa netta sostenuta e il risparmio sui rifornimenti, variabile in funzione dei chilometri percorsi, dei consumi e del divario di prezzo tra i carburanti. Per chi effettua percorrenze elevate e intende conservare l’automobile per diversi anni, il retrofit garantisce un sensibile risparmio quotidiano ed un rapido ammortamento dell’investimento iniziale.